Il futuro del Festival Internazionale di Nervi e la tenuta economica della Fondazione Carlo Felice sembrano aprire un nuovo fronte di scontro tra Comune di Genova e Regione Liguria.
Dopo il via libera ieri al disegno di legge arrivato dalla Giunta Regionale per lo stanziamento di un milione di euro come contributo straordinario per la realizzazione dell’evento, le perplessità circa la tenuta dei conti della Fondazione non abbandona i corridoi di Palazzo Tursi.
Intervenendo questa mattina al convegno della FilCA CISL a Palazzo San Giorgio, il vicesindaco Alessandro Terrile non si è sottratto alle domande dei giornalisti presenti e ha affrontato anche il tema del Festival del Balletto di Nervi.
Pur non chiudendo la porta, Terrile ha posto l'accento sulla necessità di un'analisi costi-benefici rigorosa per un ente, il Carlo Felice, che rischia il commissariamento.
“Quando si parla di numeri - ha ribadito Terrile - è sempre meglio sedersi al tavolo e capire bene di quante risorse si parla, che cosa coprono. Sui balletti di Nervi c’era ancora mezzo milione da attendere per il 2025 e se il ragionamento della regione è ‘metto un milione per finanziare il Balletto del ’25 e quello del 26’, abbiamo un problema. il Carlo Felice perde 2 milioni e 400mila euro, mi pare complicato che un teatro che chiude un bilancio con un passivo di 2 milioni 4 si può lanciare in un'iniziativa che l'anno scorso è stata disastrosa dal punto di vista economico, ma purtroppo anche dal punto di vista del pubblico. Dai conteggi che abbiamo fatto con la Fondazione Carlo Felice, meno di 10.000 paganti per tutti i 40 giorni di Festival dei balletti, la manifestazione è stata sostenuta da quasi €100 di denaro pubblico per ogni spettatore. Una riflessione credo che vada fatta magari anche sul format, sulla formula, magari sulla possibilità, come è stato fatto nel passato, di utilizzare la stessa infrastruttura, cioè il palco e la platea, per musica anche diversa dal balletto. Sono momenti in cui gli enti pubblici devono fare i conti con i denari e senza fare passi più lunghi della gamba, anche perché poi il rischio è che se non si trovano le risorse per ripianare le perdite, scusate, del Carlo Felice e rischiamo il commissariamento”.
Dall'altra parte della piazza, la Giunta regionale ieri ha rivendicato la scelta di sostenere la Fondazione lirico-sinfonica con un disegno di legge ad hoc. La proposta, che passerà ora al vaglio del Consiglio regionale, prevede lo stanziamento di un milione di euro per il 2025 come contributo integrativo straordinario.
“Diamo seguito all’impegno assunto, dimostrando che non si trattava di promesse vane, ma della scelta responsabile di garantire alla Fondazione la solidità necessaria per offrire un cartellone di primissimo livello”, aveva sottolineato la vicepresidente e assessore alla Cultura Simona Ferro. L'assessore aveva poi lanciato una stoccata al Comune: “La continuità artistica e occupazionale del Carlo Felice debba essere sostenuta con atti concreti e risorse, più che con polemiche: l’obiettivo è costruire, non distruggere".
Il punto di caduta della vicenda resta la gestione del disavanzo del teatro. Se per la Regione il milione di euro è la "mano tesa" per confermare il Festival di Nervi, per il vicesindaco Terrile la priorità assoluta è evitare il collasso finanziario della Fondazione, mettendo in discussione un format che, nell'ultima edizione, avrebbe pesato sulle casse pubbliche per 100 euro a spettatore.