Attualità - 12 marzo 2026, 20:00

Ambiente, Marcello Guelpa e Mario Tozzi: rallentiamo per reimparare ad ascoltare la natura FOTO e VIDEO

Un dialogo che spazia su molteplici temi legati all’ambiente e alla nostra impronta carbonica (carbon footprint) e che incita a rivedere le proprie scelte alla volta di una maggiore consapevolezza e sostenibilità.

Ambiente, Marcello Guelpa e Mario Tozzi: rallentiamo per reimparare ad ascoltare la natura

Mario Tozzi, Geologo e Primo Ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, è stato intervistato la scorsa estate da Marcello Guelpa, fondatore di Green Ark di Verrone (Biella). L’incontro è stato occasione di confronto su diversi temi legati al dibattito ambientale, quali l’influenza dell’evoluzione della specie umana sul Pianeta, la fotosintesi clorofilliana, i sistemi di equilibrio del ciclo della Terra, gli effetti dell’economia sull’ambiente, la comunicazione e l’inesistenza di limiti di fronte ai chiari segnali di disequilibrio della natura.

Dall’intervista è emerso come l’uomo si contraddistingua dagli altri esseri viventi per la sua costante necessità di accumulare a discapito del capitale naturale. Mentre ogni vivente ha un innato istinto di sopravvivenza, l’uomo sarebbe in una costante corsa verso lo sviluppo, che porterebbe allo sconvolgimento dell’intero ecosistema: “Non vi sono limiti per la nostra specie, nonostante si cominci a comprendere come le nostre azioni abbiano delle conseguenze più che reali. Ogni cosa ha cambiato direzione: prima il valore era dato alle persone, ora l’attenzione è rivolta verso il valore economico, che sembra regolare ogni nostra azione. È come se avessimo costantemente un semaforo verde di fronte a noi, che non diventa mai né giallo né rosso”, osserva Guelpa.

Mario Tozzi spiega come per il presente sia stata determinante la nostra evoluzione e, in particolare, la comparsa dell’Homo Sapiens circa 250.000 anni fa: “Questa nuova specie non era molto diversa dai predecessori: in posizione eretta, composta da domatori del fuoco capaci di cuocere la carne, la nuova umanità scopre l’agricoltura circa 10.000 anni fa. Un cambiamento intrinseco all’evoluzione climatica del nostro pianeta: nell’agricoltura e, in seguito, nel denaro risiedono le radici del bene e del male. Con il passare del tempo abbiamo preso sempre più controllo sull’ambiente naturale, sia consapevolmente, che inconsapevolmente. Abbiamo costruito strade, edifici, città intere, senza limitare il sistema economico, che ha preso il sopravvento sull’ecosistema”.

Dal confronto con l’odierna situazione ambientale nasce l’esigenza di un cambio di rotta, di cui Green Ark si fa portavoce: “Non voglio osservare passivamente questo scenario – afferma Guelpa -. Con i miei collaboratori abbiamo avviato il progetto del Liquid Tree, frutto di 10 anni di sperimentazioni. Il sistema si basa sulla produzione di ossigeno grazie alle microalghe, responsabili, oggi come alle origini, della produzione del 75% dell’ossigeno che respiriamo”. Tozzi continua: “Dobbiamo dedicare più attenzione non solo alle foreste, ma anche agli oceani, due elementi che immagazzinano grandi quantità di anidride carbonica. La respirazione di una singola persona è causa della produzione di circa 1 kg di CO2 al giorno, ma questa è inserita nel ciclo naturale. Ciò che fomenta la problematicità legata all’eccesso di questo gas sono le emissioni che non fanno parte dell’equilibrio naturale del pianeta, come quelle dei combustibili fossili, difficili da riassorbire. Per questo bisognerebbe orientarsi verso le energie rinnovabili”.

Un’altra problematica evidenziata da Guelpa e Tozzi è quella legata alla comunicazione: “A mancare non è solo la divulgazione scientifica in una lingua semplice, ma anche un istinto comunicativo primordiale. Non siamo più capaci di fermarci ad ascoltare: la natura dialoga con noi, ma siamo troppo intenti a correre per comprenderla. Non stiamo valutando a fondo i rischi: siamo talmente ossessionati dall’accumulazione di beni materiali, da non accorgerci che non tutelando l’ambiente anche l’economia avrà ripercussioni”, spiega Tozzi.

I due si dichiarano in ogni caso convinti ottimisti, seppur con uno sguardo disincantato sulla situazione ambientale attuale. “Mi sento rivestito di una grande responsabilità nei confronti delle future generazioni: dobbiamo consegnare un mondo che permetta loro di respirare e vivere a pieno. Green Ark e le microalghe possono fare la differenza e io voglio creare tramite loro un esempio di riferimento”, afferma Marcello Guelpa. La conclusione di Mario Tozzi induce invece a una riflessione legata alle piccole scelte quotidiane: “Le nuove tecnologie e idee scientifiche, previe sperimentazioni, devono essere incentivate e appoggiate, e in questo un ruolo centrale lo giocano i rappresentanti politici e sociali. Inoltre, ognuno di noi dovrebbe imparare a considerare le quotidiane azioni locali come determinanti per il cambiamento globale. Siamo noi a dover scegliere di rallentare e accendere la luce gialla del semaforo che ci guida, prima che sia la natura stessa a farlo diventare rosso”.

Il Liquid Tree, la svolta innovativa basata sulle microalghe di Green Ark

Ambiente, Marcello Guelpa e Mario Tozzi: rallentiamo per reimparare ad ascoltare la natura

Ambiente, Marcello Guelpa e Mario Tozzi: rallentiamo per reimparare ad ascoltare la natura

Ambiente, Marcello Guelpa e Mario Tozzi: rallentiamo per reimparare ad ascoltare la natura

Ambiente, Marcello Guelpa e Mario Tozzi: rallentiamo per reimparare ad ascoltare la natura

Ufficio Stampa Green Ark, s.zo.