Attualità - 08 marzo 2026, 17:07

Ospedali e case di comunità, gli infermieri non bastano: saranno assunti dalle cooperative esterne

La decisione presa nei giorni scorsi, in vista delle aperture: “Ma sarà solo per l’ospedale di Quarto e durerà per novanta giorni”, assicura il coordinatore di Area 3, Ivan Mazzoleni. Sindacati in allarme: “Rischiamo che la misura diventi strutturale”

In attesa della conclusione del maxi concorso per infermieri bandito lo scorso gennaio, i numeri attuali non sono sufficienti per garantire il regolare funzionamento né delle case né degli ospedali di comunità all’interno dell’Area 3 (ovvero la ex Asl 3) dell’Azienda Tutela Salute della Liguria. Per questo, “almeno per un periodo di novanta giorni, dovremo esternalizzare una parte del servizio”. 

La conferma arriva direttamente dal coordinatore dell’Area 3 di Ats Liguria, Ivan Mazzoleni“È una soluzione ponte che adotteremo per tre mesi e per il solo ospedale di comunità di Quarto, mentre non dovremmo avere problemi per quanto riguarda gli altri due, la Colletta di Arenzano e il Celesia di Rivarolo. Si tratta di un affidamento da centoquarantamila euro che partirà nei prossimi giorni, anche per rispettare il calendario di aperture che è stato previsto. Contiamo di ritornare alla normalità, ovvero con tutte le risorse interne, verso il mese di giugno, quando cioè si saranno concluse le procedure del concorso”. 

La scelta di esternalizzare, chiamando quindi infermieri da fuori (si tratta di cooperative che operano in questo settore), è emersa qualche giorno fa, nell’ambito di un incontro tra lo stesso coordinatore di Area 3 e le rappresentanze sindacali. Tanti ancora i nodi da sciogliere rispetto non solo agli infermieri, ma anche agli operatori socio sanitari (i cosiddetti Oss), da quando è partita la riforma voluta dalla Giunta Bucci lo scorso gennaio.

“Ma l’unica criticità - ribadisce Mazzoleni - è sull’ospedale di comunità di Quarto. Per quanto riguarda le case di comunità, con i numeri ci siamo. È vero che il concorso è disallineato rispetto alle nostre tempistiche, ma è una situazione molto marginale che andrà comunque a rientrare non appena saranno fatte tutte le assunzioni. Sempre a breve, sono previste settantadue assunzioni di Oss: in questo caso c’è un po’ più di margine rispetto agli infermieri”

Il concorso indetto dall’Azienda Ospedaliera Metropolitana è per 641 posti e, alla scadenza del bando, sono pervenute 1.399 domande di partecipazione, “a conferma dell’elevato interesse per il rafforzamento degli organici del Servizio sanitario regionale”. I neo assunti saranno così assegnati: 365 infermieri in Aom, di cui 170 all’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, 120 all’Ospedale Villa Scassi, 75 all’Ente Ospedaliero Galliera. In Ats Liguria - Area 3 è prevista l’assunzione di 233 infermieri, 38 all’IRCCS Istituto Giannina Gaslini e 5 previsti per l’Ospedale Evangelico Internazionale. Dai 233 di Area 3 si pescherà per ospedali e case di comunità. 

“Andremo a regime con i numeri”, assicura Mazzoleni, ma i sindacati non sono dello stesso avviso e temono che l’esternalizzazione possa diventare qualcosa di più stabile e continuativo nel tempo: “È tutto troppo in ritardo - afferma Luca Infantino, segretario generale di Fp Cgil Genova - Il concorso doveva essere fatto l’anno scorso, e poi non è detto che basteranno 641 infermieri. Secondo le nostre previsioni, il fabbisogno sarebbe almeno di ottocento”

C’è poi un altro aspetto: “Si sono iscritti in quasi mille e quattrocento, va bene. Ma poi tutti parteciperanno? Molti hanno già trovato un altro posto e molti non si presenteranno. Se non saranno rispettati almeno i numeri minimi, andremo in grossa difficoltà. Ecco perché temiamo che i contratti esterni possano diventare più duraturi, con tutte le conseguenze del caso: lavoro sempre più povero e livelli di assistenza bassi”. Infantino lo dice senza troppi giri: “Ci rubiamo infermieri gli uni con gli altri. Come il caso di quei lavoratori e lavoratrici che, a titolo volontario, vorrebbero spostarsi in Area 3, ma l’Aol non concede loro il benestare”. 

Sul tema parla anche Gabriele Bertocchi, segretario generale Fp Cisl Liguria“Si tratta di sedici persone che hanno dato la loro disponibilità a essere trasferiti in Area 3, ma non è stato dato alcun seguito. Ma la data del 16 marzo, quando apriranno le case di comunità, è dietro l’angolo. Non si può dire di aspettare il concorso, perché se tutto andrà bene, i neoassunti partiranno in estate e noi siamo in difficoltà da adesso. Quanto alle esternalizzazioni, noi siamo nettamente contrari. Ma, per il momento, non ho visto nulla di scritto, quindi restiamo in attesa di una convocazione per trattare dell’argomento nello specifico”.