Attualità - 23 marzo 2026, 12:15

Tunnel Subportuale, c’è l’accordo: l’uscita di via Madre di Dio si farà

Il Commissario Bucci, la sindaca Salis e Autostrade per l'Italia trovano l'intesa definitiva sul percorso. Aperta la strada alla demolizione delle rampe della Sopraelevata

L’uscita del tunnel subportuale di via Madre di Dio ci sarà.

La conferma del percorso è arrivata questa mattina nel corso di una riunione decisiva per il progetto di collegamento che ha visto al tavolo il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Marco Bucci, accompagnato dai due sub-commissari Carlo De Simone e Ugo Ballerini; la sindaca di Genova Silvia Salis insieme al vice sindaco Alessandro Terrile, al capo di Gabinetto Marco Speciale e all'assessore alle Infrastrutture Massimo Ferrante. Presente anche ASPI (Autostrade per l’Italia) rappresentata dall'amministratore delegato Arrigo Giana, dal vice direttore generale Amedeo Gagliardi, dal responsabile Grandi Opere Antonio Raschilà e da Alberto Selleri.

“Abbiamo portato dati, analisi e soluzioni, non opinioni” ha ribadito il Commissario Bucci improntando il dialogo su basi tecniche che hanno permesso di chiarire i principali temi emersi nel dibattito pubblico come la gestione dei cantieri e della viabilità durante i lavori, gli impatti ambientali e le misure compensative sul verde urbano.

L’elemento decisamente più rilevante è legato al tracciato del tunnel che, al termine della riunione di oggi, ha una sua definizione.

Sul tavolo sono state poste due opzioni. La prima con un'uscita intermedia a Madre di Dio, con entrata a San Benigno e uscita finale a Brigate Partigiane. La seconda, invece, senza fermate intermedie quindi, in pratica, senza lo svincolo verso il centro cittadino, collegando direttamente San Benigno a Brigate Partigiane. Una scelta che avrebbe dovuto mantenere in piedi la Sopraelevata nel tratto da San Benigno fino allo svincolo di Madre di Dio. 

La scelta del Comune è ricaduta sulla prima opzione, quella con lo svincolo che, al termine del cantiere e con il tunnel in esercizio, potrebbe portare alla demolizione delle rampe di accesso alla Sopraelevata lanciando, di fatto, il dibattito sul futuro dell’infrastruttura che negli anni Sessanta ha rivoluzionato la viabilità genovese.

Sul fronte del traffico, il progetto promette di sottrarre alla viabilità urbana di superficie oltre 30.000 veicoli al giorno, con una riduzione dei tempi di attraversamento tra la città e il porto stimata tra il 30 e il 40 per cento e un miglioramento della qualità dell'aria nelle zone più congestionate. È stato ribadito che gli interventi sono stati progettati nel rispetto delle prescrizioni ambientali e paesaggistiche, con misure compensative già approvate che riguardano il nuovo parco della Foce e il verde monumentale di viale delle Brigate Partigiane.

ASPI ha riconfermato gli impegni assunti nell'accordo firmato nell'ottobre 2021 con Regione Liguria, Comune di Genova e Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, e ribaditi nel Protocollo del 19 marzo 2024. Il collegamento di Madre di Dio aveva già ottenuto l'approvazione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e il via libera nell'ambito del procedimento PAUR.

La priorità, come ribadito dalla Struttura Commissariale resta una: realizzare l’opera nei tempi previsti, nell’interesse della città e dei suoi abitanti.

L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE: "NESSUN PIANO DI GESTIONE DEI CANTIERI ILLUSTRATO, NESSUNA DISCUSSIONE SUGLI IMPATTI AMBIENTALI"

Al tavolo che si è tenuto questa mattina in Regione, fondamentale è stato l'impegno del Comune nel chiedere il mantenimento del progetto del tunnel subportuale come originariamente configurato, ossia con l'uscita via Madre di Dio.

Un nodo cardine che, come ricordato, apre a un dialogo sul futuro della Sopraelevata. Proprio su questo tema, l'Amministrazione pubblica ha voluto ribadire che "il destino della Sopraelevata sarà deciso esclusivamente attraverso un percorso partecipato con la cittadinanza. Tale confronto verrà avviato solo dopo l’entrata in esercizio del tunnel subportuale nella sua interezza, quando sarà possibile analizzare con dati certi i nuovi flussi della viabilità e l'impatto dell'opera sul traffico cittadino".

Ancora, dal Comune fanno sapere: "Durante l’incontro è stato affrontato il tema dei fondi necessari per completare le ispezioni e i monitoraggi di ponti e impalcati, come richiesto dalle attuali normative nazionali. L’obiettivo è garantire la massima sicurezza e programmare gli eventuali interventi di ripristino necessari.

I presenti hanno accolto la proposta del Comune di Genova di reperire parte delle risorse necessarie attingendo dall’Accordo di risarcimento per la città siglato in seguito al crollo di Ponte Morandi. Per formalizzare questo passaggio, verrà redatto nei prossimi giorni un apposito addendum tecnico all'accordo esistente.

A differenza di quanto riportato in altre note, all’amministrazione comunale non risulta che al tavolo di questa mattina sia stato illustrato alcun piano di gestione dei cantieri e della viabilità né si sia discusso di impatti ambientali e verde urbano".