Economia - 17 aprile 2026, 13:24

Ex Ilva, Gozzi su Jindal: “Giudizio difficile senza piano. A Taranto serve chiarezza”

Il presidente di Federacciai: “Rumor su forte ridimensionamento, rischio addio all’acciaio primario”

"È difficile esprimere un giudizio sull’ipotesi Jindal per l’ex Ilva senza conoscere nel dettaglio il piano industriale". Lo ha detto Antonio Gozzi, presidente di Federacciai e di Duferco, intervenendo sul possibile ingresso del gruppo indiano nella partita dell’acciaio di Taranto.

Le indiscrezioni circolate andrebbero nella direzione di “un forte ridimensionamento della fabbrica”, che diventerebbe “sostanzialmente un rilaminatore di bramme provenienti da altre parti del mondo”. Per questo, ha aggiunto, ogni valutazione potrà essere fatta solo “nel momento in cui si conoscono i contenuti del piano industriale”.

Nel suo intervento, Gozzi ha poi allargato il ragionamento alla situazione complessiva del polo siderurgico di Taranto, sottolineando come il nodo principale resti la posizione del territorio e delle istituzioni locali. “Ciò che c’è di grave in questo momento è che ancora una volta sembra che a Taranto nessuno la voglia”, ha detto, citando anche recenti prese di posizione sul tema delle emissioni.

“La comunità pugliese e di Taranto deve decidere se vuole l’industria o no”, ha aggiunto, sottolineando che un’industria siderurgica “nel rispetto delle leggi e nella strategia di decarbonizzazione richiede requisiti ineliminabili”. In caso contrario, ha avvertito, “è legittimo, ma bisogna prendersi le responsabilità delle conseguenze”.

Il presidente di Federacciai ha usato anche una metafora per sintetizzare il punto: “Non si può volere la botte piena e la moglie ubriaca”, riferendosi alla difficoltà di conciliare occupazione e vincoli ambientali senza le infrastrutture necessarie per la produzione.

Per Gozzi, infine, le alternative sarebbero limitate: “O si costruiscono le condizioni abilitanti per fare industria a Taranto oppure l’industria sparirà”. E sui possibili scenari industriali legati a Jindal ha concluso: “Quello che si capisce dal piano industriale è che di produzione di acciaio primario ce ne sarà ben poco”.

Redazione