Cronaca - 02 marzo 2026, 18:39

Guerra in Iran, turismo nel caos. Assoviaggi: "Quasi cento liguri da riproteggere su altre rotte"

"Il conflitto ha causato la più grande interruzione del trasporto aereo degli ultimi anni. Monitoriamo costantemente la situazione in accordo con la nostra segreteria nazionale" afferma il presidente della federazione regionale Emilio Cordeglio

Foto Facebook Cariglia

La guerra in Iran mette sotto pressione anche il turismo ligure. Sono circa un centinaio, secondo una prima stima, i viaggiatori della regione rimasti coinvolti nel caos aeroporti seguito allo scoppio del conflitto in Medio Oriente e che in queste ore vengono riprotetti su rotte alternative.

"Ad una prima stima sono circa un centinaio i turisti liguri interessati e che stiamo cercando di riproteggere su altre rotte, monitorando costantemente la situazione in accordo con la nostra segreteria nazionale", spiega Emilio Cordeglio, presidente regionale di Assoviaggi e da poco riconfermato anche alla vicepresidenza nazionale dell’associazione che rappresenta agenzie e tour operator aderenti a Confesercenti.

Nel week end appena trascorso il conflitto ha causato quella che viene definita la più grande interruzione del trasporto aereo degli ultimi anni, con la chiusura di spazi aerei e la cancellazione di numerosi voli. Un impatto immediato non solo sui rientri, ma anche sulle prossime partenze. Nei prossimi 30 giorni, infatti, il turismo organizzato potrebbe perdere circa 3.500 prenotazioni tra pacchetti e servizi, per un valore stimato di oltre 6,4 milioni di euro.

In Liguria operano 303 tra agenzie di viaggio e tour operator, per un totale di più di mille addetti. Un comparto che teme ripercussioni nel medio periodo. «La situazione nell’immediato è sotto controllo perché - prosegue Cordeglio - a valle del Covid-19 la gran parte di chi viaggia oggi si cautela con coperture assicurative capaci di far fronte a inconvenienti gravi, per cui in questa fase non ci sono problemi di ordine economico e stiamo riuscendo a organizzare il rientro dei nostri clienti. Le preoccupazioni sono legate al lungo periodo, perché allo stato attuale è impossibile prevedere se l’emergenza proseguirà ancora per giorni, settimane o mesi, e questo getta nell’incertezza un settore già pesantemente colpito negli anni scorsi proprio dalle limitazioni agli spostamenti imposte dalla pandemia". 

A rischio non c’è soltanto l’outgoing, ma anche l’incoming. Ogni anno verso i Paesi indirettamente coinvolti nelle azioni militari, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Giordania, Arabia Saudita e, in misura minore, Oman, viaggiano oltre 610mila italiani, di cui circa 60mila tramite tour operator e agenzie. Sul fronte opposto, dai cinque Paesi si registrano mediamente oltre 170mila arrivi annui in Italia e più di 2,5 milioni di pernottamenti, numeri che fanno temere contraccolpi anche sui flussi verso il nostro Paese.

Le imprese del turismo organizzato stanno gestendo annullamenti, rinunce ai viaggi e possibili scoperture assicurative legate a instabilità politica o atti di guerra. Non solo: le cancellazioni potrebbero estendersi anche a destinazioni non direttamente interessate dall’area di crisi, con un effetto a catena sulle prenotazioni.

Assoviaggi Confesercenti invita inoltre a fare riferimento esclusivamente alle informazioni ufficiali del Ministero degli Esteri attraverso il portale Viaggiare Sicuri, mettendo in guardia dalla diffusione di notizie non verificate che circolano in rete.

Nel frattempo l’associazione chiede al governo di valutare rapidamente misure di sostegno per le imprese del settore: strumenti di liquidità per affrontare l’ondata di annullamenti e interventi che evitino di scaricare interamente su tour operator e agenzie i costi straordinari legati a cancellazioni e riprogrammazioni. La situazione, assicurano, resta in costante monitoraggio in attesa di sviluppi sul quadro internazionale.

Redazione