Il Genoa di De Rossi batte la Roma di Gasperini: destini che si incrociano, pronostici che si ribaltano in una serata da incorniciare per il Grifone, che sfata il tabù dei tre punti contro una big del campionato superando 2-1 i giallorossi al termine di una gara vibrante e combattuta, risolta dal gol di Vitinha all'80' dopo il rigore di Messias e l'immediato pari di Ndicka, al terzo gol consecutivo, che questa volta, però, non porta punti ai capitolini.
Applicato, aggressivo e compatto, il Genoa messo in campo da De Rossi, con tante novità nell'undici di partenza - Ekhator ed Ekuban coppia d'attacco, Masini e Messias mezz'ali, Sabelli a sinistra - ha saputo limitare al massimo le giocate della Roma, al tiro in sole otto occasioni, trovando nella ripresa le reti decisive che valgono un pesantissimo +6 sul terz'ultimo posto.
"Ho una squadra che ha gamba, carattere e coraggio - sottolinea De Rossi in conferenza - Gasperini ha reso grandi tante squadre ed è normale copiare da lui, quando lo affronti devi fare prestazioni del genere, con agonismo e intensità, altrimenti ti mangiano. Non facevo finta di essere contento della rosa a gennaio, ho tanti giocatori che mi permettono di scegliere in base alle partite e oggi credo si sia visto, la mia richiesta era di andare alle spalle della difesa della Roma e i ragazzi hanno saputo interpretarla bene per tutti i novantacinque minuti. Ognuno ha le sue caratteristiche, anche chi è stato fuori è entrato bene decidendo la gara. Non credo negli ex che non sono felici di battere le squadre in cui sono stati, ci servivano come il pane questi punti, per due partite all'anno con la Roma siamo avversari ed è normale sia così, poi amici come prima".
Sullo scatto salvezza: "E' una vittoria importantissima per la classifica, ogni partita vuoi allontanarti da quella zona pericolosa, ma ci vuole un attimo per tornare in basso. Adesso andremo a Verona, battezzato da tanti come già retrocesso, ma ha sfiorato il pari con il Napoli e ha vinto oggi a Bologna. I miei giocatori non snobbano le partite, se non faremo una prestazione seria al "Bentegodi" sarò stato io un pessimo allenatore in settimana".
Hanno sorpreso alcune scelte iniziali - tra cui l'impiego di Sabelli a sinistra - rivelatesi però azzeccatte nell'economia della gara: "Stefano ha fatto una gara seria, diligente e intensa, con un importante sforzo fisico contro avversari di grande corsa. E' un ragazzo che da tempo si allena meglio rispetto a prima, non mette mai zizzania e si merita una soddisfazione come quella di stasera".
Sulla città e sul Ferraris: "Mi sto godendo Genova, non sono uno di quelli che fa solo avanti e indietro tra casa e Pegli: mi piace bere una birra a Boccadasse o passeggiare nei carruggi, ma non chiedetemi di parlare genovese, non mi sembra il caso! Il Ferraris? E' un privilegio viverlo, tifosi e squadra si accendono a vicenda e io mi godo lo spettacolo, l'unico dispiacere è stato quello di non vedere i tifosi della Roma, sarei andato a salutarli".