Attualità - 07 aprile 2026, 18:52

Tempesta finanziaria al Teatro Carlo Felice: esposto in Procura per "bilanci creativi" e scenografie strapagate

Salis: "Se non ripianiamo le perdite entro giugno, il teatro verrà commissariato. A rischio 300 lavoratori"

La Fondazione Teatro Carlo Felice ha depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Genova e la Corte dei Conti per segnalare gravi irregolarità emerse nel Bilancio consuntivo 2024. Al centro dell'indagine, una clamorosa rivalutazione di scenografie che rischia di portare il teatro al commissariamento e di far saltare oltre 300 posti di lavoro.

L'anomalia principale riguarda quattro allestimenti scenici delle opere Idomeneo, Madama Butterfly, I due Foscari e Falstaff, acquistati nel 2022 dal Teatro alla Scala di Milano. Il costo complessivo dell'operazione fu di 30.000 euro, ma nel bilancio 2024 le stesse scenografie sono state iscritte per un valore di 1,5 milioni di euro, ovvero 50 volte il loro costo d'acquisto, senza alcuna perizia certificata. Grazie a questa operazione contabile, il bilancio 2024 è stato chiuso con un attivo fittizio di circa 19.000 euro.

La sindaca di Genova e presidente della Fondazione, Silvia Salis, ha usato toni durissimi nel commentare la situazione: "Con il sovrintendente Michele Galli abbiamo depositato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per i fatti gravi e preoccupanti che emergono dal Bilancio 2024 del Teatro Carlo Felice, chiuso dalla precedente gestione".

La sindaca ha poi lanciato l'allarme sul futuro immediato dell'ente: "Il bilancio 2025 prevede al momento una perdita di 2,8 milioni di euro, ma se la supervalutazione delle scenografie verrà accertata, le perdite potrebbero salire ancora di almeno un altro milione. Se non ripianiamo le perdite entro il 30 giugno, il Teatro verrà commissariato. Ne pagherebbero le conseguenze gli oltre 300 lavoratori, la portata di alcuni contributi pubblici e il prestigio stesso del Carlo Felice".

Salis non ha risparmiato critiche politiche alla gestione precedente: "È quasi un anno che il centrodestra pretende di darci lezioni su come si chiudono i bilanci in pari. Lo ha fatto con AMT e ora con il Carlo Felice. Se il risultato è far fallire i nostri autobus e far commissariare il nostro Teatro dell'Opera, preferiamo studiare su altri libri".

L’assessore alla Cultura, Giacomo Montanari, ha sottolineato come la nuova gestione stia cercando di rimediare a scelte "poco spiegabili": "Oggi abbiamo un teatro che attira molto pubblico, grazie alla riprogrammazione attuata da maggio, ma che è in difficoltà perché nei bilanci sono state fatte operazioni poco spiegabili, a detta anche dei nuovi revisori dei conti. In questo quadro, il Comune ha sostenuto l’attività svolta anche oltre il previsto, mentre sono mancati i contributi della Regione Liguria nei tempi necessari".

Sulla stessa linea il sovrintendente Michele Galli, che ha rivendicato la scelta della trasparenza: "Abbiamo assunto un atteggiamento di responsabilità nei confronti delle istituzioni, degli organi di controllo e della collettività. Il Teatro Carlo Felice sta portando avanti un percorso rigoroso di analisi e riordino della propria situazione economico-finanziaria, con l’obiettivo di garantire una gestione solida, corretta e sostenibile nel tempo".

La crisi finanziaria mette in discussione anche i grandi eventi estivi. I Balletti di Nervi, nel 2025, sono costati 1,2 milioni di euro a fronte di perdite per oltre 900.000 euro. La sindaca Salis è stata chiara: "Un'operazione economicamente fallimentare. Irripetibile. Il Comune non ha le risorse. La Regione si è detta disponibile a versare 500.000 euro, ma non ne bastano il doppio".

Secondo l'amministrazione, per salvare il teatro e confermare i Balletti nel 2026 servirebbero circa tre milioni di euro dalla Regione. In caso contrario, il Comune è pronto a rendere l'appuntamento biennale per dare priorità alla stabilità dei lavoratori. La linea di Palazzo Tursi rimane ferma: "La cultura si difende con scelte serie, non con i bilanci creativi".

Redazione