Attualità - 07 marzo 2026, 13:06

Repubbliche Marinare, la sindaca Salis: "Superata la disparità di compensi previsti per gli equipaggi genovesi maschile e femminile"

"Prima di noi, il budget per il galeone maschile, composto da otto vogatori e un timoniere, era di 27 mila euro, mentre quello per l’equipaggio femminile, con la stessa composizione, era di 9 mila euro"

In vista della 71ª edizione della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare Italiane, la sindaca di Genova si è attivata per avviare le procedure necessarie al fine di equiparare i compensi previsti per gli equipaggi genovesi maschile e femminile.

La prima cittadina ha inoltre inviato una lettera ai suoi omologhi di Pisa, Amalfi e Venezia per annunciare la decisione e avviare un percorso condiviso di aggiornamento del vigente regolamento ARMI, fermo al 2002, con l’obiettivo di definire gli aspetti tecnici e regolamentari necessari affinché la competizione femminile sia pienamente integrata e formalmente paritaria.

«Mettendo mano ai documenti della Regata abbiamo scoperto che, per l’edizione 2025, il budget per il galeone maschile, composto da otto vogatori e un timoniere, era di 27 mila euro, mentre quello per l’equipaggio femminile, con la stessa composizione, era di 9 mila euro - commenta la sindaca di Genova - vale a dire che agli atleti uomini sono andati 3mila euro a testa, alle donne mille. E così è stato anche nel 2024. Ancora peggio nel 2023, quando per l’equipaggio maschile erano previsti 2 mila euro a testa più mille di premio e per quello femminile 200 euro a testa più 500 di premio».

«Ho dedicato la mia vita allo sport e al superamento di ogni forma di gender gap salariale - conclude la sindaca - quindi, supportata dal prezioso lavoro degli uffici comunali, mi sono subito adoperata per fare in modo che il compenso del galeone femminile venisse equiparato a quello del galeone maschile a partire dall’edizione 2026. È un piccolo gesto, ma che spero abbia un grande valore simbolico per iniziare a scardinare dinamiche che non possono più fare parte del nostro tempo».