Eventi - 13 aprile 2026, 17:00

Sestri Levante: Riviera International Film Festival, ad inaugurare l'evento il film Spring Wind – The awakening

Girato da Tamás Yvan Topolánszky e Claudia Sümeghy seguendo da vicino e per un intero anno la parabola politica di Péter Magyar

Ad inaugurare la decima edizione del Riviera International Film Festival sarà, martedì 5 maggio, la prima mondiale di un autentico film-evento: il documentario fuori concorso Spring Wind – The awakening girato da Tamás Yvan Topolánszky e Claudia Sümeghy seguendo da vicino e per un intero anno la parabola politica di Péter Magyar, culminata domenica con la storica vittoria alle elezioni politiche ungheresi che hanno così sancito, dopo un governo ininterrotto di sedici anni, l’uscita di scena del leader dell’antieuropeismo e del sovranismo europei, Viktor Orbán.

La scelta di presentare questo documentario per la prima volta al di fuori dell’Ungheria – dove è visibile al cinema e sull'edizione locale della piattaforma HBO – proprio a Sestri Levante a conclusione del red carpet inaugurale, e a dispetto delle numerose altre richieste arrivate soprattutto in questi ultimi giorni, non è casuale, visto il profondo legame del regista Tamás Topolánszky con la perla del Tigullio e il Riff. «Siamo davvero felici di tornare al Riviera International Film Festival, un luogo che ormai sentiamo come la nostra casa creativa», dichiarano gli autori Tamás Topolánszky, regista, e Claudia Sümeghy, produttrice. È stato proprio al Riff, infatti, che i due presentarono il loro primo lungometraggio, Curtiz, per il quale Tamás Topolánszky vinse nel 2019 il premio per la miglior regia, e dove poi lo stesso regista sarebbe tornato, nel 2023, come membro della giuria.

«È particolarmente significativo per noi essere di nuovo qui insieme per presentare un'opera così importante – proseguono –. Spring Wind – The Awakening è per noi più di un documentario: è la testimonianza di un momento storico. Il film segue l'ascesa del presidente eletto Péter Magyar e il più ampio risveglio sociale e politico che lo circonda. Crediamo che abbia contribuito al dibattito pubblico che ha portato alla fine dei 16 anni di potere di Viktor Orbán. Come cineasti il nostro obiettivo non era interpretare il cambiamento dall'esterno, ma catturarlo dall'interno, rivelandone le dimensioni umane e sociali».

Il documentario accompagna infatti gli spettatori nella vita personale e pubblica di Péter Magyar: per più di un anno gli autori hanno lavorato in incognito con una piccola troupe, seguendo il politico nei tour nazionali, nei luoghi della campagna elettorale e durante le conversazioni informali. Un’esperienza che ha permesso loro di assistere anche a momenti tranquilli e intimi di Magyar, in molte occasioni nella sua stessa casa e che, dunque, sarebbero altrimenti rimasti nascosti al pubblico. Il film quindi non si limita a documentare gli eventi, ma rivela decisioni umane, motivazioni, dubbi ed esperienze personali.

«Prodotto in modo del tutto indipendente e senza influenze esterne, il film riflette la nostra convinzione che l'integrità e l'autenticità debbano venire prima di tutto. La sua straordinaria portata e il suo impatto hanno rafforzato la nostra certezza che il cinema documentario possa giocare un ruolo significativo nel plasmare un reale cambiamento sociale. Siamo profondamente grati agli organizzatori del Riviera International Film Festival, che consideriamo non solo colleghi ma parte della nostra famiglia creativa, per aver dato spazio ancora una volta a una storia che significa così tanto per noi», concludono Topolánszky e Sümeghy.

Redazione