Attualità - 04 marzo 2026, 11:37

Genova lontana dagli obiettivi ambientali e di mobilità del 2030: troppe auto, poche ciclabili e incidenti ancora elevati

Il report di Legambiente e Fiab fotografa il divario della città rispetto ai parametri europei: 47 auto ogni 100 abitanti (obiettivo sotto 35), solo 1,11 metri di infrastrutture ciclabili ogni 100 residenti. La proposta: "Zone 30 km/h, sensori di sicurezza per i mezzi pesanti e una ciclabile fino al Gaslini"

Foto d'archivio

È ancora ampio il divario che separa Genova dagli obiettivi ambientali e di mobilità sostenibile fissati per il 2030. A dirlo è il report “Genova e il divario 2030-Dove siamo e cosa manca”, presentato oggi al Genova Blue District da Legambiente Liguria e Fiab Genova.

Il dossier, basato su dati ufficiali, tra cui statistiche Istat, inventari emissivi regionali e report nazionali di settore, mette a confronto la città con i parametri delle realtà italiane ed europee più virtuose. Il risultato, spiegano le associazioni, è un quadro “chiaro e misurabile” delle distanze ancora da colmare.

Tra i numeri più significativi emerge che a Genova circolano 47 auto ogni 100 abitanti, mentre l’obiettivo al 2030 è scendere sotto quota 35. Gli incidenti con morti e feriti sono 8,7 ogni mille abitanti, contro un target inferiore a 2. Molto indietro anche gli indicatori legati alla mobilità dolce: solo 8,3 metri quadrati di aree pedonalizzate ogni 100 abitanti, contro i 223 delle città più virtuose, e 1,11 metri equivalenti di infrastrutture ciclabili ogni 100 abitanti, a fronte di una media di riferimento di 31,5.

Sul fronte ambientale, secondo il report, sarà inoltre necessaria una riduzione del 26% delle emissioni di biossido di azoto (NO₂) per allinearsi ai nuovi obiettivi europei. Anche la domanda di trasporto pubblico risulta inferiore rispetto ai parametri di riferimento: circa 300 viaggi per abitante all’anno, contro un obiettivo di 400.

Stefano Bigliazzi, presidente di Legambiente Liguria, sottolinea che il problema principale resta il traffico veicolare: "I dati dell’inquinamento a Genova dicono che, se con il particolato PM10 e PM2,5 siamo nei limiti di legge, anche grazie al vento, per il biossido di azoto siamo ancora lontani dai valori che si dovranno raggiungere entro il 2030".

Secondo Bigliazzi, una delle risposte più efficaci potrebbe essere l’introduzione diffusa delle zone a 30 chilometri orari. "Tutte le capitali dell’Europa occidentale e molte città medio-grandi sono diventate città a 30 km/h e hanno ottenuto ottimi risultati sia nel campo della sicurezza che in quello ambientale. Con la riduzione della velocità migliorano le condizioni di vita e non esiste città che voglia tornare indietro dopo aver fatto questa scelta".

Dalla giunta comunale arriva una disponibilità al confronto. L’assessore alla mobilità sostenibile Emilio Robotti ha definito il report "un indicatore importante delle politiche da mettere in campo nei prossimi anni per traguardare l'obiettivo di una Genova 2030 con una mobilità urbana più sostenibile, sicura e inclusiva".

Durante l’incontro è stato presentato anche un dossier dedicato alla circolazione dei mezzi pesanti in città, con l’analisi delle criticità legate all’interazione con pedoni e ciclisti. Il documento propone di introdurre nei capitolati comunali l’obbligo di sistemi di sicurezza come sensori anti-angolo cieco, radar e telecamere per rilevare la presenza di utenti vulnerabili.

Romolo Solari, presidente di Fiab Genova, ricorda che negli ultimi anni si sono verificati diversi incidenti gravi: "Negli ultimi cinque anni abbiamo registrato quattro incidenti mortali che hanno coinvolto mezzi pesanti. Quattro vite spezzate non sono una statistica, ma un segnale inequivocabile che il sistema così com’è non è sufficiente".

Tra le proposte presentate anche un progetto per migliorare la mobilità ciclabile nell’area dell’ospedale Gaslini, uno dei nodi più delicati della città. L’idea è realizzare una pista ciclabile continua e protetta tra corso Italia, l’Istituto Giannina Gaslini e la direttrice verso Nervi.

Alessia Franceschi, del Gaslini Green Team, spiega: "Chiediamo la realizzazione di una pista ciclabile continua e protetta da Corso Italia fino a Nervi, con priorità al collegamento diretto con l’Istituto Giannina Gaslini. Non si tratta di un’opera simbolica, ma di un’infrastruttura necessaria per garantire un accesso sicuro a dipendenti, pazienti e famiglie".

Secondo le associazioni promotrici, il report vuole offrire una base tecnica per orientare le scelte dei prossimi anni: il divario con gli obiettivi del 2030, spiegano, è numerico e quindi colmabile, ma solo con politiche rapide e coerenti sulla mobilità urbana e sulla sicurezza stradale.

Redazione