Ogni martedì uno spazio per raccontare l’impegno, le storie e i volti di chi, ogni giorno, si mette al servizio degli altri: con la nuova rubrica 'Buone Azioni', vogliamo dare voce alle associazioni, alle cooperative sociali, ai gruppi di volontari e a tutti coloro che costruiscono solidarietà sul territorio, spesso lontano dai riflettori ma con un impatto concreto nella vita delle persone. La rubrica sarà un viaggio settimanale nel cuore del Terzo Settore, per conoscere chi fa la differenza e capire come ciascuno può contribuire, anche con un piccolo gesto.
'Il sogno di Tommi' nasce dal dolore, ma cresce ogni giorno nella gioia della speranza. Dal 2008, anno della sua fondazione, Anna e Gianni hanno deciso di dare un senso alla loro sofferenza dopo la perdita di un figlio, per aiutare altri genitori che, come loro, hanno affrontato e affrontano l'esperienza della malattia.
Chiara Lugaro, tra le anime dell'associazione, e l'educatrice Isabel Olivares raccontano una storia fatta di libri che viaggiano, di volontari che accompagnano le famiglie nei loro spostamenti e di un'accoglienza che non si ferma davanti alla malattia.
"Inizialmente ci siamo appoggiati ad altre realtà come A.Ge. Genova Genitori, A.B.E.O. Liguria e Cilla, finché non siamo riusciti a camminare sulle nostre gambe: avevamo raccolto i bisogni delle famiglie con i figli pazienti del Gaslini e volevamo dare loro risposte concrete". L'obiettivo è rendere l'ospedalizzazione "un pochino più leggera": per farlo, nel corso degli anni si sono avvicendati numerosi progetti. Su tutti, la biblioteca all'interno della struttura pediatrica di Quarto, l'unico punto di lettura per i bambini dentro l'ospedale. Qui vengono accolti i piccoli che, tra un esame e l'altro, cercano una storia in cui tuffarsi. Le regole dell'ospedale, tuttavia, impongono modalità particolari. "Non possiamo fare il prestito per questioni igieniche" chiarisce Isabel. "Se i libri vengono maneggiati solo da volontari o educatori è un conto, ma non possono essere lasciati in reparto. Per questo è nato il servizio Dona Libro: se un bambino sceglie un volume e lo porta con sé, il libro resta suo, glielo regaliamo".
Per alimentare questo circolo virtuoso, l'associazione si affida a donazioni, case editrici e una wishlist online. "Abbiamo circa 2.700 testi, dai classici agli albi illustrati, fino ai libri muti, i cosiddetti silent books, preziosi per i bambini che non parlano italiano, e ai libri tattili e sonori per chi ha disabilità cognitive o emotive importanti". La biblioteca ospita anche una piccola area dedicata ai genitori, "che non vanno dimenticati, perché stanno in ospedale 24 ore su 24".
Il progetto più ambizioso riguarda la lettura ad alta voce nel reparto di riabilitazione. "Rileviamo il benessere che porta la lettura: c'è un prima e un dopo. L'idea è inserirla in cartella clinica, proprio come la musicoterapia". Al momento delle dimissioni, ai piccoli pazienti viene consegnata una vera e propria "ricetta di lettura": un suggerimento per continuare a curare l'anima anche a casa.
La biblioteca è aperta tutti i giorni, due ore al mattino e due al pomeriggio, compatibilmente con la disponibilità dei volontari, che non sono mai abbastanza. "A volte capita che non venga nessuno, ma vogliamo essere sempre qui a disposizione: se anche un solo bambino ci raggiunge, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo". Oltre ai libri, c'è una sezione dedicata ai giochi di società e tanti tavoli dove sedersi e vivere qualche momento al di fuori del reparto.
Il supporto non si ferma ai libri. Attraverso la Tommi Car, i volontari offrono il servizio "Al Volante per un Sogno": gli autisti vanno a prendere le famiglie in aeroporto, al porto o in stazione e le portano nelle case di accoglienza o in ospedale. È un servizio gratuito, attivo 365 giorni l'anno, fondamentale per chi arriva da lontano per cure a lungo termine. "Anche durante il viaggio doniamo dei libretti ai bambini, così la biblioteca viaggia con loro" racconta Chiara. Prima della pandemia i trasporti venivano effettuati dai volontari con le proprie auto, una pratica che non è mai più stata ripresa.
L'impegno dell'associazione non si limita all'ospedale: sono attivi anche laboratori nelle case di accoglienza per le famiglie dei pazienti lungo degenti e interventi di educativa domiciliare per i bambini con una lunga storia di ospedalizzazione, accompagnati anche nel delicato rientro a casa.
Chi sceglie di dedicare il proprio tempo al Sogno di Tommi deve possedere un requisito fondamentale: l'empatia. "In ospedale bisogna saper entrare in punta di piedi. Il segreto è vedere il bambino e non la sua malattia: che abbia un fazzoletto in testa o una flebo al braccio, resta prima di tutto un bambino". Per questo vengono regolarmente organizzati momenti di formazione dedicati ai volontari, alcuni dei quali aiutano anche nella catalogazione, nel mettere le etichette, nelle pulizie, ciascuno secondo le proprie attitudini ed esigenze.
Il sostegno economico arriva principalmente da bandi, dal 5×1000 e da eventi comunitari, come le cene sociali in cui cucinano e servono ai tavoli gli uomini dell'associazione. I piatti sono una certezza: cappon magro e stoccafisso.
Nonostante la crescita costante, l'obiettivo resta farsi conoscere ancora di più. "Sarebbe bello trovare nuovi sostenitori: sappiamo che non è facile, ma ci proviamo. Siamo cresciuti tantissimo da quando siamo partiti - conclude Chiara - e continuiamo a farlo seguendo i tempi fisiologici, con gioia e metodo".