Cronaca - 23 aprile 2026, 15:27

Voto di scambio, resta l’aggravante mafiosa per Maurici e i gemelli Testa: udienza rinviata al 5 giugno

Nel filone bis dell’inchiesta sulla corruzione elettorale legata alle regionali 2020, il gup dispone il rinvio per ridefinire alcune posizioni. Niente messa alla prova per gli imputati con aggravante mafiosa: possibile strada del patteggiamento, altrimenti si va verso la decisione sul rinvio a giudizio

È stata rinviata al 5 giugno l’udienza preliminare nell’ambito del procedimento per corruzione elettorale legato al filone bis dell’inchiesta che nella primavera del 2024 aveva coinvolto i vertici della Regione Liguria, con l’arresto dell’allora presidente Giovanni Toti, dell’imprenditore Aldo Spinelli e dell’ex presidente dell’Autorità di sistema portuale Paolo Emilio Signorini.

La decisione è stata assunta dal gup del tribunale di Genova Giorgio Morando, alla luce della necessità di ridefinire le posizioni di alcuni imputati. Il rinvio riguarda in particolare i gemelli Arturo Testa e Angelo Testa e l’ex sindacalista Venanzio Maurici, nei cui confronti i pm Federico Manotti e Luca Monteverde contestano l’aggravante mafiosa.

Proprio la presenza di questa aggravante esclude la possibilità di accedere alla messa alla prova, richiesta dai difensori e respinta dalla procura. Da qui il rinvio dell’udienza, che servirà anche a consentire alle parti di valutare eventuali soluzioni alternative, come il patteggiamento.

In assenza di accordi, il procedimento proseguirà con la discussione davanti al giudice dell’udienza preliminare e con la possibile decisione sul rinvio a giudizio.

L’inchiesta riguarda il presunto voto di scambio alle elezioni regionali del 2020 e coinvolge, tra gli altri, anche l’ex capo di gabinetto della Regione Liguria Matteo Cozzani, l’ex consigliere regionale Stefano Anzalone, l’ex consigliere comunale Umberto Lo Grasso e il segretario generale del porto di Genova Paolo Piacenza.

Il rinvio si inserisce nel quadro delle decisioni già assunte nelle precedenti udienze preliminari, tra cui quelle sulle costituzioni di parte civile dei ministeri, e rappresenta un passaggio tecnico nella definizione del percorso processuale, in particolare per le posizioni aggravate dalla contestazione mafiosa. Gli indagati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Maurizio Barabino, Pietro Bogliolo, Massimo Ceresa Gastaldo, Fabiana Cilio, Mario Iavicoli, Giulia Liberti, Maurizio Mascia, Emanuele Olcese, Celeste Pallini e Gennaro Velle.

Redazione