C'è un dolori che non smettono mai del tutto.
Dolori che stravolgono la vita di chi li attraversa ma che, grazie all’amore e alla generosità, si trasformano diventando motori di solidarietà capaci di toccare una città intera.
Questo è ciò che da quattro anni ha voluto fare Anna Gremmo con ‘Il cuore di Federico’, un’associazione fondata per ricordare il figlio, rimasto vittima appena trentenne di un incidente stradale nel gennaio 2019.
Venerdì 27 marzo, nel salone della Biblioteca Universitaria di Genova in via Balbi 40, oggi negli spazi di quello che fu lo storico Hotel Colombia, si terrà l’annuale concerto pensato per raccogliere fondi a sostegno di diverse realtà territoriali che si impegnano in azioni di volontariato.
A esibirsi saranno Fabio Vernizzi al piano, Riccardo Barbera al contrabbasso e Rodolfo Cervetto alla batteria. L’appuntamento si rinnova con un cambio di sede: non più il salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, ma la Biblioteca Universitaria, una scoperta per uno spazio ancora poco noto che promette di essere ancora più intimo e autentico. E proprio sul maestro Cervetto Gremmo spende parole di stima. Musicista di spessore, si è messo a disposizione con slancio: “Non lo conoscevo direttamente - racconta - ma non appena ha saputo dell’iniziativa ha fissato l’appuntamento e ha trovato un nuovo luogo in cui suonare. È veramente una bella persona”.
C'è qualcosa di geograficamente eloquente, in questo appuntamento: il concerto verso il ponente del centro, per sostenere una realtà del levante genovese. Un abbraccio immaginario che comprende la città contenendo chi è più fragile.
Proprio per sostenere chi si trova in difficoltà, le offerte raccolte nel corso del concerto a ingresso con donazione volontaria, andranno a sostenere l’associazione ‘ODV Nuovo Buon Pastore’, una struttura di accoglienza che offre rifugio alle madri in difficoltà.
È la stessa Gremmo a ricordare cosa l’ha spinta a scegliere questa organizzazione: “Mi fa piacere conoscere le persone che organizzano queste realtà”, dice. "Stringiamo anche rapporti di amicizia, di collaborazione sul territorio. Mi piace di più avere a che fare direttamente che non con degli indirizzi e delle persone che non conosco”.
Un filo diretto, umano, che si rinnova ogni anno. E che quest'anno arriva fino in via Parini, ad Albaro. Anna ci è andata di persona, a visitare la novità che l'associazione ha inaugurato di recente: un piccolo edificio ristrutturato all'interno della struttura esistente, con quattro camere curate nei minimi dettagli, un salone comune, uno spazio lettura e gioco, una cucina. Una casa dedicata a ragazze madri e mamme con bambini, che qui trovano non solo un tetto ma un accompagnamento. “Mi è piaciuta molto questa loro nuova iniziativa”, racconta Gremmo. “Gli ambienti sono tutti eternamente curati, li ci sono persone che si occupano di chi è in difficoltà”.
In passato, proprio da La Voce di Genova, Anna aveva raccontato com’era nata l’associazione in ricordo di Federico: “C'è voluto un po' di tempo prima di cominciare a elaborare qualsiasi genere di cose. I suoi amici mi sono stati molto d'aiuto perché mi facevano vivere Federico: nei loro racconti riuscivo a rivedere quello che era davvero”. Proprio da quella cerchia di affetti era nata l'idea dell'associazione: un modo per farlo rivivere, per portare avanti qualcosa che avesse il suo nome e la sua sostanza.
“Continuo a rivivere l'incidente e ancora adesso non posso dire di non piangere, racconterei una bugia”, spiegava ancora Anna con onestà disarmante. Ma accanto al dolore c'è qualcosa che resiste e si moltiplica: ogni concerto, ogni donazione sono un modo in cui Federico continua a essere presente. “Grazie all’associazione - aveva detto in una precedente edizione - mio figlio continua a vivere”.
L’appuntamento è dunque per venerdì 27 a partire dalle ore 17, così il cuore di Federico continua a battere.