Cronaca - 29 marzo 2026, 15:30

Morta dopo la caduta dal sesto piano, i familiari si oppongono all’archiviazione: “Servono nuovi accertamenti”

La giudice fisserà il 17 aprile l’udienza per decidere sul caso della 30enne peruviana precipitata nella tromba delle scale dopo una lite con il compagno: per la Procura fu un incidente, ma i parenti contestano la ricostruzione

Si riapre il caso della morte di Evelinndel Moori Chamorro, la donna peruviana di 30 anni deceduta lo scorso settembre dopo essere precipitata dal sesto piano nella tromba delle scale del palazzo in salita superiore della Noce, nel quartiere genovese di San Martino. I familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Paolo Costa, si sono opposti alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, ritenendo che sulla dinamica della caduta restino ancora troppi dubbi.

Il pubblico ministero Giuseppe Longo aveva chiesto di chiudere il fascicolo dopo gli accertamenti medico-legali e le indagini della squadra mobile, che non avrebbero evidenziato responsabilità di terzi. Secondo l’impostazione della Procura, si sarebbe trattato di un incidente.

Una ricostruzione che però non convince i parenti della giovane, secondo cui sarebbero necessari ulteriori approfondimenti investigativi. A loro avviso, infatti, la dinamica della caduta non sarebbe compatibile né con un gesto volontario né con un incidente.

Sulla vicenda è ora chiamata a esprimersi la giudice Elisa Campagna, che ha fissato per il prossimo 17 aprile l’udienza in cui si deciderà se archiviare definitivamente il caso oppure disporre nuovi accertamenti.

Il compagno della donna, Marlo Stephano V.C., di due anni più grande, era stato inizialmente indagato per omicidio preterintenzionale. L’uomo si è sempre difeso, tramite i suoi legali Chiara Mariani e Luca Barontini, sostenendo di non aver avuto alcun ruolo nella caduta.

Agli investigatori aveva raccontato che, al termine di una lite, era uscito dall’appartamento perché la donna lo stava aggredendo. "Lei è uscita di casa e mi ha detto ‘se non torni mi butto’", avrebbe riferito. Subito dopo, secondo la sua versione, la 30enne sarebbe inciampata, precipitando nella tromba delle scale e morendo sul colpo.

Sarà ora il giudice a stabilire se gli elementi raccolti finora siano sufficienti per chiudere definitivamente la vicenda o se, come chiedono i familiari, sia necessario proseguire con nuove indagini.

Redazione