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Attualità | 23 marzo 2026, 18:48

Crematorio di Staglieno, osservatorio ambiente e salute riunito: verso il monitoraggio dell’aria

Dopo il confronto con enti, cittadini e comunità scientifica, il Comune punta all’installazione di centraline per rilevare le emissioni del nuovo impianto. Pericu: "Salute priorità assoluta". Robotti: "Impianto non necessario, valutiamo nuova intesa con Socrem"

Crematorio di Staglieno, osservatorio ambiente e salute riunito: verso il monitoraggio dell’aria

Nuovo passo avanti nel confronto sul futuro del tempio crematorio di Staglieno. Questo pomeriggio, a Palazzo Tursi, si è riunito l’Osservatorio Ambiente e Salute per il secondo incontro dedicato al nuovo impianto, dopo la prima seduta dello scorso novembre con i cittadini.

Al tavolo interistituzionale hanno preso parte rappresentanti del Comune di Genova, dei Municipi Bassa e Media Val Bisagno, oltre ad Arpal, Città Metropolitana, Asl3, Università di Genova e Difensore Civico regionale, in un confronto poi allargato anche a comitati, associazioni e residenti.

Dall’incontro è emersa la volontà dell’Amministrazione comunale di avviare, in futuro, una campagna di monitoraggio della qualità dell’aria nell’area di Staglieno, oggi sprovvista di centraline dedicate, anche alla luce delle ricerche più aggiornate sulle emissioni degli impianti crematori di nuova generazione.

Silvia Pericu, assessora all’Ambiente, ha spiegato: "Siamo perfettamente consapevoli delle preoccupazioni espresse dalla cittadinanza circa l’attivazione del nuovo forno, soprattutto per i fumi che si aggiungono alle già numerose fonti di inquinamento presenti nella zona. Proprio per questo intendiamo lavorare su più livelli, approfondendo gli studi in materia e cercando i finanziamenti necessari per installare strumenti di monitoraggio della qualità dell’aria nell’area interessata".

Più critica la posizione dell’assessore Emilio Robotti, che ha sottolineato come il progetto del secondo impianto fosse già stato autorizzato in precedenza: "Come Amministrazione ci siamo trovati questo impianto già approvato e fortemente voluto da chi ci ha preceduto. Un impianto del quale Genova non aveva e non ha bisogno e che non porta alcuna ricaduta positiva sulla città".

Robotti ha inoltre aperto alla possibilità di ridefinire il futuro del servizio di cremazione, guardando alla realtà già attiva: "In vista della scadenza della convenzione con Socrem al 31 dicembre, stiamo valutando la possibilità di costruire una forma di partenariato con un ente senza scopo di lucro che storicamente ha sviluppato importanti attività culturali e sociali. L’obiettivo è arrivare a un modello che metta al centro l’interesse pubblico, superando logiche puramente di profitto".

Il percorso dell’Osservatorio proseguirà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di raccogliere dati, approfondimenti scientifici e contributi dal territorio per orientare le scelte future su un tema che continua a dividere cittadini e istituzioni.

Redazione

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