Attualità - 14 aprile 2026, 15:43

Eraora, nasce il Festival della Liberazione di Genova: “La prima città a liberarsi da sola vuole diventare la capitale del 25 aprile”

Dal 21 al 25 aprile il centro storico si trasforma in un palcoscenico diffuso con teatro, musica, podcast live e pratiche collettive. Salis: “Responsabilità nel tramandare la storia”. Garzarelli: “Vogliamo che diventi come il primo maggio a Roma”. Ronzitti: “La Resistenza è il fondamento della Repubblica”

Genova si candida a diventare la città italiana di riferimento per le celebrazioni della Liberazione. Non solo con le cerimonie istituzionali, che pure quest'anno raggiungono una qualità e una densità storiche eccezionali per l'81° anniversario, ma con qualcosa di nuovo: Eraora, il primo Festival della Liberazione di Genova, un programma diffuso che dal 21 al 25 aprile attraverserà il centro storico trasformando piazze, chiostri e spazi urbani in luoghi vivi di memoria, arte e partecipazione.

La città ha qualcosa che poche altre possono vantare. Come ricorda la sindaca Silvia Salis: "Il 25 aprile è il giorno in cui l'Italia ritrova la libertà e assapora la democrazia dopo gli anni bui della dittatura e della guerra. Per la nostra città, però, è una ricorrenza che ha un significato ancora più profondo: dobbiamo sempre ricordare con orgoglio che Genova è Medaglia d'oro al Valor Militare per la Resistenza, è stata la prima città del Nord a liberarsi da sola dal nazifascismo e l'unica in Europa in cui un corpo d'armata tedesco si è arreso alle formazioni partigiane. È una pagina straordinaria della nostra storia civile e democratica, che ci affida la responsabilità di fare della memoria una coscienza viva, condivisa e capace di parlare al presente e alle nuove generazioni”.

E poi, con una frase che dice tutto sull'ambizione di questo festival: “Genova ha iniziato la sua liberazione ben prima del 25 aprile. Abbiamo una grande responsabilità nel tramandare questa storia e il messaggio di libertà che contiene”.

UN NOME ARRIVATO ‘DA LONTANO’

Il nome ‘Eraora’, così come il logo che lo accompagna, ha una genesi particolare, che coinvolge Massimo Bisca e che ha visto protagonisti i giovani e le giovani creative di Cruo Studio. Sono stati loro a raccontare come è nata l’idea di ‘Eraora’: “Abbiamo chiesto a Massimo Bisca come avrebbe chiamato l’evento. Ci ha detto che suo nonno e sua nonna venivano picchiati più volte in piazza e ha aggiunto ‘mia nonna diceva sempre era ora’. Abbiamo preso due parole semplici che abbiamo unito che si può utilizzare in altri contesti”

GENOVA CITTÀ DI RIFERIMENTO PER LA LIBERAZIONE

Per capire perché questo festival abbia senso proprio qui, vale la pena ricordare i fatti. Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1945, il Comitato di Liberazione Nazionale della Liguria e il Comando Militare Regionale decisero congiuntamente l'inizio dell'insurrezione. Le operazioni militari iniziarono la mattina del 24. La sera del 25 aprile, a Villa Migone, il generale Günther Meinhold firmò l'atto di resa: è l'unico caso europeo in cui un corpo di armata tedesco si è arreso a formazioni partigiane. Quando due giorni dopo arrivarono le truppe alleate, trovarono Genova già liberata, con i tram che circolavano e le case illuminate. Un'insurrezione definita "modello". Ma non senza costi: 300 morti e 3000 feriti tra i partigiani genovesi.

GLI APPUNTAMENTI

Il consigliere delegato ai Grandi eventi Lorenzo Garzarelli ha illustrato con chiarezza l'ambizione che sta dietro Eraora: “È la prima volta, la prima edizione con cui lanciamo questo festival. Speriamo di farlo diventare negli anni quasi una sorta di primo maggio a Roma”.

L'idea è di costruire qualcosa di stabile, riconoscibile, capace di attrarre non solo i genovesi ma un pubblico nazionale. “Genova ha questa storia straordinaria per quanto riguarda la Liberazione del 25 aprile. Noi cerchiamo di renderne merito e onore unendo la parte culturale, per non avere solo la commemorazione, ma anche quella artistica, musicale e di riappropriazione degli spazi del centro storico. Vogliamo unire questi target e fare in modo che sia sentito da tutti”.

Sul piano organizzativo, Garzarelli descrive un lavoro di costruzione collettiva: “Abbiamo lavorato per portare l'intera città dentro questa ricorrenza, trasformando piazze e spazi pubblici in luoghi vivi di incontro, spettacolo e partecipazione. Abbiamo voluto costruire un vero e proprio festival del 25 aprile, capace di rendere omaggio alla storia e all'identità della nostra città attraverso un'offerta ampia e articolata - artistica, culturale, musicale e sportiva - valorizzando i teatri e le realtà del territorio. L'obiettivo è stato quello di proporre occasioni di qualità, pensate per coinvolgere tutte le generazioni e intercettare interessi diversi, affinché ciascuno possa sentirsi parte di questa importante celebrazione”.

Giacomo Ronzitti, presidente dell'ILSREC - l'Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell'Età contemporanea - ha fissato le coordinate culturali e politiche dell'intera iniziativa con una nettezza che non lascia margini a equivoci: “Il 25 aprile non è solo una ricorrenza, ma un momento che traduce la memoria necessaria in una partecipazione attiva, consapevole. Le due cose, il carattere popolare e la riflessione storico-culturale, non sono in antitesi, sono parte del patrimonio fondamentale racchiuso nella Costituzione che nessuno può pensare di archiviare come una parte della nostra storia da custodire sopra gli archivi”.

Il messaggio politico è esplicito: “In Italia c'è ancora chi ritiene la Resistenza un concetto divisivo. Questo sconvolge. La Resistenza non è un tema di sinistra, dovrebbe essere un tema per tutti: è il tema sul quale si fonda la Repubblica italiana”.

Quest'anno la celebrazione ha un filo conduttore preciso, le donne, e Ronzitti lo spiega con profondità: "Il nesso inscindibile tra Resistenza, Repubblica, Costituzione è a fondamento dell'ordinamento democratico repubblicano. Per la prima volta poterono votare le donne, protagoniste della nostra Resistenza. Questo diritto non fu una concessione calata dall'alto, ma una conquista che le donne si guadagnarono sul campo partecipando attivamente alla Resistenza armata e civile. Per queste ragioni nell'Ottantesimo della Repubblica questo 25 aprile deve essere l'occasione non solo per celebrare la rinascita democratica del Paese, ma per recuperare pienamente i caratteri pluralistici e unitari della lotta di liberazione e il ruolo che ebbero le donne, a lungo disconosciuto anche dalle stesse forze resistenziali”.

Ronzitti ha anche ricordato l'80° anniversario della morte del cardinale Pietro Boetto, “figura importante per la Resistenza genovese”, e ha annunciato che l'orazione ufficiale del 25 aprile sarà tenuta da Benedetta Tobagi.

IL FESTIVAL

Eraora sarà il cardine del festival. Sette tappe nel centro storico, da piazza Don Gallo a piazza Sarzano, con un programma che mescola generi, linguaggi e generazioni in modo deliberatamente trasversale.

21 aprile - Si apre alla Claque con Gabbiani Partigiani di Generazione Disagio, a cura dei Giardini Luzzati.

22 aprile - Ai Giardini Luzzati ospite d'onore sarà Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli Cervi fucilati dal fascismo il 28 dicembre 1943. Seguirà Cenere di Marco Rinaldi, spettacolo sui capitoli meno noti della Resistenza ligure, e il DJ set "Reggae e Resistenza". Parteciperà la sindaca Silvia Salis.

23 aprile - In Sala Rossa a Palazzo Tursi andrà in scena Fuente de la Libertà, lettura scenica sulle donne della Resistenza ligure, con regia di Laura Sicignano e le artiste Antonella Loliva e Francesca Marsella, insieme a consigliere e assessore del Comune. Alle 21.30 ai Giardini Luzzati, Ascanio Celestini porterà Radio Clandestina, riflessione sul rapporto tra storia, memoria e racconto pubblico a partire dall'eccidio delle Fosse Ardeatine.

24 aprile - Il programma si diffonde in più luoghi: Flauto Magico alla Sala Campana del Teatro della Tosse; Dio ti vede Stalin no in Piazzetta Teresa Mattei; Libertà, spettacolo itinerante con partenza da Piazza Banchi; Zona franca al Teatro Internazionale di Quartiere; Il circo delle bolle di sapone in su alla Sala Trionfo del Teatro della Tosse; Mi abbatto e sono felice nel Chiostro di Sant'Andrea. Nel pomeriggio, Piazza San Giorgio ospiterà il Podcast live con Luca Misculin de Il Post: registrazione pubblica di un episodio dedicato alla Liberazione di Genova, memoria e narrazione nell'era dei nuovi media.

25 aprile - La giornata si apre con le cerimonie istituzionali e prosegue in parallelo con Eraora. In Piazza Don Gallo spazio a bambini e famiglie con Lo zaino del Partigiano, laboratori e musica. In Piazza della Cernaia musica live e DJ set con Noite, Tommi Scerd, Giorgio Canali, FiloQ e Ale Bavo. In Piazza Valoria scrittura pubblica, letture e interventi musicali dedicati alla parola condivisa. In Piazza degli Embriaci Liberation as a Worldwide Connection, il progetto musicale di Liguria Transatlantica con Dennis Bovell e Handson Family con Vanessa Freeman. Nel Chiostro di Sant'Andrea, Electromermaids - rassegna tra cantautorato genovese e musica elettronica - con DJ set di Randomplay e live di Max Manfredi e Irene Buselli. In Piazza Sarzano, il Genova Hip Hop Festival insieme a ManinMarassi, Festa del Sole e RTM proporrà workshop di DJing, writing, breaking e attività aperte a tutti. In serata, alle 21 ai Giardini Luzzati, il concerto di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, con apertura di Nugara.

IL PROGRAMMA ISTITUZIONALE DEL 25 APRILE

Le cerimonie istituzionali iniziano il 23 aprile con l'incontro con gli studenti a Villa Migone - il luogo dove fu firmata la resa tedesca - con l'intervento di Adelmo Cervi e i familiari dei firmatari dell'atto di resa. Il 24 aprile al Cimitero di Staglieno si terrà la deposizione delle corone nel Campo israelitico, seguita dal convegno "La chiesa del Cardinale Pietro Boetto e i cattolici nella Resistenza genovese" in Palazzo Tursi, con una sessione dedicata a Paolo Emilio Taviani.

Il 25 aprile il corteo partirà alle 10.15 da piazza della Vittoria accompagnato dalla Filarmonica Sestrese, con soste al Ponte Monumentale - dove sarà letta la motivazione della Medaglia d'oro al Valor Militare e dell'Atto di Resa - e in largo Pertini, per arrivare alle 11.15 in piazza Matteotti per i saluti della sindaca Salis e del presidente di Regione Bucci e l'orazione di Benedetta Tobagi. Dalle 9 alle 19, l'Istituto Mazziniano aprirà straordinariamente con l'originale Atto di Resa delle truppe tedesche del 25 aprile 1945 (visite guidate su prenotazione al 010 5576431).

La scommessa di Eraora è chiara: fare di Genova, la città che si liberò da sola, il luogo in cui ogni anno il 25 aprile torni a essere non solo commemorazione ma esperienza culturale collettiva. Una prima edizione, con l'ambizione dichiarata di diventare un punto di riferimento nazionale. “Speriamo sia la prima edizione di una lunga serie che concorre a ridisegnare Genova come città della Liberazione”, è l'auspicio condiviso. La risposta del pubblico dirà se quella scommessa è vinta.