Si è svolto nel “repartino” dell’ospedale San Martino l’interrogatorio di garanzia di Fabio Fibrini, il 52enne accusato di aver ucciso la madre 86enne nella loro abitazione di Molassana, colpendola con 13 coltellate come emerso dall’autopsia.
Davanti alla gip Angela Nutini, l’uomo ha ripetuto più volte: "Sono una brava persona".
"Le facevo la spesa, andavo dal macellaio, la accompagnavo a trovare papà. In passato c'era stato qualche litigio ma ora andava tutto bene" ha spiegato.
"È stato rispettoso e collaborativo - racconta l'avvocata Roberta Barbanera che lo assiste insieme al collega Giorgio Zunino - ma rispetto al fatto continua ad avere un vuoto totale".
Anche oggi l'uomo ha infatti detto di non ricordare nulla: "Ero stanco e sono andato a dormire, non so se c'era buio oppure no", ha spiegato alla giudice senza essere in grado di collocare temporalmente i fatti.
Quando è arrivata la polizia che lo ha accompagnato a vedere il corpo della madre, lui dice di aver visto "tutto quel sangue" ma di non essere in grado di spiegare.
L'interrogatorio è durato circa trenta minuti, poi è stato interrotto perché ogni tentativo della gip di chiedergli qualche elemento utile a ricostruire il delitto è stato vano.
Fibrini nei prossimi giorni dovrebbe essere trasferito, come è stato disposto dall'ordinanza, nel carcere di Marassi. I suoi avvocati anticipano che chiederanno una perizia psichiatrica.