Attualità - 21 aprile 2026, 09:19

Chiusura della ‘Alfieri’ a Multedo, parla la preside: “Abbiamo fatto tutti gli sforzi per salvare la scuola”

La dirigente scolastica Donatella Baisi: “Non sapremo sino a fine luglio se avremo il personale per poter garantire il servizio. Ho dovuto prospettare tutte le eventualità. Le due priorità sono: compattezza del gruppo classe e continuità didattica. Per le famiglie mettiamo a disposizione il servizio di accompagnamento da e per la scuola per due anni, a costo zero per le famiglie”

La scuola elementare Alfieri di Multedo

“È falso che voglia chiudere la scuola. Al contrario, abbiamo fatto e stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per evitare questa scelta. A nessuno di noi fa piacere questa situazione”. Donatella Baisi, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Sestri, interviene in merito alle prospettive di chiusura della scuola primaria ‘Alfieri’ di Multedo

Racconta la propria versione, i ripetuti colloqui con le famiglie, le continue interlocuzioni sia con l’Ufficio Scolastico Regionale che con l’assessora alle Politiche Scolastiche del Comune di Genova, nelle persone rispettivamente di Alessandro Clavarino e Rita Bruzzone. Illustra le varie soluzioni messe in campo e non nasconde una certa amarezza “per alcune critiche ingiuste che ho letto e sentito e per alcune inesattezze che sono state dichiarate sull’operato della scuola e mio”

La dirigente scolastica ripercorre la storia sin dall’inizio: “Non è il primo anno che non si riesce a formare la prima classe alla ‘Alfieri’, ma stavolta avevamo un po’ più di speranze rispetto al passato. I bambini residenti nella zona di competenza della scuola (un tempo si diceva ‘da stradario’, ndr) erano otto, poi abbiamo organizzato alcuni open day molto partecipati. Come IC Sestri abbiamo messo in campo le nostre migliori risorse per promuovere la ‘Alfieri’ e per spingere le iscrizioni. C’erano delle famiglie interessate ma, al momento di tirare le somme, non siamo riusciti ad andare oltre alle otto persone di partenza. Con questi numeri, formare la prima classe era impossibile. Così, espletando un preciso compito della scuola, abbiamo accompagnato queste otto famiglie che si erano iscritte a scegliere un’altra collocazione”.

Per quanto riguarda ciò che rimaneva della ‘Alfieri’, lo scorso settembre sono partite la terza classe e la quinta classe. La quinta terminerà il suo ciclo a giugno, lasciando la sola terza nel plesso (a settembre 2026 diventerà la futura quarta). Si può o non si può tenere aperta la scuola per una sola classe? 

La dirigente scolastica spiega con chiarezza come stanno le cose: “Partiamo da un presupposto. Le famiglie dicono di aver ricevuto la ‘promessa’ che la scuola sarebbe rimasta aperta anche con una sola classe. Nessuno ha mai fatto questa promessa. Io non l’ho fatta e non l’ha fatta neppure l’Ufficio Scolastico Regionale. Avevo a suo tempo spiegato alle famiglie e ribadito anche ora che non ci sono ragioni amministrative per chiudere la scuola, non c’è una norma che dica ‘se resta solo una classe la scuola chiude’. Le scuole nella propria autonomia possono decidere di tenere un plesso aperto anche con una classe se hanno le risorse per farlo, ovviamente. Però l’autonomia finisce dove finiscono le risorse”. 

Il calcolo del fabbisogno di collaboratori scolastici “è un algoritmo che tiene conto di vari fattori: il numero dei plessi, il numero delle iscrizioni, la quantità di classi. Già lo scorso anno siamo andati in sofferenza, e poi siamo riusciti a integrare il personale facendo ulteriori richieste. Per il prossimo anno scolastico non c’è ancora il quadro. Lo avremo a luglio. Sarà in quel periodo che realmente capiremo se ci sarà modo di tenere aperta la ‘Alfieri’ o meno. Ma, in questa situazione, non potevo certo aspettare luglio per dire alle famiglie della terza quale sarebbe stato il loro destino. E ho iniziato a prospettare tutte le eventualità: compresa quella della scelta dolorosa di dover chiudere la ‘Alfieri’ per mancanza di collaboratori scolastici, spostando la classe presso la primaria ‘Carducci’. In sintesi: se a fine luglio avremo il personale, la scuola ‘Alfieri’ andrà avanti almeno per un altro anno ancora. Diversamente, dovremo spostare la classe alla ‘Carducci’. Questo è stato ciò che ho detto ai genitori”. 

Lo spostamento riguarderebbe quattordici alunni. “Noi - afferma Donatella Baisi - siamo disposti a venir incontro alle famiglie in tutti i modi. Le priorità sono due: la compattezza del gruppo classe e la continuità didattica. Riuscire a centrare entrambe è il nostro obiettivo. A oggi, dopo interlocuzioni dei giorni scorsi, abbiamo la certezza di poter garantire un servizio di accompagnamento da e verso Multedo per tutti i giorni dell’anno scolastico, con l’utilizzo dei mezzi pubblici. Questo servizio sarebbe a costo zero per le famiglie, perché la scuola, proprio in virtù della propria autonomia, utilizza le proprie risorse a favore delle famiglie dell’Alfieri. Questo vale per i prossimi due anni. Ho anche manifestato alle famiglie la possibilità di modificare l’orario di ingresso e uscita da scuola qualora ce ne fosse bisogno: possiamo partire con le lezioni alle 8,30 e terminare alle 16,30. C’è la massima disponibilità da parte della dirigenza e delle insegnanti. Alla ‘Carducci’, inoltre, ci sono moltissime attività extracurricolari a cui anche i bambini della ‘Alfieri’, se lo vorranno, potranno partecipare”.

La dirigente vuole rispondere anche su un altro punto: “È stato detto dalle famiglie che abbiamo formato quattro prime alla ‘Carducci’ e che avremmo potuto distribuire le iscrizioni in modo da non perdere una prima alla ‘Alfieri’. Ma questo non ce lo permette la legge. Se le famiglie, al momento della iscrizione, opzionano la ‘Carducci’ e io alla ‘Carducci’ ho gli spazi per poter allestire le classi, devo garantire il servizio. Diverso sarebbe stato se non avessi avuto gli spazi, ma non è questo il caso. Noi possiamo solamente offrire le migliori condizioni agli alunni e alle famiglie della ‘Alfieri’ nell’ipotesi in cui non si possa tenere aperta la scuola”. 

Quel che è certo, invece, “è che non cercheremo più di formare la prima classe. Questo perché non voglio trovarmi nuovamente in questa situazione. Non è giusto verso le famiglie: proporre un servizio e poi non sapere se lo si potrà mantenere per i prossimi cinque anni. Anche se si dovesse riuscire a fare la prima classe il prossimo anno, che cosa succederà in quelli successivi? I numeri del calo demografico che ci sono arrivati proprio di recente sono abbastanza eloquenti e non ci consentono di fare altre scelte. Capisco i ragionamenti fatti con il cuore, ma poi bisogna non prendere in giro le persone. Chiudere una scuola è sempre una sconfitta. Non si pensi che faccia piacere e, soprattutto, non si pensi che c’è un pregiudizio contro la ‘Alfieri’, perché questo è completamente errato”.