La vittoria esterna di Modena, il pari casalingo col Palermo e i successi interni con Spezia e Padova: i segnali di ripresa che la Sampdoria aveva lanciato subito dopo la chiusura del mercato tra gennaio e inizio febbraio vengono nuovamente offuscati dai due sanguinosi ko di fila contro Mantova e Bari, dirette concorrenti nella corsa salvezza.
Pesante, e per certi versi inaspettato, quello maturato ieri sera al "Ferraris", in cui il pubblico blucerchiato ha "ammirato" nuovamente una squadra spuntata, prevedibile e troppo nervosa per cercare di superare un avversario capace di interpretare la gara da "provinciale", con agonismo, intensità e anche un buona dose di malizia nell'abbassare i ritmi di gioco.
Letture difensive errate, scelte rivedibili negli ultimi venti metri e calci piazzati battuti malamente alcune delle note più dolenti della serata, in cui c'è da registrare la contestazione non solo a società e giocatori, ma anche ai due tecnici Gregucci e Foti, presi di mira subito dopo il 2-0 da un gruppo di tifosi che si sono posizionati inferociti alle spalle della panchina blucerchiata, invitando i due allenatori ad andarsene.
Sconsolato in sala stampa il tecnico: "Avevamo iniziato anche bene, ma dopo il gol subito al loro primo tiro in porta non siamo riusciti più a incidere negli ultimi venti metri, sbagliando qualche scelta di troppo e calciando con poca pericolosità. Bisogna ritrovare subito la strada dell'ardore e del sacrificio, in questa categoria non hai scelta, porti a casa risultati solo con determinati atteggiamenti. Serve essere meno belli e più pratici".
Contro il blocco basso del Bari, oltre a un possesso sterile e poco fluido, pesa la scarsa incisività sulle situazioni di palla inattiva, tra corner calciati malamente e duelli aerei sempre vinti dall'avversario: "Posso garantire che ci lavoriamo tanto - sottolinea il tecnico - tutto è allenabile e migliorabile: abbiamo anche dei piedi educati per poter sfruttare corner e punizioni, diciamo che non si sono visti...".
Sulla contestazione dietro la propria panchina, con annesso lancio di pezzi di carta e bottigliette vuote, Gregucci taglia corto: "L'ho sempre detto, rispetto le opinioni di tutti".