Un presidio di protesta contro l'escalation bellica in Medio Oriente è previsto per oggi, giovedì 5 marzo alle ore 18, in piazza De Ferrari. L'iniziativa, promossa dal Partito della Rifondazione Comunista (PRC) insieme a numerose organizzazioni politiche e sindacali, tra cui Cambiare Rotta, OSA, Potere al Popolo, USB e Rete dei comunisti, nasce per denunciare l'aggressione statunitense e sionista nella regione.
Al centro della mobilitazione c'è la ferma condanna di atti definiti criminali che colpiscono il diritto internazionale e la diplomazia. Gli organizzatori intendono ribadire la necessità di difendere l'autodeterminazione del popolo iraniano, pur mantenendo una posizione di condanna verso il regime teocratico degli ayatollah. La critica si rivolge al tentativo di strumentalizzare le lotte di liberazione per sostituire regimi liberticidi con sistemi funzionali al capitalismo mondiale, interessati solo al saccheggio delle risorse nazionali.
Il presidio inquadra la situazione in Iran all'interno del contesto geopolitico che coinvolge la Palestina, il Libano, la Siria e l'allargamento a est della Nato. Secondo i promotori, questa escalation bellica ha ricadute dirette anche sulla nostra società: l'aumento delle spese militari avviene a discapito dello stato sociale, portando con sé una riconversione bellica dell'economia e l'abbandono della tutela ambientale.
Secondo gli organizzatori, la mobilitazione e la presa di coscienza popolare sono considerate l'unico modo per impedire la deriva verso un "mondo distopico" dominato dalla cultura del nemico.