Il Comune di Genova e il Municipio VII Ponente vanno coinvolti in tutte le decisioni che riguardano gli scali portuali che insistono sul territorio di competenza, e in particolare il Porto di Pra’. È il senso della mozione numero 46/2026 che è stata depositata dai consiglieri Filippo Bruzzone (Lista Salis) e Claudio Chiarotti (Partito Democratico) e che verrà presentata e discussa domani pomeriggio in Consiglio Comunale.
Bruzzone e Chiarotti sono tradizionalmente due tra i consiglieri più impegnati per il Ponente e per la sua salvaguardia e tornano con una iniziativa consiliare su un tema che ha animato moltissimo il dibattito nelle scorse settimane: la firma di un accordo di sviluppo e investimenti da parte del Psa (ovvero l’ente gestore dello scalo di Pra’) sul porto container, avvenuta a Singapore alla presenza del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, e del viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi.
Sia Paroli che Rixi hanno assicurato nelle successive interviste che non ci saranno ampliamenti volumetrici per il porto, ma nessun incontro ufficiale è mai stato organizzato né con il Comune né con il Municipio, motivo per cui la mozione risulta stringente e attuale.
Per Bruzzone e Chiarotti, “lo sviluppo del porto deve essere in sinergia con quello della città, senza prevaricazione, e senza compromettere la vivibilità delle diverse comunità. Il tema di convivenza tra città e porto rappresenta uno dei temi ambientali, sociali, urbanistici ed economici più complessi di Genova, ed in particolare dell’area di Ponente”.
I due consiglieri ricordano: “Il Municipio VII Ponente, dove si colloca la piattaforma portuale di Pra’, la principale per scalo contenitori, si è da sempre battuto per rendere effettiva la convivenza tra città e porto. Negli anni si sono succeduti decine di documenti di proposta al fine di rendere la convivenza non conflittuale, bensì utile all’intera comunità, dimostrando la voglia del territorio di sedersi ai tavoli di confronto”.
E poi il punto oltre il quale non si può transigere: “Come definito in numerosi accordi passati, il Rio San Giuliano a Ponente e il sesto modulo a Levante sono da considerarsi come limiti invalicabili del Bacino Portuale di Pra’, nonché qualsiasi altra forma di espansione, compresa l’ipotesi a mare della piattaforma stessa”. L’invito è chiaro: “I contenuti di un protocollo d’intesa firmato da un ente pubblico, Adsp, e dal Governo devono essere conosciuti e resi pubblici. Ed è imprescindibile che la Civica Amministrazione, in virtù del ricordato principio di convivenza tra città e porto, sia coinvolta e abbia voce in questioni così fondamentali ed impattanti”.
È stato detto che l’accordo sancito a Singapore garantirebbe la ‘pace’ tra i vari terminalisti e la stessa Autorità Portuale dopo anni di contese ma, osservano Bruzzone e Chiarotti, “la risoluzione delle divergenze tra Adsp e i terminalisti non può che essere in secondo piano rispetto alla legittima aspettativa dei cittadini che lo sviluppo portuale avvenga in maniera sostenibile e compatibile col tessuto urbano, garantendo l’equilibrio tra porto e città e impedendo che lo sviluppo di uno avvenga a danno dell’altro”.
Per questo, gli esponenti di maggioranza invitano la sindaca di Genova, Silvia Salis, e la sua Giunta Comunale “a tenere conto delle posizioni espresse dal Consiglio Comunale in ogni interlocuzione con Adsp e i concessionari portuali e mantenere un confronto costante con il Municipio; a chiedere copia di ogni accordo sottoscritto; a convocare un tavolo permanente con Adsp, Comune di Genova e il Municipio Ponente per confrontarsi, discutere e monitorare la situazione al fine di addivenire alla soddisfazione delle posizioni espresse dal Consiglio Comunale e per avviare il confronto sul nuovo Piano Regolatore Portuale”. Un passo in avanti ‘normale’, ma assolutamente necessario, per rapporti che siano rispettosi della vita e della vivibilità di chi il porto lo vive tutti i giorni, sulla propria pelle.