Sanità - 30 marzo 2026, 12:37

Guardia medica, addio alla sede di Cogoleto: il servizio trasloca a Pegli. L'assessore Nicolò: "Più efficienza e sicurezza"

La riorganizzazione notturna: il medico partirà dal ponente genovese ma garantirà le visite a domicilio. Due dottori in servizio alla Casa di Comunità per coprire il territorio

"Il servizio di Guardia Medica per gli abitanti di Cogoleto resta pienamente garantito: tra le 20 e le 8 del mattino il cittadino continuerà a chiamare lo stesso numero e riceverà assistenza, con un medico che interviene direttamente a domicilio. La differenza è che il medico partirà da Pegli anziché da Cogoleto. 

Questo può comportare, in alcuni casi, un tempo di percorrenza leggermente superiore, stimabile in pochi minuti, ma va ricordato che si tratta di prestazioni non di emergenza-urgenza. Per le emergenze resta ovviamente attivo il sistema del 118. Va inoltre considerato che nelle ore notturne il traffico è significativamente ridotto, anche alla luce dell’attuale viabilità, e questo consente comunque interventi tempestivi. 

La scelta di collocare il servizio presso la Casa di comunità di Pegli risponde a una logica organizzativa precisa: garantire una maggiore copertura e sicurezza del servizio. Durante la notte, infatti, saranno presenti due medici, uno in sede e uno sul territorio, migliorando complessivamente la capacità di risposta. L’obiettivo non è ridurre i servizi, ma renderli più efficienti e meglio organizzati, assicurando continuità assistenziale e una gestione più efficace delle risorse disponibili”. Così l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò in merito allo spostamento della Guardia Medica da Cogoleto a Pegli.

Piccardo (Pd): "Soppressione guardia medica a Cogoleto scelta grave, interrogazione per chiedere di fermare l’ennesima decisione sbagliata e calata dall’alto"

"La privazione della guardia medica per Cogoleto, con spostamento a Pegli, è una scelta grave e incomprensibile, che rischia di lasciare scoperto un territorio che in questo momento è già particolarmente sotto tiro ed esposto a smantellamenti, tentativi di depotenziamento e scelte che stanno penalizzando la popolazione e l’intero territorio. Per questo ho depositato un’interrogazione per chiedere alla Giunta di fermarsi, tornare sui suoi passi e chiarire quali siano le reali intenzioni sul futuro dei servizi sanitari nel Ponente genovese. Parliamo di una decisione comunicata ai Sindaci in maniera informale, senza alcun confronto e senza fornire garanzie, che ha incontrato la netta contrarietà dei Sindaci Paolo Bruzzone, Francesco Silvestrini e degli Amministratori del territorio, i quali avevano chiesto rassicurazioni precise affinché un servizio così importante per la popolazione non venisse smantellato. È un metodo inaccettabile, che alimenta incertezza e preoccupazione nelle comunità locali. Stessa mancata comunicazione formale anche per i lavoratori coinvolti, come segnalato dai sindacati, ed anche questa mancanza è molto grave. Soprattutto è il merito della scelta a essere sbagliato: si continuano a smantellare la sanità di prossimità ed i presidi territoriali, senza costruire alternative credibili", dichiara la vicecapogruppo Pd in Consiglio regionale Katia Piccardo, che ha depositato un’interrogazione sulla soppressione della guardia medica di Cogoleto.

"Il trasferimento con accorpamento su Pegli rischia di creare disagi enormi, anche alla luce delle criticità della viabilità lungo l’Aurelia e dell’autostrada, dove cantieri, riduzioni di carreggiata e criticità strutturali rendono gli spostamenti più lunghi e imprevedibili proprio nei momenti in cui la tempestività delle cure fa la differenza. A questo si aggiunge un quadro già fortemente compromesso: il rischio di depotenziamento dell’ospedale La Colletta, su cui ho già presentato un’altra interrogazione, e l’incertezza che continua a gravare sul futuro dell’ospedale San Carlo di Voltri, dopo l’annunciata uscita dell’Evangelico. Una somma di scelte che sta progressivamente indebolendo l’intero sistema sanitario del Ponente".

"La Giunta faccia chiarezza subito, sospenda questa decisione e apra un confronto vero con i territori. Il Ponente non può continuare a pagare il prezzo di scelte sbagliate e calate dall’alto", conclude Piccardo.

Redazione