Cultura e spettacoli - 29 marzo 2026, 09:00

Sara Rattaro: “Così rendo omaggio a Teresa Mattei, la ‘mamma’ di tantissime nostre libertà”

La scrittrice genovese presenta il suo ultimo libro, ‘Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista’: “Viviamo la vita che abbiamo desiderato grazie a una persona che si è guadagnata tutto, passo dopo passo, battaglia dopo battaglia”

La scrittrice genovese Sara Rattaro

“Ognuna delle Ventuno Madri Costituenti sarebbe perfetta per un romanzo. Perché tutte hanno avuto una vita straordinaria, nel senso di fuori dall’ordinario”. Sara Rattaro descrive così le donne che hanno contribuito alla stesura della nostra Costituzione, in un momento storico particolare perché “coincide da una parte con la vittoria del No al referendum sulla giustizia e dall’altra con la ricorrenza degli ottant’anni dal primo voto alle donne in Italia, il 10 marzo del 1946”. 

Di una donna in particolare la scrittrice genovese (che vive nel Ponente cittadino) ha studiato, innamorandosene, la storia, le azioni, i ricordi, le conquiste, i moltissimi dolori, le infinite battaglie: Teresa Mattei. È questa Madre Costituente al centro dell’ultimo romanzo della scrittrice: si intitola ‘Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista’, è pubblicato da Piemme e verrà presentato sabato 11 aprile, alle ore 16,30, presso la Biblioteca Berio di via del Seminario. Insieme a Sara Rattaro, ci sarà l’assessora al Welfare del Comune di Genova, Cristina Lodi. L’ingresso è libero. 

Tra il filone dei romanzi di fantasia e quello dei personaggi realmente vissuti dedicato agli studenti delle scuole, ecco anche il filone dei personaggi storici. 
“Ho immaginato questa stesura già dopo il libro ‘Io sono Marie Curie’, ma non mi aspettavo di essere così a tema, con la vittoria del No al referendum e in un momento in cui le Madri Costituenti sono state evocate in maniera così forte. Tutto nasce da un articolo che ho scritto qualche tempo fa sul quotidiano ‘Il Secolo XIX’: è stato il direttore del giornale, Michele Brambilla, a suggerirmi il profilo di Teresa Mattei, genovese di nascita ma personaggio di assoluto rilievo a livello nazionale. Una partigiana in tutto e per tutto. Dopo la pubblicazione di quell’articolo, ho ricevuto molte mail da parte dei lettori, che mi chiedevano di raccontare di più su Teresa Mattei. Ho capito che nella sua vita fuori dall’ordinario c’erano tutti gli elementi per fare una storia, e così sono partita”. 

Le Madri Costituenti sono rimaste nell’ombra, rispetto ai Padri Costituenti: quindi ogni momento di riscoperta della loro straordinaria azione è fondamentale. 
“Di loro si ricordano Nilde Iotti, che certamente è stata la più famosa di tutte, e forse Lina Merlin, nota soprattutto per la Legge Merlin del 1958 che abolì la prostituzione regolamentata. Per il resto, c’era e c’è tantissimo da riscoprire. Teresa Mattei fu una donna eccezionale, che già nel 1938, a Firenze, ad appena diciassette anni, ebbe il coraggio di alzarsi in piedi a scuola per contraddire un professore che stava difendendo le leggi razziali. Ancor prima, a sedici anni, era partita da Firenze in treno per andare a Nizza con quattrocentomila lire in tasca: una somma enorme per quei tempi. L’avrebbe dovuta consegnare a Carlo Rosselli, uno dei principali esponenti dell’antifascismo”.

Il suo libro ruota intorno al dramma familiare di Teresa: il rapimento e poi l’uccisione del fratello di lei, Gianfranco, da parte del capitano delle SS Erich Priebke. 
“È la chiave narrativa di tutto il romanzo. Il dolore che Teresa ha provato per tutta la vita, per aver visto prima rapire e poi uccidere suo fratello dai nazisti. Al processo contro Priebke, Teresa Mattei poté testimoniare in quanto partigiana e fu tra le persone che contribuì alla condanna all’ergastolo di Priebke”. 

Teresa Mattei ebbe un ruolo attivo anche in tante altre occasioni…
“Sì, come ad esempio nell’uccisione di Giovanni Gentile. Fu lei a condurre i sicari all’università e a indicare a loro chi fosse Gentile. Io a questa donna devo tantissimo, e anche moltissime di noi nate negli anni Settanta: penso che se oggi abbiamo certe libertà, anche dal punto di vista della professione, lo dobbiamo a tutto quello che ha fatto Teresa Mattei. Viviamo la vita che abbiamo desiderato grazie a una persona che si è guadagnata tutto, passo dopo passo, battaglia dopo battaglia”.  

L’importanza della memoria è sempre più importante, non crede?
“Assolutamente sì, specialmente di questi tempi in cui questo passato è sempre più scolorito e vengono a mancare ormai quasi tutte le testimonianze dirette. Mentre gli uomini combattevano per liberare l’Italia dalla dittatura nazifascista, le donne combattevano anche una guerra per la loro emancipazione: quelle donne hanno fatto tutto quello che facevano gli uomini e anche di più. E poi, una volta liberata l’Italia, hanno lasciato il loro tocco nella Costituzione. Non sarebbe scritta così, se non fosse stato per quelle Ventuno Madri Costituenti. Sono state eccezionali nel tenere la barra ferma contro tutte le pressioni, perché gli uomini, in netta maggioranza, mica accettarono di buon grado le battaglie delle donne. Parliamo di 535 maschi e 21 femmine nell’Assemblea Costituente. Eppure, nonostante l’enorme squilibrio, riuscirono a incidere in maniera fondamentale nella costituzione del nostro ordinamento”.  

Nel suo libro si vede ben chiara l’ammirazione per Teresa Mattei. 
“Ho voluto renderle omaggio. In un momento in cui si parla quotidianamente di fascismo e di antifascismo, mi è sembrato giusto e doveroso. Oggi siamo qui che ci dobbiamo schierare, anche perché è sempre più necessario, man mano che le persone dimenticano di cosa stiamo parlando. Il No al referendum è stato un segnale importante in questo senso, soprattutto per la larga partecipazione dei giovani. È stato veramente un bel viaggio conoscere Teresa Mattei, seppur indirettamente, e scrivere un libro su di lei”.