Attualità - 03 aprile 2026, 13:14

Sanità privata, la protesta a Genova: "Contratti scaduti da 13 anni, situazione intollerabile”

Presidio di oltre 200 lavoratori davanti alla sede ARIS. I sindacati denunciano un divario salariale di 500 euro rispetto al pubblico: “I cittadini ricevono prestazioni pubbliche in strutture dove il lavoro non è riconosciuto”

Una mobilitazione massiccia per rompere un silenzio che dura da oltre un decennio. Questa mattina, più di 200 lavoratrici e lavoratori della sanità privata ligure si sono ritrovati in presidio a Genova, davanti al Piccolo Cottolengo Don Orione, sede regionale di ARIS. La protesta, indetta da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, punta i riflettori su un rinnovo contrattuale atteso da ben 13 anni, una situazione che in Liguria coinvolge circa 2.000 addetti.

Al centro della vertenza c'è il mancato adeguamento economico nonostante le ingenti risorse stanziate a livello nazionale. “Nonostante siano già previsti adeguamenti tariffari significativi sui DRG - oltre 1,3 miliardi nel 2026 e 2 miliardi nel 2027 - le istituzioni e le associazioni datoriali come ARIS e AIOP non hanno ancora fornito risposte concrete”, denunciano i sindacati.

La disparità tra chi opera nel settore pubblico e chi in quello privato accreditato è diventata, secondo i rappresentanti dei lavoratori, un baratro insostenibile che mette a rischio la tenuta stessa dei servizi.

“Un infermiere della sanità privata arriva a guadagnare circa 500 euro in meno al mese rispetto a un collega del pubblico. Una disparità che sta alimentando una fuga di personale sempre più preoccupante, con conseguenze dirette sulla qualità dei servizi, soprattutto per le persone più fragili”

I sindacati pongono l'accento anche sul ruolo dei grandi gruppi della sanità privata, come GVM Care & Research, che operano in convenzione: “Parliamo di realtà importanti, che operano stabilmente all’interno del sistema sanitario pubblico e che beneficiano di risorse pubbliche. Proprio per questo riteniamo inaccettabile che non si arrivi rapidamente al rinnovo contrattuale e al riconoscimento economico e professionale delle lavoratrici e dei lavoratori”

Uno degli aspetti più critici sollevati durante il presidio riguarda la percezione dell'utenza. Molto spesso, infatti, il cittadino non è consapevole delle condizioni contrattuali di chi lo assiste all'interno di strutture che appaiono, a tutti gli effetti, come parte del servizio pubblico. “Pur ricevendo prestazioni pubbliche, spesso si entra in strutture private - come RSA o centri di riabilitazione - dove però le lavoratrici e i lavoratori operano con contratti scaduti e condizioni peggiori”, spiegano i sindacati, concludendo con un appello perentorio: “È una situazione che non può più essere tollerata: serve il rinnovo immediato del contratto e il riconoscimento della dignità del lavoro anche nella sanità privata”.

Redazione