Attualità - 02 aprile 2026, 09:01

Tensione al carcere di Marassi: auto degli agenti vandalizzate nella notte

Raid punitivo all'esterno dell'istituto penitenziario. Il sindacato Uilpa attacca la direzione: "Sicurezza inesistente, pronti a chiedere le dimissioni"

Nuova ondata di tensione attorno al carcere di Marassi, dove la scorsa notte si è consumato un raid vandalico ai danni del personale in servizio. Intorno all’una, un individuo con il volto travisato da un cappuccio ha preso di mira diverse auto private appartenenti ad agenti della Polizia Penitenziaria, parcheggiate negli spazi esterni alla struttura. I danni, secondo le prime stime sindacali, ammonterebbero a diverse centinaia di euro per ciascun operatore coinvolto.

L’episodio ha riacceso la protesta dei sindacati di categoria, che da tempo segnalano la vulnerabilità dell’area. Il segretario della Uilpa Polizia Penitenziaria, Fabio Pagani, è intervenuto con fermezza sulla vicenda, puntando il dito contro le carenze strutturali dell’istituto genovese.

Secondo Pagani, l'evento era prevedibile a causa della mancanza di presidi adeguati sul perimetro esterno. Il sindacato accusa la dirigenza di ignorare le richieste di sicurezza avanzate negli ultimi anni, definendo la gestione "approssimativa" e segnalando varchi d’accesso incustoditi e un sistema di videosorveglianza ormai fatiscente. "È una situazione inaccettabile. Da tempo denunciamo le criticità strutturali e gestionali di questo Istituto. Chiediamo da anni che la polizia penitenziaria possa controllare il perimetro esterno con un’auto di servizio dedicata, ma le nostre istanze restano inascoltate" dichiara Fabio Pagani.

La Uilpa ha formalmente richiesto un intervento urgente del Ministero della Giustizia per rafforzare la sicurezza, sottolineando che l'incolumità degli agenti non riguarda solo il lavoro all'interno delle sezioni detentive, ma anche la tutela dei propri beni una volta terminato il turno.

"Il baratro è dietro l’angolo – conclude Pagani –. Se chi dirige non è in grado di garantire l'incolumità fisica e la tutela dei beni di chi lavora in prima linea, deve trarne le conseguenze e dimettersi".

Le indagini sono ora affidate alle forze dell'ordine, che cercheranno di dare un volto all'autore del gesto, nonostante le criticità segnalate proprio sull'efficienza delle telecamere di sorveglianza dell'istituto.

SAPPE: "NESSUN INCENDIO DI VEICOLI, INFORMAZIONI PRIVE DI FONDAMENTO"

Sull'accaduto e sulla voce che si è diffusa nelle scorse ore secondo cui nella notte tra il 31 marzo e il 1 aprile sarebbero state incendiate diverse autovetture di agenti della Penitenziaria è intervenuto anche il SAPPE, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “Si tratta di informazioni totalmente prive di fondamento: nessun incendio si è verificato, come dimostra anche il fatto che i Vigili del Fuoco non sono mai intervenuti”, precisa.

Il Sindacato ribadisce che quello avvenuto è un grave atto di vandalismo portato a termine da un individuo con il volto travisato che ha danneggiato quattro auto in sosta, infrangendo i vetri con il presumibile intento di sottrarre oggetti custoditi all’interno. I veicoli coinvolti si trovavano parcheggiati rispettivamente in via Clavarezza, nel piazzale antistante l’istituto (due) e nell’area lato Coop.

L’ultima auto presa di mira ha fatto scattare l’allarme, consentendo di riprendere il soggetto mentre si dava alla fuga e ora sono in corso accertamenti per ricostruire il percorso effettuato e verificare eventuali elementi utili alla sua identificazione.

Il SAPPE precisa che il raid ha riguardato anche diversi veicoli di residenti oltre a quelli del personale.

“Quel che è avvenuto l’altra notte nei parcheggi adiacenti la Casa Circondariale di Marassi, a Genova, merita di essere approfondito con estrema attenzione, come peraltro già stanno facendo i nostri uffici di polizia preposti. Auspico che le indagini facciano piena luce su questo grave episodio di vandalismo”, dichiara il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece.

Il SAPPE ribadisce che si tratta di un episodio di danneggiamento e, ove accertato, di furto, e sottolinea la gravità nel diffondere notizie non veritiere o nel tentare di strumentalizzare quanto accaduto per sostenere presunte criticità strutturali e gestionali dell’istituto.

Redazione