Genova, si sa, è una città capace di nascondere la sua arte.
Un’arte che non si limita ai capolavori che musei e palazzi custodiscono, un’arte che pervade le strade, i quartieri, le chiese e gli oratori che puntellano le colline e le coste e che non sempre viene raccontata. Una Genova che custodisce opere d'arte straordinarie, frequentate ogni giorno da chi ci passa davanti senza sapere quello che ha intorno. È a quella Genova che si rivolge Genova delle Arti 2026, la nuova rassegna promossa dal Comune di Genova, diretta artisticamente da Pino Petruzzelli e in programma dal 17 aprile al 21 giugno, con dieci appuntamenti gratuiti distribuiti in tutti e nove i Municipi della città.
Il progetto nasce come evoluzione naturale di Liguria delle Arti, la rassegna itinerante ideata dallo stesso Petruzzelli che da otto anni attraversa borghi, pievi, chiese e scenari poco conosciuti per raccontare la bellezza nascosta del territorio attraverso parole, musica e immagini. L'anno scorso, parlando con Petruzzelli, l'assessore Montanari aveva già lanciato l'idea: “Mi piacerebbe poter pensare a una formula di Liguria delle Arti che diventi anche una "Genova delle Arti", declinata sul territorio metropolitano". Detto, fatto.
A spiegare il senso profondo dell'iniziativa è l'assessore alla Cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari: "Abbiamo ideato questa rassegna per sottolineare come la città, tutti i suoi Municipi, siano ricchi di patrimonio straordinario e per riportare le persone a viverlo, questo patrimonio. Per viverlo bisogna conoscerlo. Sono serate dedicate a ogni Municipio in cui andiamo a raccontare un'opera d’arte, spesso in spazi pubblici, chiese, oratori, ma non soltanto, e lo facciamo con diversi approcci artistici. Non c'è solo la lettura storico-artistica dell'opera in sé: c'è la musica, c'è la poesia, c'è il teatro. Le arti raccontano l'arte in modo da coinvolgere i cittadini in un percorso, con un faro acceso su questi spazi straordinari, capaci ancora oggi di darci il reale valore dei nostri territori”.
Per Montanari questi appuntamenti non vogliono essere episodi isolati, ma qualcosa di più: “Non vogliono essere episodi che esauriscono il discorso sul territorio, ma attivatori per far riconoscere a tutti i valori dei luoghi dove viviamo, di quello che la nostra città ci offre, e per pensare in prospettiva, proprio con i Presidenti di Municipio coinvolti nel processo, a percorsi che possano valorizzare i territori centrali ma anche quelli decentrati secondo il profilo artistico”.
Un progetto reso possibile anche da una rete di soggetti che raramente lavorano insieme con questa intensità: "Farlo con Pino Petruzzelli alla regia è un grande valore aggiunto; farlo con sponsor importanti come Iren e Coop, che sostengono istituzionalmente il Comune, lo è ancora di più. Poterlo fare con Teatro Ipotesi, GOG, Teatro Carlo Felice e Teatro Nazionale di Genova è la conferma che lavorando insieme si possono ottenere risultati di grandissima qualità”.
Il format è quello collaudato da Liguria delle Arti e portato nel cuore della città: ogni serata è strutturata come un rito collettivo in tre movimenti. Prima la storia dell'arte con gli storici Irene Fava e Beatrice Vasile che si alternano con lo stesso Montanari, poi la musica dal vivo eseguita dall'Orchestra e dal Coro del Teatro Carlo Felice, dai solisti della GOG e dai talenti del Conservatorio Paganini, infine la letteratura, affidata a Petruzzelli e alla giovane attrice Carolina Shadi Osloobi, ex studentessa della Scuola del Teatro Stabile di Genova.
In totale: oltre venti opere analizzate, cinquanta brani musicali e letterari, dieci chiese e oratori che diventano palcoscenico.
Pino Petruzzelli racconta con l'entusiasmo di chi ha passato mesi a scavare nell'archivio infinito della cultura genovese: “L'idea era quella di raccontare i vari Municipi ognuno con un'opera d’arte, per cui raccontiamo praticamente tutta Genova nei vari quartieri. In ognuno ci sono delle opere d'arte fantastiche. Genova è bellissima per le opere d'arte che ci sono, ma anche per la letteratura, che ha un legame impressionante. Quanti artisti, scrittori, poeti sono nati o sono vissuti, sono passati e hanno apprezzato Genova. La cosa è incredibile”.
Gli esempi si accavallano, ciascuno più sorprendente del precedente. “Iin Piazza Bandiera c'è una delle pochissime statue al mondo dedicate a Enea, e Caproni aveva scritto tantissimo su questa immagine di Enea che andava col peso della tradizione del padre sulle spalle e questo futuro che boh, doveva andare. E poi Maurizio Maggiani, Cardarelli, Montale, De Amicis che nel suo libro Il Cuore fa partire tutto dal porto di Genova. Ma non solo: Renzo Piano, Paolo Villaggio, Don Gallo, Gino Paoli. E Gassman che magari la gente non saprà, è nato a Genova. Allora ecco, dare visibilità a tutto questo, raccontarlo”.
Il problema, ammette Petruzzelli con un sorriso, è l'imbarazzo della scelta. “Ne ho una valanga per ogni Municipio e devo togliere”.
Ma qualche anticipazione arriva, soprattutto pensando ai Municipi e alla costellazione di figure vi ruotano attorno. Per la Media Val Bisagno, Petruzzelli ha scelto un passo di Mazzini sui diritti e sui doveri. Per Sampierdarena non poteva mancare Don Gallo: “Però poi per caso, facendo tutta questa ricerca, ho beccato che un ristorante della zona, ‘Il Toro’, un ristorante di solidarietà, dove aiutavano le persone e mettevano tavoli grandi per farle sedere vicine e parlare ne parlava Mario Soldati. Ma poi anche Paolo Villaggio ne parlava in un testo che aveva scritto”.
E ancora, per la Val Polcevera, Sanguineti che lì aveva scelto di vivere; e un pezzo dall'Oceano di De Amicis in cui compare la casa vacanze di Paganini.
La chiusa di Petruzzelli è un omaggio molto franco: “Devo dire grazie davvero a Giacomo Montanari, perché è un assessore che ne sa, della sua materia. Che bello vedere un assessore alla Cultura che conosce la cultura. Io dico sempre: andresti a farti operare al cuore da me? Beh, il bisturi lo diamo a uno che ne sa. E quindi è stato bello pensare insieme a tutti i vari posti quale poteva essere quello più giusto per ogni serata”.
Genova delle Arti 2026 è in programma dal 17 aprile al 21 giugno. Ingresso gratuito, senza prenotazione. L'iniziativa rientra nel cartellone "Genova e le trasformazioni urbane" e coinvolge i nove Municipi del Comune di Genova, Teatro Carlo Felice, GOG, Conservatorio Paganini e Centro Teatro Ipotesi.
Ecco il calendario degli appuntamenti, tutti a ingresso gratuito e senza prenotazione:
Venerdì 17 apr h 21 — Municipio I Centro Est, Chiesa di Santa Marta
Sabato 18 apr h 21 — Municipio II Centro Ovest, Chiesa di San Rocco sopra Principe
Domenica 19 apr h 16 — Municipio III Bassa Val Bisagno, Chiesa N.S. del Rifugio in Monte Calvario
Venerdì 15 mag h 21 — Municipio VII Ponente, Chiesa di Sant’Antonio - Crevari
Venerdì 22 mag h 21 — Municipio IV Media Val Bisagno, Oratorio di San Giacinto - Fontanegli
Venerdì 29 mag h 21 — Municipio V Valpolcevera, Chiesa dei Cappuccini - Pontedecimo
Venerdì 5 giu h 21 — Municipio VII Ponente, Chiesa di Santa Maria di Monte Oliveto - Multedo
Venerdì 12 giu h 21 — Municipio IX Levante, Chiesa di San Siro - Nervi
Venerdì 19 giu h 21 — Municipio VIII Medio Levante, Chiesa romanica Santa Maria del Prato
Domenica 21 giu h 18 — Municipio VI Medio Ponente, Oratorio di N.S. Assunta di Coronata
Tutte le info: www.visitgenoa.it/it/genova-delle-arti-2026