Prosegue questo mercoledì, e andrà avanti per tutti i mercoledì successivi, il rapporto di collaborazione tra ‘La Voce di Genova’ e Disco Club, il celeberrimo negozio di musica di via San Vincenzo, tra i più antichi in tutta Italia e tra gli ultimi rimasti in attività a livello di impresa indipendente. Ogni settimana, nel ciclo ‘La parola a Disco Club’, Gian, Dario e i numerosi altri esperti di questo impagabile ‘covo’ di appassionati ci accompagneranno tra le ultime uscite, qualche curiosità, le ristampe e le chicche da non perdere. Buona lettura e buon ascolto!
Una nuova selezione delle migliori novità musicali della settimana, con titoli che spaziano dal folk d'autore ai grandi progetti benefici.
Ad aprire le danze è il tanto atteso ritorno di Bill Callahan, già leader degli Smog, con il suo nuovo lavoro intitolato My Days of 58. L’artista conferma la sua cifra stilistica caratterizzata da una voce profonda e radici folk ben visibili, pur esplorando in questo disco sonorità più vicine al country tradizionale.
Grande attenzione è rivolta a Help 2, una compilation di beneficenza che riprende l'ispirazione di un progetto simile della metà degli anni '90. Se allora i protagonisti erano i pesi massimi del britpop come Blur e Oasis, questa nuova raccolta non è da meno: ritroviamo Damon Albarn e gli stessi Oasis (nascosti in una ghost track), affiancati da nomi di punta della scena contemporanea come Fontaines D.C., Depeche Mode e Olivia Rodrigo. Trattandosi di un'edizione limitata che non verrà ristampata, l'invito per i collezionisti è di affrettarsi all'acquisto.
Per gli amanti delle collaborazioni d’autore, debutta il nuovo EP di Anna Calvi, Is This All There Is?. Il disco raccoglie quattro intensi duetti che vedono la cantautrice affiancata da giganti della musica come Iggy Pop, Laurie Anderson, Matt Berninger dei National e Perfume Genius. Anche in questo caso, si tratta di un prodotto in tiratura limitata.
Infine, la proposta settimanale si chiude con Spellbinder, il nuovo "companion album" dei Third Mind, il supergruppo guidato da Dave Alvin. Il disco è impreziosito da una versione estesa di "Spellbinder", brano del chitarrista jazz Gábor Szabó, e mantiene tutti gli ingredienti sonori che hanno reso celebre la formazione nei precedenti tre album in studio e nel loro lavoro dal vivo.