Il nodo è sempre lo stesso: la strada è privata. E finché resta tale, il Comune non può intervenire direttamente. È quanto emerso durante l’ultima seduta del Municipio Bassa Val Bisagno, dove il consigliere Onorato Semino (Vince Genova), ha presentato un’interrogazione a risposta immediata sulla situazione della frana in via Imperiale alta, all’altezza del civico 53, e sulle criticità del muraglione nella parte sommitale della strada, sulle alture di San Fruttuoso.
Semino ha parlato di una situazione che da tempo crea “grande difficoltà per i residenti, per la loro mobilità”, sottolineando come l’accesso alla parte alta di via Imperiale, a monte della frana, sia fortemente penalizzato. A preoccupare non è solo il dissesto già avvenuto, ma anche le condizioni di un muro “spanciato e non in buone condizioni” in Salita Nuova di Nostra Signora del Monte.
Il consigliere ha ricordato che l’area è fragile dal punto di vista morfologico e che un eventuale blocco della via limitrofa, le auto sarebbero costrette a deviare su via Donaver, strada dagli spazi ristretti e non compatibile con il transito dei mezzi di soccorso. “La situazione diventerebbe ingestibile in caso di incrocio tra veicoli, considerato il via e vai”, ha evidenziato.
La risoluzione della frana in via Imperiale, secondo Semino, consentirebbe almeno di ripristinare un’alternativa viaria, bypassando eventuali criticità sulle altre arterie collinari. Il problema, però, è giuridico prima ancora che tecnico. Via Imperiale è una strada privata. Una sentenza del 22 settembre 2025 ha condannato la parte privata a eseguire i lavori di ripristino, ma, è stato evidenziato in aula, a oggi non sarebbe stato fatto nulla.
A intervenire è stato l’assessore all’Assetto del Territorio e Interventi Manutentivi, Stefano Boilini, che ha chiarito la posizione dell’amministrazione: “Rispetto al muro di via Imperiale, il Comune non ha alcuno strumento per intervenire, trattandosi di strada, muri e terreni privati. Esiste anche una sentenza tra le parti che ne individua le responsabilità. In questo momento il Comune non ha strumenti per intervenire direttamente”.
Boilini ha riconosciuto che si tratta di una “zona complessa sotto il profilo viabilistico e morfologico” e che, in caso di ripristino, la strada potrebbe rappresentare una valvola di sfogo importante per la viabilità collinare. Tuttavia, l’ente può agire solo attraverso percorsi che portino eventualmente alla pubblicizzazione della strada o, in alternativa, con strumenti straordinari come la requisizione temporanea per sopperire a criticità contingenti.
A pesare sul quadro, dunque, come scritto, c’è anche un’ordinanza del Tribunale di Genova del febbraio 2023, che imponeva la messa in sicurezza del tratto interessato per pericolo di crollo. Ma i lavori non sarebbero stati eseguiti, fino ad arrivare al crollo del marzo 2024. E la situazione, a distanza di tempo, resterebbe invariata.
Nel frattempo, la frana e il muraglione restano lì, in una zona collinare già segnata negli anni da ripetuti smottamenti. E il nodo resta sempre lo stesso: finché via Imperiale rimarrà privata, l’intervento pubblico continuerà a scontrarsi con un limite burocratico e giuridico difficile da superare.