Attualità - 24 aprile 2026, 13:02

Salute mentale, l’allarme della UIL Liguria: “Sistema sotto pressione, servono più servizi sul territorio”

Il quadro regionale: alta presa in carico ma ricorso ancora elevato a ricoveri e pronto soccorso

UIL Liguria richiama con forza l’attenzione sul tema della salute mentale, su un sistema sempre più sotto pressione. A evidenziarlo sono i dati contenuti nel Rapporto 2024 del Ministero della Salute e nella nota di sintesi diffusa dalla UIL nazionale, che descrivono una domanda in costante crescita e forti squilibri territoriali.

A livello nazionale, nel 2024, sono stati 845.516 gli utenti assistiti dai servizi specialistici di salute mentale, di cui 272.497 nuovi casi entrati in contatto con i Dipartimenti di Salute Mentale nel corso dell’anno. Un fenomeno che interessa in misura maggiore le donne e che colpisce soprattutto la popolazione adulta, con un’incidenza significativa di disturbi depressivi e situazioni di fragilità sociale e lavorativa.

In Liguria il quadro appare ancora più marcato. La regione registra infatti il valore più alto d’Italia per prevalenza degli utenti trattati: 447,2 ogni 10.000 abitanti adulti, contro una media nazionale di 171,9. Anche il dato dei nuovi utenti risulta quasi doppio rispetto al resto del Paese, con 100,1 casi ogni 10.000 abitanti contro i 55,4 della media italiana. Numeri che, secondo il sindacato, evidenziano un bisogno di cura particolarmente elevato e non più affrontabile con interventi frammentari.

L’analisi mette in luce una situazione fatta di luci e ombre. Da un lato, la Liguria può contare su una dotazione di personale nei Dipartimenti di Salute Mentale superiore alla media nazionale – 89,5 operatori ogni 100.000 abitanti contro 66,2 – e su una spesa pro capite più alta, pari a 101 euro rispetto ai 75,2 italiani. Dall’altro lato, però, il numero di strutture psichiatriche territoriali resta inferiore alla media (1,8 contro 2,2), mentre si registrano livelli elevati di accessi al pronto soccorso per motivi psichiatrici (13,7 per 1.000 abitanti contro 12,7), dimissioni dai reparti di psichiatria (29,7 contro 18,7 ogni 10.000 abitanti) e riammissioni entro 30 giorni (15,2% contro 14,3%).

Un quadro che, secondo la UIL Liguria, conferma come la domanda continui a gravare in modo significativo sui servizi, rendendo necessario un salto di qualità nella rete territoriale e nella continuità assistenziale.

“Questi dati ci dicono che la Liguria non può permettersi di considerare la salute mentale un tema secondario. Nella nostra regione emerge una domanda di cura altissima, superiore a quella media nazionale, e questo deve tradursi in una scelta politica chiara: rafforzare i servizi territoriali, investire sul personale, consolidare i Centri di Salute Mentale, i servizi domiciliari e i percorsi di presa in carico continuativa, evitando che il ricorso al pronto soccorso e al ricovero diventi la risposta ordinaria a un bisogno che invece va intercettato prima e accompagnato meglio”, dichiarano Giovanni Bizzarro, segretario confederale UIL Liguria, e Milena Speranza, segretaria generale UIL FP Liguria.

“Colpisce anche il fatto che la Liguria, pur avendo una spesa pro capite e una dotazione di personale superiori alla media, presenti ancora una rete territoriale non adeguata rispetto alla pressione reale che grava sui servizi. Questo significa che bisogna intervenire non solo sulle risorse, ma anche sull’organizzazione, sull’equilibrio tra territorialità, residenzialità e risposta all’urgenza, e sulla piena integrazione tra sanitario e sociale. La salute mentale deve diventare una priorità strutturale delle politiche regionali”.

Per il sindacato si rende quindi necessario aprire una nuova fase di rafforzamento del sistema, in linea con le indicazioni della UIL nazionale: più psicologi, educatori e assistenti sociali, potenziamento dei servizi di prossimità, maggiore continuità assistenziale dopo le dimissioni, interventi di prevenzione nei luoghi di lavoro e standard di tutela uniformi, per garantire concretamente il diritto alla salute mentale a tutta la popolazione.

Redazione