Quale futuro per l’ospedale ‘San Carlo’ di Voltri? Dopo l’annuncio dell’addio da parte dell’Evangelico e la volontà annunciata, da parte della Regione Liguria, di riprendere la struttura sotto le proprie competenze, non se n’è più saputo nulla ed ecco che il territorio torna a farsi sentire, anche perché il ‘San Carlo’ rappresenta un presidio più che fondamentale per tutto il Ponente.
La consigliera regionale Katia Piccardo e il presidente del Municipio VII Ponente, Matteo Frulio, entrambi esponenti del Partito Democratico, chiedono nuovamente aggiornamenti urgenti circa il futuro dell’ospedale di Voltri alla Regione: “All’indomani dell’annuncio che l’ospedale Evangelico lascerà il polo di Voltri, abbiamo chiesto con urgenza la convocazione di una Commissione Regionale dedicata per fare chiarezza su un passaggio che sta gettando nel caos il personale sanitario e creando forte preoccupazione tra i cittadini. Parliamo di un presidio fondamentale non solo per il Ponente genovese, ma per le vallate e tutta la riviera di Ponente: non può essere lasciato al proprio destino”.
La questione è urgente e coinvolte migliaia di cittadini: “In sinergia tra il lavoro in Regione e quello sul territorio - proseguono Piccardo e Frulio - abbiamo nuovamente sollecitato un’audizione che riteniamo non più rinviabile. Troppe sono le zone d’ombra aperte da una riforma che sta mostrando tutti i suoi limiti, a partire dal nodo irrisolto delle competenze tra Azienda Tutela Salute Liguria e Azienda Ospedaliera Metropolitana, che rischia di scaricare inefficienze e disservizi su operatori e pazienti. Non possiamo permettere che a pagare siano ancora una volta i territori e chi ogni giorno garantisce la tenuta del servizio sanitario. A Voltri, come in tutto il Ponente, ci sono professionalità che negli anni hanno costruito servizi di qualità, a partire dal punto nascite, più volte messo a rischio dalle giunte di destra e oggi riconosciuto come un’eccellenza. Difendere queste realtà significa difendere il diritto alla salute”.
Piccardo e Frulio ritornano anche sulla chiusura del Cup a Villa De Mari a Pra’: “La chiusura, seppur auspicabilmente temporanea, di questo servizio è solo l’ultimo segnale di un progressivo depauperamento dei servizi territoriali che va fermato subito. Non è accettabile continuare con annunci e rassicurazioni mentre, nei fatti, i problemi si aggravano e cresce il rischio concreto di perdere operatori sanitari, che invece rappresentano la risorsa più preziosa del nostro sistema. Serve una risposta immediata, seria e concreta: la Giunta chiarisca quali scelte intende assumere per garantire continuità assistenziale, tutela dei lavoratori e qualità dei servizi. Su questo continueremo a vigilare con la massima attenzione, perché la sanità pubblica del Ponente non può essere oggetto di improvvisazione”.
Ma perché l’Evangelico ha deciso di lasciare il ‘San Carlo’? La risposta sta in costi troppo elevati e gestione diventata ormai proibitiva. Così, dopo sedici anni, l’ospedale di Voltri torna in capo alla Regione Liguria. La notizia era nell’aria da diverse settimane ed è stata confermata nei giorni scorsi, a seguito di un incontro, nella sede della Regione, tra l’assessore alla Sanità, Massimo Nicolò, il direttore generale del Dipartimento Salute, Paolo Bordon, e i dirigenti dell’ospedale Evangelico internazionale: la presidente dell’Evangelico Barbara Caviglia, il direttore Alessio Parodi e il responsabile sanitario Gaddo Flego.
La convenzione aveva una scadenza nel 2040, ma verrà al contrario interrotta il prima possibile, già entro l’estate. Il San Carlo entrerà in un primo tempo nell’Azienda Tutela Salute Liguria (Atsl) che poi, lo passerà, con una convenzione, all’Azienda Ospedaliera Metropolitana.
Era il 2011 quando l’Evangelico ottenne la gestione del nosocomio del Ponente, a quei tempi guidato dalla Asl 3. Ora non ci sono più margini e l’Evangelico intende tornare a concentrarsi sulla propria struttura di Castelletto.
“Ci riprendiamo il San Carlo a braccia aperte”, ha commentato l’assessore Nicolò, aggiungendo che “la Regione non si tira indietro nel modo più assoluto”. Ma tutti i nodi restano da sciogliere, a cominciare da quello del personale, per poi arrivare a quello, altrettanto complesso, dell’offerta sanitaria ai pazienti.
Attualmente il San Carlo ha 440 dipendenti (tra medici, infermieri, tecnici, operatori sanitari e amministrativi) che manterranno la loro posizione di dipendenti pubblici e chi farà domanda di trasferimento dovrà essere accontentato. I sindacati chiederanno garanzie anche per chi vorrà andare a lavorare a Castelletto, dove già ora ci sono in organico circa 160 persone. Le trattative inizieranno a breve, mentre per quanto riguarda i servizi, resta salda la determinazione dell’assessore Nicolò di mantenere saldamente a Voltri il punto nascita nella nuova gestione regionale, pure difeso recentemente con una mobilitazione cittadina, anche per i numeri di parti (oltre 500 l’anno) che gli fanno passare lo sbarramento del decreto Balduzzi.
A Castelletto, invece, l’Evangelico intende rafforzare la sua presenza nella sede principale, collaborando con il Sistema sanitario regionale per day surgery, esami e visite, e mantenendo le proprie eccellenze, come il centro di fecondazione assistita.