Arriva la replica della Cooperativa San Carlo Onlus dopo le criticità segnalate nei giorni scorsi sulla gestione dei Centri di Accoglienza Straordinari (CAS) a Genova, tra stipendi non pagati e difficoltà nei servizi.
In una nota ufficiale, la cooperativa respinge “ogni ricostruzione fuorviante”, rivendicando la correttezza del proprio operato e ricostruendo una versione dei fatti differente rispetto a quella emersa dalle denunce sindacali.
“Da oltre 25 anni operiamo nel settore socio-assistenziale garantendo servizi efficienti e regolari, senza rilievi, anche nei rapporti con altre Prefetture sul territorio nazionale”, si legge nel comunicato. “Anche a Genova, fino all’inizio del 2026, la gestione dei centri si è svolta senza criticità e in costante collaborazione con gli uffici prefettizi”.
Secondo la cooperativa, le difficoltà sarebbero emerse solo tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, “a seguito dell’improvvisa interruzione dei pagamenti da parte della Prefettura, mai motivata”. Una situazione che avrebbe generato “una grave esposizione finanziaria pari a circa 2 milioni di euro, di cui oltre 730 mila relativi a fatture già emesse”.
La onlus sottolinea inoltre che, per parte delle somme, sarebbe stato già emesso il Certificato di Regolare Esecuzione, “circostanza che avrebbe dovuto condurre a rimesse rapide, ma ciò non è avvenuto”.
“Nonostante ripetuti tentativi di chiarimento, non abbiamo ricevuto risposte concrete – prosegue la cooperativa – e ci è stato immotivatamente negato l’accesso alla documentazione relativa ai pagamenti”.
Da qui la posizione netta: “Le attuali criticità non sono in alcun modo riconducibili a inadempienze della cooperativa, ma esclusivamente al mancato pagamento delle spettanze dovute”.
Nel comunicato viene inoltre chiarita la questione del commissariamento, tema emerso nel dibattito pubblico. “L’affermazione secondo cui la cooperativa sarebbe stata commissariata è fuorviante: il provvedimento della Prefettura – che contestiamo – ha riguardato unicamente la gestione di taluni contratti e non l’ente nel suo complesso”.
“La gestione della cooperativa - viene precisato - resta affidata al Consiglio d’amministrazione, che continua a operare con pienezza di poteri”.
Infine, la cooperativa annuncia di aver già attivato i propri legali: “Il provvedimento verrà contestato davanti all’Autorità giudiziaria e sarà richiesto l’accesso ai documenti contabili, fatta salva ogni ulteriore iniziativa ritenuta opportuna”.