Attualità - 05 marzo 2026, 14:30

Genova riscopre il suo Liberty: l’Oratorio e la Galleria del Convitto Colombo tornano a splendere

Conclusi i lavori da due milioni di euro finanziati dal PNRR: restituiti alla città due capolavori firmati da Giovanni Bevilacqua rimasti nell'ombra per un secolo

A distanza di cento anni esatti dall’ultimo restauro del 1925, il Convitto Nazionale Colombo riapre finalmente le porte alla cittadinanza. Questa mattina sono stati inaugurati l’Oratorio in stile Liberty e la Galleria Napoleonica, due tesori di via Dino Bellucci che per decenni erano stati confinati al ruolo di magazzini e depositi. L’operazione, dal forte valore storico e simbolico, è stata resa possibile grazie a un finanziamento di oltre 2 milioni di euro derivanti dai fondi PNRR, gestiti dalla Città Metropolitana di Genova.

Il progetto ha visto una vera e propria corsa contro il tempo, iniziata nel novembre 2023 e conclusa puntualmente nel novembre 2025, rispettando rigorosamente le scadenze imposte dalla normativa europea. Durante la cerimonia, i consiglieri metropolitani Filippo Bruzzone e Stefano Damonte hanno sottolineato come investire nel patrimonio scolastico significhi onorare la storia e la bellezza di edifici che sono, a tutti gli effetti, case per le nuove generazioni. 

“Restituire questo spazio significa riconoscere che le nostre scuole sono anche case della storia e della bellezza - ha dichiarato Filippo Bruzzone, Consigliere Delegato all'Edilizia Scolastica - Investire nel patrimonio scolastico è investire nel futuro delle nuove generazioni.”

Gli ha fatto eco proprio Damonte che ha ribadito la puntualità burocratica dell'operazione: “Risorse investite in modo puntuale e completate nei tempi imposti dalla normativa europea. Un patrimonio che appartiene a tutti e che tornerà a vivere”.

Anche il Rettore Andrea Giacobbe ha espresso grande soddisfazione, definendo il restauro come la cura definitiva a un "acciacco" secolare, capace di restituire prestigio a un complesso che ospita ogni giorno oltre 80 convittori.

“Si tratta di uno spazio che per lunghi anni non è stato a disposizione del Convitto Nazionale Colombo né della cittadinanza, perché per varie ragioni era sostanzialmente diventato un magazzino. Oggi, dopo anni di lavoro di restauro, abbiamo restituito questo meraviglioso spazio. Uno spazio multifunzionale per le esigenze interne - la didattica, i progetti, il personale educativo - ma che potrà essere anche un regalo alla cittadinanza, ospitando eventi aperti al pubblico esterno. Ricordo a tutti che qui vivono più di 80 tra convittrici e convittori, ragazzi e ragazze che frequentano il nostro liceo scientifico e molte altre scuole superiori della città. Una cornice rinnovata che restituisce dignità, importanza e prestigio a questo complesso che ha secoli di storia. E come sempre, quando si hanno secoli di storia, si ha anche qualche acciacco. Oggi un acciacco in meno e uno spazio importante in più”.

Dal punto di vista artistico, il restauro ha riportato alla luce l'eccezionale coerenza decorativa del pittore veneto Giovanni Bevilacqua. 

Francesco Scriva, Direttore della Direzione Scuole, Edilizia e Patrimonio della Città Metropolitana, ha illustrato la complessità tecnica e il significato culturale dell'intervento:  “Questo intervento non era semplice né scontato. Abbiamo lavorato su un edificio stratificato, con preesistenze che vanno dal Medioevo al Liberty, coordinando restauratori, strutturisti, impiantisti e soprintendenza in un cantiere aperto e attivo all'interno di un istituto scolastico in piena attività. Il risultato è all'altezza della sfida: un tetto completamente rifatto, le superfici pittoriche di Bevilacqua recuperate nella loro interezza, nuovi impianti invisibili che garantiscono comfort e sicurezza. E soprattutto un ambiente che può finalmente essere vissuto. L'auspicio è che questo sia il primo di una serie: il patrimonio della Città Metropolitana è immenso, e merita ogni attenzione”. 

L’Oratorio, costruito originariamente nel 1820, si presenta oggi come uno dei rarissimi esempi genovesi di decorazione Liberty ancora intatta, con pareti che narrano le storie di San Francesco tra delicati motivi floreali e intrecci di ferro battuto. La Galleria Napoleonica, invece, conserva il suo fascino di "Tempio della Patria", dominata dalle imponenti tempere dedicate ai martiri e ai precursori dell'Unità d'Italia, accolte dal celebre monito di Gioberti inciso all'ingresso che invita gli italiani a ricordare la propria nobiltà morale. Il cantiere, affidato alla ditta RWS di Vigonza con il supporto di esperti restauratori locali, è stato un esempio di complessità tecnica gestita con successo all'interno di una scuola in piena attività. I lavori non si sono limitati al recupero delle pitture, ma hanno compreso il rifacimento totale del tetto con la sostituzione dell'amianto in favore dell'ardesia, l'installazione di moderni sistemi di climatizzazione e illuminazione quasi invisibili, e il consolidamento dei solai che ha reso nuovamente agibili aule prima chiuse al pubblico. In sintesi, l'investimento complessivo di 2.046.000 euro ha permesso di trasformare un ambiente stratificato dal Medioevo al Novecento in uno spazio multifunzionale d'eccellenza, pronto a ospitare eventi e progetti didattici.


 

I.R.