Attualità - 26 febbraio 2026, 21:17

Sanremo e Blue Economy: la Liguria protagonista sul mare tra sviluppo, sostenibilità e futuro industriale

A bordo di Costa Toscana, Regione Liguria rilancia il ruolo strategico dell’economia del mare durante il Festival

Formazione, nuove tecnologie e infrastrutture potenziate: sono questi i pilastri su cui costruire una crescita sempre più solida della Blue Economy e dell’intero comparto marittimo ligure. Temi al centro dell’evento “Liguria un mare di futuro”, organizzato da Regione Liguria a bordo della Costa Toscana, al largo di Sanremo, durante la settimana della 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana.

Un appuntamento pensato per sottolineare il peso strategico dell’economia del mare e fare il punto sulle prospettive di sviluppo del settore. Sono intervenuti la vicepresidente della Regione Liguria Simona Ferro, il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi,  con un videomessaggio da Singapore, e il delegato del presidente di Confindustria per l’Economia del Mare e amministratore delegato di Costa Crociere Mario Zanetti. Presente anche l’assessore regionale Claudia Morich.

A seguire, la tavola rotonda con l’assessore allo Sviluppo economico Alessio Piana, l’assessore al Demanio Marittimo Marco Scajola, Stefano Messina (presidente di Assarmatori e del Gruppo Messina), il senatore Lorenzo Basso e Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica. Spazio anche al tema delle Bandiere Blu, che vedono la Liguria ai vertici nazionali per numero di riconoscimenti, con le conclusioni affidate a Claudio Mazza, presidente della Foundation for Environmental Education.

È un’occasione importante per la Liguria: questa sera non siamo soltanto la cornice del Festival della Canzone Italiana, ma diventiamo anche il luogo di un approfondimento su una tematica fondamentale, il mare. Un mare che con la Liguria ha un legame strettissimo, sociale e culturale: un legame naturale, con una storia che si racconta da sola” ha commentato la vicepresidente Simona Ferro.

Il riferimento è a Genova, “una delle repubbliche marinare più importanti della storia”, che oggi può contare sul porto più grande d’Italia e tra i principali d’Europa, su una Blue Economy centrale nel sistema produttivo regionale e su una prospettiva di sviluppo che guarda a logistica, turismo, sport e soprattutto occupazione.

“Come assessore alla Formazione e alle Politiche occupazionali – ha proseguito Ferro – registro una richiesta sempre più marcata, da parte delle aziende del settore marittimo, di profili altamente specializzati. Per noi amministratori è una responsabilità precisa investire nella formazione dei giovani, così da favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro attraverso i progetti che stiamo portando avanti”.

La vicepresidente ha poi lanciato un appello alle donne: “Il lavoro nelle aziende marittime e nautiche non è un lavoro “da uomini”. La presenza femminile è ancora limitata. Lo scorso 8 marzo abbiamo istituito un board composto da donne che hanno raggiunto posizioni apicali nella Blue Economy: un segnale concreto e un modello per tante ragazze. Non vogliamo parlare solo di numeri o di parità nelle iscrizioni universitarie, ma garantire pari opportunità lavorative reali e concrete”.

Sulla dimensione economica del comparto si è soffermato l’assessore allo Sviluppo economico e alla Blue Economy Alessio Piana: “Siamo in un contesto eccezionale per affrontare un tema che rappresenta uno dei punti di forza della nostra economia. Oggi circa l’11% del tessuto economico ligure ruota attorno alla Blue Economy, che incide per circa il 15% sull’occupazione complessiva. È un vero motore di sviluppo”.

Numeri che, secondo Piana, impongono investimenti significativi per rendere la portualità sempre più competitiva: “Dobbiamo valorizzare la nostra posizione strategica e le competenze presenti in Liguria, non solo in termini di formazione, ma anche di innovazione, ricerca e sviluppo. In questa direzione va l’istituzione della cabina economica della Blue Economy, uno strumento che promuove un coordinamento strutturato tra i diversi livelli istituzionali”.

Quali sono le priorità? “Da un lato la digitalizzazione, per efficientare le dinamiche portuali e commerciali; dall’altro la razionalizzazione delle infrastrutture esistenti, in particolare delle tratte ferroviarie. In alcuni casi le infrastrutture sono utilizzate solo per il 60-70% della loro capacità: esistono già oggi margini concreti di miglioramento su cui intervenire”.

Al centro del dibattito anche il tema delle concessioni demaniali e dell’indotto turistico. “Siamo su questa meravigliosa nave per parlare di quanto la Liguria sia, da sempre, terra di mare – sottoline l’assessore  al Demanio Marittimo Marco Scajola –. Un mare che deve continuare a generare un’economia di qualità, capace di coniugare sviluppo e tutela del paesaggio”.

Un riferimento ai porticcioli turistici, alla cantieristica ligure e al Salone Nautico di Genova, che ogni anno consolida il ruolo internazionale della regione. La Liguria, è stato ricordato, conta oltre 1.300 concessioni demaniali marittime, il numero più alto in Italia, con un indotto che vale circa 20mila posti di lavoro all’anno. Occupazione sostenuta anche attraverso il Patto per il Turismo finanziato con il Fondo Sociale Europeo, che consente di favorire contratti di maggiore durata.

Infine, il capitolo infrastrutture. “Il potenziamento è fondamentale in un territorio complesso e fragile come il nostro. Lo spostamento a monte della ferrovia ha liberato spazi e migliorato i collegamenti. Stiamo lavorando con il Governo per rafforzare ulteriormente la rete: il raddoppio della tratta Andora-Finale è strategico per la mobilità regionale. Non è più sostenibile avere un binario unico in un tratto così centrale”.

Tra i grandi interventi in corso Scajola cita anche il Terzo Valico dei Giovi, simbolo di una stagione di recupero sul fronte infrastrutturale dopo anni di ritardi.

L’evento ospitato da Costa Crociere ha così ribadito il peso dell’economia del mare in Liguria: quasi l’11% delle imprese regionali opera nei settori legati alla Blue Economy, che genera circa il 14% del valore aggiunto e oltre il 15% dell’occupazione complessiva. Una concentrazione che colloca la Liguria al primo posto in Italia per incidenza dell’economia del mare su imprese, ricchezza e lavoro.