L’Università di Genova riafferma il proprio impegno civile e accademico scegliendo di aderire a “Le Università per Giulio Regeni”, l’iniziativa nazionale promossa dalla senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo. Il progetto, presentato oggi in Senato, nasce a dieci anni dalla tragica scomparsa del giovane ricercatore friulano al Cairo e coinvolgerà 76 atenei italiani tra i mesi di aprile e maggio 2026.
L'iniziativa punta a sensibilizzare una platea di oltre 15.000 persone tra studenti, docenti e cittadini sul tema della libertà di studio, un diritto che Giulio Regeni ha difeso fino all'estremo sacrificio.
Durante la conferenza stampa a Palazzo Madama, la senatrice Elena Cattaneo ha voluto sottolineare il valore simbolico della memoria: “La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia - ha ricordato Elena Cattaneo - non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a 'fare cose' attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso”.
Presenti all'incontro anche i genitori del ricercatore, Paola Deffendi e Claudio Regeni, che hanno espresso profonda gratitudine per il coinvolgimento del mondo accademico: “Siamo onorati e grati per questa iniziativa - hanno dichiarato - che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo e appassionato sia la violazione dei diritti di cui è stato vittima”.
L'Università di Genova ha risposto prontamente all'appello con due appuntamenti di rilievo. “A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, l’Università di Genova rinnova il proprio impegno a difesa della libertà di studio e di ricerca, valori fondanti della comunità universitaria. Aderire a questa iniziativa - ha commentato Federico Delfino, rettore dell'Università di Genova - significa non solo mantenerne viva la memoria, ma anche riaffermare il diritto di tutte e tutti a svolgere attività accademiche in condizioni di sicurezza e dignità”.
Il prorettore alla terza missione, Fabrizio Benente, ha aggiunto una riflessione sul dovere morale delle istituzioni: “La vicenda di Giulio Regeni non potrà mai essere considerata una tragedia privata. Le comunità universitarie hanno il dovere di sostenere la libertà e la sicurezza della ricerca. Gli Atenei sono chiamati a testimoniare la loro vicinanza a Paola Deffendi e Claudio Regeni. Più in generale, il decennale dell'omicidio Regeni richiama tutti noi alla ricerca della verità come dovere morale non negoziabile. Proprio per questo, il passare degli anni non può attenuare la gravità dell'accaduto né l'irrinunciabile necessità di giustizia”.
Il calendario genovese prevede due appuntamenti. Il primo sarà venerdì 17 aprile alle ore 14 nell’aula Magna “Pontremoli" dove si terrà la proiezione del documentario "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo" prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni. L'evento, introdotto dal Rettore e dalla direttrice del DiSPI Daniela Preda, si chiuderà con un dibattito sulla libertà di ricerca coordinato dai docenti Gisella De Simone e Stefano Dominelli.
Venerdì 22 maggio alle 16,30 nella Sala delle Grida del Palazzo della Borsa si svolgerà la tavola rotonda nell'ambito di Invulnerabilia sul tema "Sicurezza, ricerca e ricercatori". Il confronto, moderato da Fabrizio Benente, vedrà la partecipazione di esperti di diritto internazionale, costituzionale e del lavoro per discutere dei rischi legati all'attività scientifica contemporanea.