Economia - 05 marzo 2026, 07:00

Le più importanti start up nate in Liguria (e di cosa si occupano)

La Liguria non è soltanto mare, cantieristica e turismo. Infatti, negli ultimi anni la regione—con Genova e La Spezia in testa—ha costruito un ecosistema capace di far nascere startup tecnologiche con ambizioni internazionali, spesso alimentate da ricerca applicata, infrastrutture portuali reali su cui sperimentare e una rete crescente di incubazione e trasferimento tecnologico (dall’Università di Genova all’Istituto Italiano di Tecnologia). Di seguito, una selezione ragionata delle realtà più rilevanti nate in Liguria e una fotografia di ciò che fanno oggi.

Circle Group

Se c’è un settore in cui la Liguria può trasformare un vantaggio geografico in leadership tecnologica, è la logistica. Circle S.p.A. (capogruppo di Circle Group) nasce a Genova nel 2012 e lavora su software e soluzioni IT per digitalizzare supply chain, porti e trasporto intermodale: l’obiettivo è far dialogare operatori diversi (terminal, spedizionieri, interporti, autorità) con piattaforme interoperabili, automazione documentale e strumenti di “control tower” e business intelligence. È una PMI Innovativa quotata su Euronext Growth Milan, con un posizionamento fortemente legato alla trasformazione digitale dei flussi logistici del Mediterraneo e ai progetti europei sulla dematerializzazione dei dati di trasporto.

Cosa fa oggi: prodotti software e progetti che rendono più “tracciabili” e integrati i processi portuali (dalla gestione documentale ai dati operativi), con un’attenzione crescente a standard europei e interoperabilità tra sistemi.

Generative Bionics

Tra le notizie più forti dell’ultimo periodo nel deep tech italiano c’è Generative Bionics, spin-off dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova. La startup lavora su robot umanoidi intelligenti pensati per l’automazione industriale (con focus su sicurezza, interazione fisica e applicazioni in fabbrica e logistica). È un esempio chiaro di come la ricerca di frontiera (robotica, percezione, “physical AI”) stia diventando impresa, con piani industriali e presentazioni pubbliche che indicano un percorso di industrializzazione in Liguria.

Cosa fa oggi: sviluppo della piattaforma umanoide e delle tecnologie abilitanti (sensori, controllo, interazione), con l’obiettivo dichiarato di portare queste soluzioni in contesti produttivi reali.

Genoa Instruments

Sempre dall’orbita IIT e dall’area degli Erzelli arriva Genoa Instruments, deep-tech che punta a rendere più accessibile la microscopia ottica a super-risoluzione. Il cuore è una tecnologia “plug-and-play” (PRISM) pensata per integrarsi con sistemi esistenti, riducendo complessità e costi e aprendo la strada a un uso più diffuso in ricerca e, potenzialmente, anche in ambito sanitario/diagnostico.

Cosa fa oggi: sviluppo e commercializzazione di strumenti e soluzioni di imaging avanzato per laboratori e operatori che hanno bisogno di vedere campioni viventi con dettaglio elevato senza dover affrontare barriere tecnologiche proibitive.

React4Life

React4Life (Genova) è una biotech focalizzata su modelli “organ-on-chip”, con la tecnologia MIVO®: sistemi che ricreano in vitro condizioni più simili alla fisiologia umana rispetto ai test tradizionali, con potenziali vantaggi per la ricerca preclinica, la valutazione di farmaci e lo sviluppo di approcci più personalizzati. La società comunica collaborazioni e utilizzi da parte di grandi gruppi e si colloca nella traiettoria globale che mira a rendere più predittiva (e meno dipendente da modelli animali) una parte della sperimentazione.

Cosa fa oggi: offre piattaforme e servizi basati su organ-on-chip a farmaceutiche, centri di ricerca e aziende di testing per migliorare realismo e riproducibilità dei test in laboratorio.

Movendo Technology

Movendo Technology è una realtà con sede a Genova che sviluppa dispositivi medicali di robotica riabilitativa. Tra i prodotti più noti c’è Hunova, sistema usato in percorsi di riabilitazione e valutazione, con un’impostazione clinicamente orientata e una presenza internazionale dichiarata, supportata da team clinici e partner. È un caso interessante perché traduce competenze di robotica e biomeccanica in strumenti adottabili da strutture sanitarie.

Cosa fa oggi: sviluppa e distribuisce sistemi robotici per valutazione e terapia, con attività di formazione clinica e raccolta dati a supporto di studi e pubblicazioni.

ReWing

Tra le startup più specialistiche nate dal trasferimento tecnologico ligure c’è ReWing, che lavora su dispositivi robotici per la riabilitazione sensorimotoria, in particolare dell’arto superiore (avambraccio, polso, mano). La direzione è quella di soluzioni che abilitano misurazioni più oggettive e percorsi più personalizzabili, utili sia in clinica sia in ricerca.

Cosa fa oggi: sviluppo e proposta di dispositivi dedicati a valutazione e riabilitazione dell’arto superiore, con una componente tecnologica pensata per rendere il percorso terapeutico più misurabile e ripetibile.

BiKi Technologies

BiKi Technologies, spin-off IIT, si muove nel drug discovery con strumenti computazionali basati su dinamica molecolare e modelli per accelerare la selezione di molecole e ridurre tempi e costi nelle fasi iniziali della ricerca farmacologica. In un mercato in cui l’AI applicata alla scoperta di farmaci è molto competitivo, la specializzazione su cinetiche di legame e simulazioni avanzate rappresenta un posizionamento tecnico chiaro.

Cosa fa oggi: fornisce tool software e competenze computazionali a pharma e biotech per supportare la progettazione e la valutazione di candidati farmaco.

Camelot Biomedical Systems

Nel panorama delle imprese innovative legate al territorio genovese, Camelot Biomedical Systems si presenta come società orientata alla digital transformation, con soluzioni data-driven che includono intelligenza artificiale e tecnologie di gestione avanzata dei dati, con un heritage legato a software per immagini e dataset complessi.

Cosa fa oggi: progetta e realizza soluzioni per estrarre valore dai dati in contesti business e biomedicali, con un taglio fortemente applicativo.

La fiducia per i servizi e le regole digitali

Un filo comune tra queste storie è la fiducia digitale: che si tratti di dati clinici, documenti logistici o risultati scientifici, la fruizione di servizi online richiede tracciabilità, sicurezza e conformità alle regole. È lo stesso principio che vale, in altri settori, quando si parla di piattaforme soggette a requisiti stringenti e verifiche, come per esempio un operatore regolamentato ADM: non è soltanto un tema di intrattenimento ma di governance dei processi digitali, identità, controlli e responsabilità del fornitore. Questo parallelo aiuta a capire perché molte startup liguri investono tanto in interoperabilità, auditabilità e gestione rigorosa del dato.


 




 

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