Nasce la Rete Italiana delle Città Circolari, iniziativa promossa dal Comune di Genova insieme a Italia Circolare, che riunisce le amministrazioni italiane dei capoluoghi di provincia impegnate nella transizione verso modelli urbani circolari, sostenibili, resilienti e inclusivi. La presentazione ufficiale si è svolta durante la sessione istituzionale inaugurale del Circular City Forum 2026, introdotta dalla sindaca di Genova, Silvia Salis, evento nazionale dedicato all’economia circolare e alla generazione di valore nei contesti urbani.
«Il confronto di oggi ha confermato che la sfida della sostenibilità urbana si gioca prima di tutto nelle città, cioè nei luoghi in cui si concentrano popolazione, attività economiche, infrastrutture, consumi e bisogni sociali – ha dichiarato la sindaca di Genova, Silvia Salis – governare questa complessità in chiave circolare, per noi, significa fare della sostenibilità un criterio di amministrazione: nella pianificazione urbana, nel ciclo dei rifiuti, nella transizione energetica, nel rapporto tra porto e città, nell’innovazione dei servizi pubblici e nella capacità di misurare con serietà l’impatto delle scelte che compiamo. Genova vuole portare dentro questo percorso un contributo solido, fatto di strumenti, progetti e collaborazione istituzionale, con l’idea che una città più sostenibile debba essere anche più efficiente, attrattiva e giusta».
A introdurre i contenuti dell’iniziativa sono stati Silvia Pericu, assessora all’Ambiente, Ciclo dei Rifiuti, Sostenibilità ed Economia Circolare del Comune di Genova, e Paolo Marcesini, direttore di Italia Circolare, partner del progetto. Gli interventi di Elisabetta Salvatori, responsabile della Sezione Soluzioni Integrate e Nature-based per la Rigenerazione Urbana di ENEA, Claudia Brunori, vicepresidente ICESP, e Andrea Accorigi, project manager e technical leader della Circular Cities and Regions Initiative, hanno sottolineato il ruolo centrale della rigenerazione urbana come leva di sviluppo per comunità e territori.
«La nascita della Rete delle Città Circolari segna un passaggio che va oltre la semplice condivisione di esperienze virtuose – spiega Silvia Pericu, assessora ad ambiente ed economia circolare del Comune di Genova –, è il tentativo concreto di costruire una grammatica comune con cui le città italiane possano leggere, progettare e governare la transizione ecologica. Non si tratta solo di “fare meglio”, ma di imparare a fare insieme, in modo più coerente, misurabile e trasformativo. Genova porta in questo percorso la propria identità di città complessa, portuale e industriale, abituata a confrontarsi ogni giorno con flussi materiali ed energetici che la attraversano e la definiscono. Proprio questa natura ci insegna che la circolarità non è uno slogan, ma un modo diverso di organizzare le relazioni tra economia, territorio e qualità della vita. La sfida che abbiamo davanti è passare dalla somma di buone pratiche alla costruzione di sistemi. In questo la Rete è fondamentale perché consente di condividere dati, strumenti e responsabilità, superando la frammentazione e costruendo una capacità amministrativa più solida e condivisa anche attraverso infrastrutture digitali e metriche comuni di valutazione. Ma la circolarità non è solo una questione tecnica, è anche sociale e culturale. Significa ripensare i modelli di consumo, rafforzare la coesione delle comunità e rendere le politiche pubbliche più accessibili e comprensibili per i cittadini, che sono i primi attori di questo cambiamento. In questo senso, la Rete non è un luogo di adesione formale, ma un’infrastruttura di lavoro e responsabilità collettiva. Genova vi partecipa con convinzione, mettendo a disposizione esperienze e aprendosi al confronto, con l’obiettivo di contribuire a trasformare la transizione circolare in una politica urbana concreta, stabile e misurabile nei suoi effetti sui territori».
All’incontro hanno partecipato i Comuni di Roma, Firenze, Torino, Napoli, Parma, Aosta, Pavia, Livorno, Imperia, Perugia, Lodi, Mantova, Verona, Lucca e Capannori. Quest’ultimo rappresenta l’unico Comune non capoluogo coinvolto e costituisce un progetto pilota della Circular Cities and Regions Initiative (CCRI), promossa dalla Commissione Europea per supportare città e regioni nella transizione verso modelli circolari.
«Le città sono organismi vivi – dichiara Paolo Marcesini, direttore di Italia Circolare –: consumano risorse globali, sono responsabili della maggior parte delle emissioni di CO₂ del pianeta, producono scarti, si muovono, si scaldano e si raffreddano, si alimentano, condividono, scelgono, e lo fanno seguendo ritmi sempre più intensi. La crescita delle città è un fenomeno strutturale e irreversibile. Governarle in chiave circolare significa trasformare il loro impatto ambientale e sociale in un’opportunità di innovazione, competitività e sviluppo sostenibile. L’economia circolare crea un paradigma strategico capace di incidere in modo sistemico sui flussi di materia, energia e valore economico. La crescita urbana è un dato strutturale. La gestione circolare delle città è una scelta strategica. In questo percorso, le amministrazioni comunali italiane hanno un compito decisivo: sono il livello istituzionale più vicino ai cittadini e possono attivare cambiamenti reali nei modelli di consumo, gestione delle risorse e servizi urbani. Per questo, stare in Rete è una grandissima opportunità: condividere esperienze, soluzioni e visioni consente di accelerare il cambiamento e renderlo più efficace. Come Italia Circolare, insieme alla rete delle città circolari, crediamo che proprio dai territori possa partire un cambiamento sistemico, capace di trasformare le città in luoghi più resilienti, inclusivi e sostenibili».
L’iniziativa si inserisce in un contesto globale in cui le aree urbane rappresentano il principale ambito di trasformazione: attualmente il 55% della popolazione mondiale vive in città, quota destinata a raggiungere il 68% entro il 2050. Pur occupando meno del 3% della superficie terrestre, i sistemi urbani generano circa il 70% delle emissioni globali di CO₂ e oltre il 60% dei consumi energetici (fonte: Nazioni Unite).
LA RETE DELLE CITTÀ CIRCOLARI: UN PROGETTO CONDIVISO PER ACCELERARE LA TRANSIZIONE
La Rete delle Città Circolari nasce con l’obiettivo di strutturare uno spazio stabile di collaborazione tra amministrazioni, favorendo il coordinamento delle politiche pubbliche e la condivisione di strumenti operativi dedicati all’economia circolare. Tra le principali linee di intervento:
- raccolta, valorizzazione e diffusione di buone pratiche a livello nazionale e internazionale;
- attivazione di sinergie tra città su filiere strategiche e ambiti di innovazione;
- sviluppo di una piattaforma per la raccolta e l’analisi dei dati, utile a rafforzare il posizionamento della circolarità nel dibattito pubblico e nei processi decisionali;
- facilitazione dell’accesso a risorse, progettualità e partnership a livello nazionale ed europeo;
- promozione del coinvolgimento attivo delle comunità locali.
La Rete si configura come un’infrastruttura collaborativa costruita a partire da esperienze già avviate in diversi contesti urbani e dal confronto tra amministrazioni. In questo ambito, Genova contribuisce mettendo a disposizione il percorso sviluppato con il progetto C-City – Genova Città Circolare, avviato nel 2021 nell’ambito dell’Action Plan Genova 2050 e riconosciuto tra le buone pratiche europee nel campo dell’economia circolare.
Nei prossimi mesi sarà avviata la fase di definizione degli strumenti operativi e della governance, con l’obiettivo di consolidare un metodo di lavoro condiviso e partecipato. Il percorso prevede la costruzione di un modello di coordinamento tra le città aderenti, la realizzazione di una piattaforma digitale nazionale per la raccolta, condivisione, comunicazione e monitoraggio delle buone pratiche, e la redazione del Manifesto delle Città Circolari, documento identitario per orientare le politiche urbane. Parallelamente saranno attivati gruppi tematici sui principali ambiti della circolarità, sviluppate collaborazioni con imprese, università e centri di ricerca, e promosse iniziative di comunicazione e coinvolgimento dei cittadini.
La nascita della Rete rappresenta un passaggio significativo per rafforzare la capacità delle amministrazioni italiane di affrontare in modo coordinato la transizione ecologica. L’integrazione di competenze, esperienze e progettualità consente di accelerare i processi di innovazione e generare impatti concreti sul piano economico, ambientale e sociale. L’adesione alla Rete si configura quindi come un’opportunità per partecipare a un ecosistema collaborativo orientato alla creazione di valore misurabile nei territori.
CIRCOLARITÀ, INNOVAZIONE, ATTRATTIVITÀ: DRIVER DI SVILUPPO DEL BUSINESS CIRCOLARE
La seconda sessione della giornata, dedicata ai driver di sviluppo del business circolare, è stata aperta dal vicesindaco Alessandro Terrile ed è proseguita con un focus incentrato sulle imprese e, in particolare, sulle eccellenze presenti a Genova: a confrontarsi Ansaldo Energia, Gruppo EcoEridania, City Green Light, Timossi Beverage & Food Solution, Intesa Sanpaolo Innovation Center, ReLife Group, Iren Ambiente, Amiu e Italmatch Chemicals.
CITTÀ, INDUSTRIA E AMBIENTE COME SISTEMI INTEGRATI
Materiali, acqua, infrastrutture verdi sono considerati come elementi interconnessi di un unico ecosistema urbano. L’obiettivo è promuovere modelli di sviluppo capaci di coniugare sicurezza energetica, efficienza nell’uso delle risorse, resilienza climatica e inclusione sociale, superando approcci settoriali e favorendo una visione integrata delle città del futuro.
Di tutto questo si è parlato nella sessione pomeridiana, con un primo focus dedicato al progetto CE-PRINCE, finanziato dal programma europeo Interreg Central Europe e finalizzato a promuovere l’economia circolare attraverso l’implementazione del Green Public Procurement (GPP), ovvero gli appalti pubblici verdi, che ha per capofila la Regione Liguria e come partner la Camera di Commercio di Genova.
In conclusione, un secondo momento di approfondimento sull’ambiente costruito realizzato in collaborazione con Ance e gli ordini degli Architetti e degli Ingegneri della provincia di Genova, in cui si è parlato di progettazione in ottica circolare e di gestione idrica, riuso e adattamento climatico.