“Le divergenze tra Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e i terminalisti non possono che avere valore inferiore rispetto alle legittime aspettative dei cittadini in merito al fatto che lo sviluppo portuale avvenga in maniera sostenibile e compatibile con il tessuto urbano, garantendo l’equilibrio tra porto e città e impedendo che lo sviluppo di uno avvenga a danno dell’altro”.
A sostenerlo è la mozione avente per oggetto ‘Futuro della Piattaforma Portuale di Pra’’ che è stata presentata dai gruppi di maggioranza all’ultimo Consiglio Municipale del VII Ponente e che è stata votata dalla stessa maggioranza con l’astensione dei gruppi di opposizione, che avevano chiesto di rinviare perché fossero esaminati meglio alcuni loro emendamenti.
Il documento passato con i voti del centrosinistra, che fa il paio con analoga mozione votata nelle scorse settimane dal Consiglio Comunale (in questo caso all’unanimità), porta la firma dei capigruppo proponenti: Flavio Anglana del Partito Democratico, Luisa Maria Zunino della Lista Silvia Salis Sindaca, Carlo Calcagno di Alleanza Verdi e Sinistra, Flavio Bernucci del Movimento 5 Stelle.
Secondo la maggioranza in Consiglio Municipale, è necessario che il presidente del VII Ponente, Matteo Frulio, e la Giunta Municipale si facciano “portavoce delle posizioni sopra espresse nelle sedi preposte e sostengano con forza la richiesta da parte della Civica Amministrazione di un tavolo permanente con Autorità di Sistema Portuale, al fine di ottenere un maggiore coinvolgimento e un dialogo costante”.
L’episodio che ha fatto scatenare le mozioni in Consiglio Comunale e in Consiglio Municipale è la trasferta recente a Singapore, sede di Psa Authority, che gestisce il porto container di Pra’, da parte del presidente dell’Autorità Portuale genovese, Matteo Paroli, e del viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi. Lì è stata siglata un’intesa per oltre un miliardo di dollari di investimenti da parte di Psa sul porto di Genova, ma tutto questo è avvenuto senza la minima condivisione con le amministrazioni locali, né comunale né municipale, come più volte denunciato su ‘La Voce di Genova’ dal presidente Frulio.
Ecco allora che, alla luce di questo episodio, si chiede di cambiare atteggiamento. E lo si chiede in maniera chiara. La mozione del Consiglio Municipale ribadisce un concetto inequivocabile: “Il Rio San Giuliano a Ponente e il Sesto Modulo a Levante sono da considerarsi come limiti invalicabili del Bacino Portuale di Pra’. Il Municipio VII Ponente, dove è sita la piattaforma portuale di Pra’, la principale per scalo contenitori, si è da sempre battuto per rendere effettiva la convivenza tra città e porto. Negli anni si è sempre lavorato, attraverso documenti e proposte, con l’obiettivo ultimo di rendere la convivenza tra città e porto non conflittuale, bensì utile all’intera comunità, dimostrando sempre la totale e massima disponibilità al confronto”.
Alla luce dell’incontro dello scorso 25 febbraio a Singapore, secondo i consiglieri municipali, “è lecito suppore che il motore dietro a questa iniziativa risieda soprattutto nella volontà di appianare contrasti tra i terminalisti e che l’offerta di espansione degli spazi operativi nel terminal di Pra’ risponda ad una logica compensativa per la rinuncia alla concessione del terminal Sech e dei ricorsi sulla concessione di Ponte Etiopia. Ma non c’è la disponibilità a parlare di espansioni degli spazi operativi del Bacino Portuale di Pra’, peraltro senza prima conoscere quali saranno gli sviluppi che andranno a interessare il Porto di Genova. I contenuti di un Protocollo d’Intesa firmato da un ente pubblico, AdSP, e dal Governo devono essere condivisi con le istituzioni locali e con il territorio. È lecito presupporre che tali livelli di investimento annunciati per mezzo stampa relativi al Protocollo siano accompagnati da un piano, o da una bozza di piano industriale di pianificazione e di progetti di modifica e che anche questi avrebbero dovuti essere condivisi con il territorio e con le istituzioni locali, prima ancora che resi noti”.
La conclusione è che “è imprescindibile un coinvolgimento della Civica Amministrazione e del Municipio VII Ponente, in virtù del suddetto principio di convivenza città-porto, i quali devono essere coinvolti e deve essere data loro voce in questioni così dirimenti”.