Cronaca - 09 aprile 2026, 18:46

Inchiesta voto di scambio regionali 2020, il Gup respinge il Ministero della Giustizia come parte civile: sì al Viminale

Escluso il dicastero di via Arenula dal processo, ritenendo non sussistente la legittimazione. Ammessa invece la costituzione del Ministero dell’Interno, che dovrà però dimostrare un danno diretto. Udienza rinviata al 23 aprile per la decisione sul rinvio a giudizio

Respinta la richiesta di costituzione di parte civile del Ministero della Giustizia nell’udienza preliminare per il filone sulla corruzione elettorale della maxi inchiesta che nel 2024 aveva coinvolto, tra gli altri, l’ex presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

A deciderlo è stato il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Genova, Giorgio Morando, che ha escluso il dicastero dalla possibilità di chiedere il risarcimento, quantificato in oltre 5 milioni di euro chiarendo come "il recupero delle spese di giustizia non può essere perseguito mediante costituzione di parte civile", ma segue altre procedure previste dalla normativa vigente.

Diversa la posizione del Ministero dell’Interno, la cui richiesta è stata invece accolta nei confronti della quasi totalità degli imputati (con l’eccezione di Umberto Lo Grasso, accusato di favoreggiamento). Secondo il giudice, tuttavia, il Viminale dovrà dimostrare in modo puntuale "un danno diretto e specifico", legato in particolare all’immagine e al prestigio dell’amministrazione in relazione alle competizioni elettorali.

Nelle motivazioni, Morando sottolinea come eventuali danni di natura istituzionale o di credibilità del sistema, in caso di corruzione elettorale, possano essere fatti valere esclusivamente dal Ministero dell’Interno e non da quello della Giustizia, in assenza di un collegamento diretto tra le condotte contestate e le finalità del dicastero. Anche l’ammontare della richiesta risarcitoria è stato definito "oltremodo elevato".

Il procedimento coinvolge complessivamente 19 imputati, tra cui l’ex capo di gabinetto della Regione Liguria Matteo Cozzani. Le accuse riguardano, per la maggior parte degli indagati, presunti episodi di corruzione elettorale in vista delle Regionali del 2020.

L’udienza è stata aggiornata al 23 aprile, data entro la quale gli imputati potranno eventualmente chiedere riti alternativi. In quella sede il giudice deciderà anche sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura.

Redazione