Attualità - 15 aprile 2026, 08:00

Crisi Amt, slitta l’assemblea dei soci: il piano di risanamento passa alla Corte dei Conti

Corsa contro il tempo per sbloccare i 40 milioni della Regione. Il vicesindaco Terrile rassicura i dipendenti: “Nessun taglio agli stipendi, risparmieremo 20 milioni ottimizzando logistica e sub-appalti”

Il percorso per il risanamento dell'azienda di trasporto pubblico locale entra in una fase decisiva, ma non priva di ostacoli burocratici. Lo dimostra lo slittamento dell’assemblea dei soci, inizialmente fissata per il 16 aprile e ora posticipata di un mese.

Un’assemblea cardine per il riassetto della partecipata del trasporto pubblico, già riconvocata per il 14 maggio, quando si dovranno chiarire i riassetti. Un cambio data per permettere il controllo di legittimità e la correttezza delle azioni che si vorranno intraprendere.

A fare chiarezza è stato il vicesindaco e assessore Alessandro Terrile che ha evidenziato la necessità di un passaggio alla Corte dei Conti perché tutto il percorso sia ineccepibile.

Un confronto che avverrà la settimana prossima e che, di conseguenza, ha richiesto un rinvio dell’assemblea.

In questa fase, ha spiegato Terrile, sarà necessario definire l’entità della contribuzione e le modalità di azione che vorrà intraprendere la Regione, per questo il passaggio in Corte dei Conti sarà fondamentale. “Bisognerà chiarire che tipo di contributo sarà, con quali modalità potrà essere speso”.

Comune e Regione, come ribadisce il vicesindaco, sono in costante contatto, un contatto “quotidiano per capire come far funzionare il sistema e per chiudere il piano”. Non appena ci sarà il via libera, saranno convocati un consiglio comunale e uno metropolitano e si punterà a chiudere entro maggio.

Lo snodo dunque è quello dei 40 milioni che Regione si è detta pronta a stanziare per la ricapitalizzazione attraverso la finanziaria Filse. Una soluzione che non sarebbe più quella pensata dunque l’ipotetico piano B con i soldi girati al Comune e a quel punto usati per ricapitalizzare Amt sembra diventare la soluzione principale.

La scelta che abbiamo fatto, condivisa con Città Metropolitana e Regione è quella di tenere l’azienda pubblica e richiedano un tempo necessario per portare a termine un percorso di autorizzazione procedurale in cui i tempi sono lunghi anche se a noi avrebbe fatto piacere prima”.

Nonostante la pressione della scadenza della composizione negoziata della crisi, fissata per il 19 giugno, si continua dunque a lavorare perché Amt possa iniziare il suo percorso di risanamento il prima possibile.

Tra misure di efficientamento e il taglio d chilometri percorsi, l’obiettivo è quello di rientrare il prima possibile delle perdite, risanando una situazione fortemente compromessa. 

Uno dei punti fondamentali sarà poi la una riorganizzazione del servizio che partirà proprio dall’entrata in vigore dell’orario estivo con l’idea di ‘spalmare’ le corse in modo diverso per garantire affidabilità e tempi certi. Un altro punto critico riguarda l'efficienza logistica, con la necessità di tagliare i "chilometri a vuoto" causati dallo spostamento degli autobus tra rimesse lontane, che pesano inutilmente sulle spese per il carburante. Il piano mira a un risparmio complessivo di circa 20 milioni di euro in cinque anni. Per raggiungere questo traguardo, Terrile punta sulla revisione dei sub-affidamenti (che riguardano il 10% del servizio), oggi gestiti con contratti precari che "costano di più". Regolarizzando queste posizioni con gare strutturate, l'obiettivo è ottenere una "spesa del 30% in meno". Non mancherà una stretta sull'evasione tariffaria, e una revisione dei servizi speciali: servizi come i bus per le discoteche o i collegamenti per Portofino dovranno essere "sostenuti dai interessati" e non gravare interamente sul bilancio pubblico.

Consapevole dei "10 mesi di grandissima difficoltà" vissuti dal personale, il Vicesindaco ha voluto rassicurare i sindacati e i dipendenti. Terrile ha garantito che le misure di efficientamento non peseranno sulle spalle di chi lavora: l'impegno è che "nessuno debba perdere 1 euro di stipendio, senza nessuno che debba cambiare le abitudini, turni". 

L'obiettivo finale resta quello di rimettere in piedi la società senza intaccare i diritti acquisiti, pur chiedendo una gestione più oculata delle risorse.


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