Avevano architettato un ingegnoso sistema di schermatura ma non è bastato a nascondere il carico di tabacchi lavorati esteri. Così sei tonnellate di sigarette, nascoste nelle vaschette per il barbecue, sono state sequestrate dai finanzieri del Comando Provinciale di Genova e i funzionari del Reparto Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli.
Il tabacco di contrabbando era arrivato dal Medio Oriente con una dichiarazione doganale che non avrebbe dovuto destare sospetti: carbone per barbecue. Migliaia di vaschette di alluminio piene di carbonella, disposte con cura a fare da schermo. Ma dietro quel muro, nascosti alla vista e, secondo i trafficanti, anche allo scanner portuale, c'erano 306.600 pacchetti di sigarette. Una merce che, immessa sul mercato illegale, avrebbe fruttato oltre 1.747.000 euro.
Il fatto più significativo dell'operazione è proprio questo: il passaggio del container sotto lo scanner aveva dato esito negativo. La schermatura con il carbone aveva funzionato. Eppure i controlli non si sono fermati lì. A far scattare l'ispezione manuale è stata l'analisi dei rischi condotta sulle movimentazioni commerciali in transito al porto: gli operatori hanno ricostruito l'intero viaggio del container, verificando provenienza, navi utilizzate, cambi di rotta e operazioni di trasbordo nei porti di scalo. Un lavoro di intelligence che ha portato a disporre un'ispezione approfondita, quella che ha fatto emergere il reale contenuto del carico.
Il sequestro di oggi arriva a una settimana di distanza dall'operazione "Borotalco", coordinata dalla Procura Europea EPPO di Torino, che aveva smantellato una rete transnazionale con base nel Regno Unito e ramificazioni in Europa, Africa e Asia, riconducibile alla mafia curda nota come "Bombacilar" o "Hackney Bombers". In quell'occasione erano state sequestrate 32 tonnellate di tabacchi lavorati esteri, con un'evasione dei diritti doganali stimata in oltre 8 milioni di euro, e cinque persone erano state tratte in arresto.
Due operazioni distinte, ma un denominatore comune: il porto di Genova come snodo privilegiato di traffici illeciti che alimentano il mercato nero dei tabacchi, sottraendo risorse all'erario e alterando le regole della concorrenza nel settore.