Buone Azioni - 24 marzo 2026, 08:00

Buone Azioni - Coinvolgimento e partecipazione, da 25 anni le parole chiave delle attività dell’Associazione Il Leccio

Cura dell’area verde Eusebio Sprint, laboratori culturali e ricreativi, tanta voglia di stare insieme: così i volontari animano il quartiere di Sant’Eusebio, promuovendo inclusione e benessere per tutti

Ogni martedì uno spazio per raccontare l’impegno, le storie e i volti di chi, ogni giorno, si mette al servizio degli altri: con la nuova rubrica 'Buone Azioni', vogliamo dare voce alle associazioni, alle cooperative sociali, ai gruppi di volontari e a tutti coloro che costruiscono solidarietà sul territorio, spesso lontano dai riflettori ma con un impatto concreto nella vita delle persone. La rubrica sarà un viaggio settimanale nel cuore del Terzo Settore, per conoscere chi fa la differenza e capire come ciascuno può contribuire, anche con un piccolo gesto.

"Qui ognuno mette a disposizione quello che sa fare e lo regala agli altri: è così che funziona Il Leccio". È così che Francesco Faitanini, vicepresidente dell'associazione di Sant'Eusebio, vuole iniziare la nostra chiacchierata sulla realtà che, da 25 anni, rappresenta un punto di riferimento per il quartiere, capace di unire generazioni e stimolare la partecipazione attiva dei cittadini. L’associazione, che ha la sua sede in via Mogadiscio, all'altezza delle scuole, è nata dalla collaborazione tra genitori, insegnanti e alcuni residenti che decisero di prendersi cura di spazi verdi e luoghi di aggregazione, trasformando l’iniziativa in un progetto duraturo che oggi coinvolge decine di volontari e centinaia di cittadini.

"Era il 2001 quando alcuni genitori si misero d’accordo per ripulire un’area verde abbandonata vicino alla scuola Andersen - raccontano i volontari -. I bambini proposero di chiamarla Eusebio Sprint, e da lì partì l’idea di creare uno spazio che non fosse solo un luogo fisico, ma un centro di attività e di socialità per tutto il quartiere". L’iniziativa era modesta, ma con il tempo il gruppo ha iniziato man mano a crescere: arrivarono nuovi volontari, nuove idee e nuovi progetti. "Oggi abbiamo trasformato spazi degradati in luoghi vivi, come il muraglione di cemento armato che ora ospita un murale colorato, creato insieme ai ragazzi del quartiere".

Per raccontare le attività dell'associazione, presieduta da Susanna Scianò, sono ben sei i volontari che si sono riuniti: oltre al vicepresidente Francesco Faitanini, Fiorenzo, Anna, Bruno, Neige hanno voluto portare la propria esperienza e il proprio entusiasmo, che contribuiscono a rendere viva la comunità del Leccio. "La partecipazione è aperta a tutti: chi vuole può semplicemente partecipare a un laboratorio, a una camminata o a una pulizia del verde. Chi desidera diventare socio può farlo, ma non ci sono obblighi o quote particolari. L’obiettivo è creare un ambiente inclusivo, dove ognuno si senta libero di dare il proprio contributo" raccontano.

L’associazione sia cresciuta anche grazie alla collaborazione con le scuole: "Abbiamo lavorato con bambini di tutte le età, organizzando laboratori di pittura, orti sinergici e attività di educazione ambientale. Vogliamo che i più piccoli imparino l’importanza della partecipazione e del rispetto per lo spazio comune. Molti genitori e bambini ci hanno raccontato che frequentare il Leccio li ha aiutati a sentirsi parte della comunità, a conoscere nuovi amici e a sviluppare interessi che a scuola non avrebbero avuto modo di coltivare".

Il quartiere di Sant’Eusebio, come raccontano i volontari, ha vissuto molte trasformazioni negli ultimi decenni. "Dopo la costruzione negli anni ’80 delle abitazioni in edilizia agevolata la popolazione si è stabilizzata, ma i servizi commerciali sono diminuiti. Molti negozi hanno chiuso, e associazioni come la nostra hanno contribuito a mantenere vivo il tessuto sociale. Il Leccio cerca di creare un senso di comunità che vada oltre le mura della nostra sede. Organizziamo eventi, feste di quartiere, mercatini e iniziative culturali aperte a tutti".

Attualmente, l’Associazione Il Leccio conta circa un centinaio di soci, ma il numero complessivo dei volontari coinvolti nelle varie attività è ben più alto. Tutte le iniziative proposte dall’associazione sono completamente gratuite e aperte a chiunque voglia partecipare: dai laboratori di pittura e riciclo ai corsi di cucina, dai gruppi di cammino agli incontri culturali, ogni attività è pensata per favorire l’inclusione e il coinvolgimento di persone di tutte le età. Non è richiesta alcuna quota obbligatoria; chi lo desidera può contribuire con donazioni libere, ma l’obiettivo principale resta quello di creare occasioni di socializzazione e crescita condivisa, senza barriere né esclusioni. Tra le attività più apprezzate ci sono i laboratori creativi: pittura, riciclo, cucina, corsi di inglese, ginnastica dolce e sessioni di karaoke. "Una volta abbiamo organizzato un laboratorio di cucina per bambini e anziani insieme. Vedere i nonni insegnare ai bambini come preparare una torta è stato emozionante. È questo lo spirito che vogliamo trasmettere. Ogni attività è pensata per permettere a chiunque di sentirsi utile e coinvolto, indipendentemente dall’età o dalle capacità".

Il Leccio è anche impegnato nel sociale. La “spesa sospesa” permette a chi è in difficoltà di ricevere generi alimentari, mentre il progetto del tribunale di Genova accoglie persone che devono svolgere ore di attività obbligatorie, favorendo il reinserimento sociale. "Non facciamo nulla per mostrare: il nostro obiettivo è offrire un supporto concreto. Accogliamo chi ha bisogno, senza giudizio, e chi vuole dare una mano può farlo in maniera libera e responsabile".

Durante il periodo della pandemia, l’associazione non si è mai fermata: "Abbiamo spostato molte attività online, utilizzando Zoom per laboratori e incontri, e appena possibile siamo tornati in presenza con tutte le precauzioni necessarie". Anche la collaborazione con altre realtà del territorio è fondamentale: "Lavoriamo insieme alla parrocchia, all’Arci, ad altre associazioni sportive e culturali,  perché la forza della rete permette di offrire molto di più alla comunità".

I volontari raccontano anche aneddoti personali che mostrano il cuore dell’associazione. "Un giorno, durante una pulizia del quartiere, un bambino ci ha detto che finalmente sentiva il quartiere “suo”. È esattamente questo che vogliamo creare: un senso di appartenenza". E ancora: "Molti anziani ci dicono che passare qualche ora con noi li fa sentire meno soli. Il Leccio è un punto di incontro intergenerazionale".

Il Leccio non è solo un’associazione di volontariato, ma un vero laboratorio di comunità. Le attività sono continue, dalle passeggiate di gruppo alle feste di quartiere, dai laboratori di riciclo e manualità ai corsi di approfondimento culturale. "Quando una persona entra qui per la prima volta, spesso dice di sentirsi accolta e compresa. È questa la nostra più grande soddisfazione. Ogni progetto nasce dall’osservazione dei bisogni del quartiere. Ci piace coinvolgere le persone, farle sentire parte di qualcosa di più grande. È uno scambio continuo: noi diamo tempo e competenze, e riceviamo amicizia, gratitudine e senso di comunità".

Il Leccio è un esempio concreto di come l’impegno dei cittadini possa trasformare un quartiere, creando occasioni di incontro, di sostegno reciproco e di crescita personale. È un luogo dove la partecipazione attiva diventa esperienza quotidiana, e dove il senso di appartenenza si costruisce giorno dopo giorno, con gesti concreti e piccoli grandi sacrifici dei volontari. Per chi volesse conoscere le attività, l’associazione ha un sito e una pagina Facebook sempre aggiornati, dove vengono presentati laboratori, incontri, camminate, corsi e iniziative speciali.