Attualità - 16 aprile 2026, 13:17

Crisi Amt, Usb attacca: “Bilancio fantasma e rischio privatizzazione”

Il sindacato denuncia il rinvio dell’assemblea dei soci e accusa: “Buco da 20 milioni per sottocompensazioni, non lo paghino i lavoratori”. Nel mirino anche il “modello Torino” e l’ipotesi di apertura ai privati

Attacco frontale di USB sulla situazione di AMT, tra conti ancora poco chiari, assemblea dei soci rinviata e un piano industriale che, secondo il sindacato, resta ancora senza trasparenza. La sigla parla apertamente di “bilancio fantasma” e di una gestione opaca, mentre si avvicina la scadenza del 19 giugno legata alla crisi aziendale.

“Non accetteremo tagli camuffati da ‘efficientamento’”, afferma la RSA USB, che punta il dito contro un disavanzo stimato in circa 20 milioni di euro. “AMT è vittima di una politica che la usa come bancomat: il buco nasce dalle sottocompensazioni della Città Metropolitana. L’azienda lavora sottocosto in provincia e il conto viene presentato ai lavoratori”.

Nel mirino anche il possibile scenario futuro: secondo USB, il rischio è quello di un progressivo indebolimento dell’azienda pubblica per favorire operazioni politiche o aperture ai privati. “Una privatizzazione selvaggia, sul modello Torino, non è accettabile”, si legge nella nota, con riferimento all’esperienza di GTT.

Il sindacato fissa poi alcuni punti ritenuti non negoziabili: “Trasparenza immediata sui conti e sul piano di risanamento, copertura totale dei costi del servizio provinciale e difesa del salario e del fondino”. E avverte: “I lavoratori non pagheranno i debiti della politica”.

Infine, l’annuncio della mobilitazione: “Se Comune e Regione pensano di svendere il diritto alla mobilità dei genovesi, la risposta sarà nelle piazze e nei depositi. AMT deve restare pubblica, integra e al servizio dei cittadini”.

Redazione