Aumenti salariali, stabilizzazioni e fine delle esternalizzazioni.
Questi i punti al centro della protesta del persona dell’IIT, l’Istituto Italiano di Tecnologia. Per la giornata di martedì 24 marzo, le lavoratrici e i lavoratori dell'istituto hanno proclamato uno sciopero di ventiquattr'ore, accompagnato da una manifestazione prevista alle ore 10 in largo Lanfranco, proprio di fronte al palazzo della Prefettura.
Al centro della mobilitazione, sostenuta dalle sigle FLC CGIL, RSU IIT e USB, c'è la richiesta di rinnovo del contratto aziendale e un adeguamento salariale ritenuto non più rimandabile. Secondo i sindacati, la proposta di aumento avanzata dalla Fondazione sarebbe "irrisoria" e insufficiente a recuperare il potere d'acquisto perso negli ultimi anni. La situazione economica delle figure professionali dell'Istituto, dai ricercatori al personale amministrativo e tecnico, risulterebbe tra le più basse se confrontata con i parametri delle analoghe istituzioni scientifiche europee.
Oltre alla questione economica, a preoccupare è l'elevata incidenza del lavoro precario: circa il 30% del personale contrattualizzato è infatti impiegato a tempo determinato. Questa instabilità, denunciano i lavoratori, danneggia la qualità stessa della ricerca, che per sua natura necessita di investimenti di lungo periodo e competenze consolidate.
Un altro punto critico sollevato dai manifestanti riguarda la progressiva esternalizzazione di attività e competenze. Questo processo, unito ai tagli strutturali previsti dall'ultima Legge di Bilancio, rischierebbe di "svuotare" l'IIT delle sue eccellenze e di spingere il comparto verso un modello frammentato e meno capace di attrarre talenti.
La sezione ligure dell'Unione Sindacale di Base (USB) ha espresso piena solidarietà ai lavoratori dell'IIT, invitando alla massima partecipazione alla manifestazione e sottolineando che questa battaglia è comune a tutto il mondo del lavoro pubblico e della ricerca. L'obiettivo dichiarato dai sindacati è quello di contrastare lo smantellamento dei servizi pubblici e la logica degli appalti che impoverisce diritti e salari.
I lavoratori si rivolgono sia agli enti locali che al Governo nazionale. Dalle istituzioni territoriali si attende attenzione per un presidio scientifico fondamentale per il territorio, mentre all'Esecutivo viene chiesto il ripristino dei finanziamenti strutturali. "Aumenti, stabilizzazioni e diritti" restano le parole d'ordine di una giornata che si preannuncia calda per il settore dell'innovazione e della ricerca genovese.