Attualità - 01 aprile 2026, 17:02

Stili di vita a rischio, la fotografia dell’Istat: in Liguria quasi il 40% degli adulti è in eccesso di peso, coinvolti anche 37mila minori

Il report 2025: evidenziata una diffusione ancora ampia di sedentarietà, fumo e consumo di alcol. I dati confermano criticità strutturali e la necessità di rafforzare prevenzione e corretti comportamenti

È una fotografia dettagliata degli stili di vita e dei principali fattori di rischio per la salute quella scattata dall’Istat nel rapporto “Fattori di rischio per la salute: peso, sedentarietà, fumo e alcol nel 2025”, che dedica un focus anche alla Liguria e ai suoi indicatori più rilevanti.

Il dato che emerge con maggiore forza riguarda l’eccesso di peso: in Liguria quasi il 40% degli adulti è in sovrappeso o obeso, pari a circa 545mila persone. Nel dettaglio, 423mila risultano in sovrappeso e 122mila obesi, mentre circa 37mila persone sono sottopeso.

Una condizione che interessa anche le fasce più giovani della popolazione: il 21,2% dei liguri tra i 3 e i 17 anni, pari a circa 37mila minorenni, presenta infatti problemi legati all’eccesso di peso.

Accanto a questo, il report evidenzia la diffusione della sedentarietà: il 25,4% dei liguri sopra i 3 anni – circa 373mila persone – non pratica sport né svolge attività fisica, un dato che si inserisce in un quadro nazionale già critico sotto questo profilo.

Resta significativa anche la quota di fumatori, pari a 257mila persone (il 18,5% della popolazione sopra gli 11 anni), così come il consumo di alcol: 753mila liguri (54,2%) dichiarano un uso moderato di bevande alcoliche, ma 102mila persone (7,4%) rientrano nel cosiddetto binge drinking, ovvero l’assunzione eccessiva di alcol in un breve arco di tempo, fenomeno particolarmente diffuso tra i più giovani.

Come sottolinea l’Istat, eccesso di peso, inattività fisica, abitudine al fumo e consumo non moderato di alcol rappresentano comportamenti che aumentano il rischio di sviluppare patologie croniche. Si tratta però di fattori modificabili, su cui è possibile intervenire attraverso politiche di prevenzione, monitoraggio e diagnosi precoce.

Nel confronto europeo, l’Italia si colloca su livelli più contenuti per quanto riguarda obesità e diffusione del fumo, ma continua a registrare una scarsa pratica dell’attività fisica tra gli adulti, spesso al di sotto dei livelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità per il mantenimento di un buono stato di salute.

Redazione