"Giovanni Castellucci è innocente, e che lo sia ce lo ha spiegato l’accusa”.
Giovanni Paolo Accinni, avvocato dell’ex Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia e principale imputato nel processo per il crollo del Ponte Morandi del 14 agosto 2018, ha iniziato così l’arringa in difesa del suo assistito.
Castellucci, per il quale i pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi hanno chiesto una condanna a 18 anni e sei mesi, ha assistito all'udienza collegato in remoto dal carcere di Rebibbia, dove si trova rinchiuso.
La difesa ha puntato il dito non solo contro il merito delle contestazioni, ma contro l'intero impianto logico dei magistrati, parlando apertamente di una “presunzione di colpevolezza” che avrebbe guidato l'inchiesta.
Per l'avvocato Accinni, che compone il collegio difensivo insieme a Guido Carlo Alleva e Sarah Bignazzi, il processo ha preso una deriva pericolosa: "Il vero imputato è il metodo d'accusa che andrà condannato, mentre Castellucci andrà assolto". Secondo il legale, la Procura avrebbe “fabbricato un capro espiatorio” per rispondere alle aspettative dell'opinione pubblica, trascurando le prove documentali che attesterebbero la linearità del comportamento dell'ingegnere.
Il legale ha citato atti dell'udienza preliminare per dimostrare come Castellucci sia stato, in realtà, il primo promotore degli interventi di messa in sicurezza. "È documentato che nel 2010 abbia invitato i tecnici a pensare a quello che è riconosciuto come l'unico comportamento alternativo e lecito che con certezza avrebbe evitato il crollo: il retrofitting e il primo è stato lui", ha incalzato Accinni.
La difesa ha ricostruito cronologicamente l'operato dell'ex AD: l'accertamento dell'avvio del progetto nel 2015, la sollecitazione al consiglio d'amministrazione nel 2017 e l'adozione dei provvedimenti necessari. Comportamenti che, per i legali, descrivono un "ordinario modo di agire: fare, ora e allora".
La difesa sostiene che l'accusa abbia ignorato queste evidenze per sostenere una condanna esemplare. "Castellucci deve essere condannato per quello che rappresenta e non per quello che ha fatto e non ha fatto, per suoi comportamenti andrebbe assolto, questa è l'esaltazione di un'ingiustizia che non possiamo consentire", ha concluso l'avvocato.
L'arringa difensiva proseguirà per le prossime quattro udienze, segnando l'ultimo atto dei difensori prima della fase finale. Seguiranno le repliche dell'accusa e le controrepliche, in un calendario serrato che porterà alla sentenza definitiva prevista per la prossima estate.