Attualità - 25 aprile 2026, 09:59

I più ricchi vivono fra Pieve Ligure, Bogliasco e Camogli. Portofino caso eccezionale: il reddito medio sfiora 66 mila euro

I dati del Ministero dell'Economia su redditi e contribuenti. Genova in linea con la media provinciale, fissata a 27.163 euro. In fondo classifica le valli del Tigullio interno

A Pieve Ligure, poco più di milleottocento contribuenti dalla collina al mare, il reddito medio dichiarato è di 38.222 euro. A Borzonasca scende a 20.501. Fra i due ci sono quasi diciottomila euro di differenza per contribuente, nella stessa provincia di Genova. Sono i numeri che emergono dalle statistiche pubblicate di recente dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia, relative alle dichiarazioni Irpef presentate nel 2025 per l'anno d'imposta 2024. La provincia di Genova, con 669 mila soggetti della fiscalità distribuiti su 67 comuni, conferma il proprio primato regionale: il reddito medio provinciale è di 27.163 euro, oltre cinquemila in più rispetto a Imperia, e il dato più alto della Liguria.

In testa alla classifica provinciale c'è però un'anomalia, anzi un'eccezione nazionale: Portofino, con i suoi 305 contribuenti, dichiara un reddito medio di 65.836 euro. Una cifra che, se il borgo fosse un comune di taglia ordinaria, lo collocherebbe ai vertici nazionali, davanti alla milanese Basiglio (che guida il podio della classifica italiana). Il dato è un classico caso di anomalia statistica: in un comune con poche centinaia di contribuenti, basta la residenza fiscale di pochi grandi dichiaranti (anche uno solo) per far schizzare la media verso l'alto. A Lajatico, in provincia di Pisa, la residenza di Andrea Bocelli ha trainato il dato comunale al secondo posto in Italia. Lo stesso schema lo troviamo a Portofino dopo che Pier Silvio Berlusconi ha trasferito la propria residenza nel borgo, lasciando la storica dimora di Castello Paraggi e spostando redditi e patrimoni insieme alla famiglia.

Tolto il "caso Portofino", la classifica dei comuni più ricchi del Genovesato è la mappa quasi precisa della cintura costiera di pregio attorno al capoluogo. In testa Pieve Ligure (38.222 euro), seguita da Bogliasco (34.825), Zoagli (34.783), Camogli (34.393) e Arenzano (34.114). Più indietro, ma sempre saldamente sopra i trentamila euro, Sori (33.024) e Santa Margherita Ligure (31.568). È la fascia costiera che si estende a est di Genova nel Levante metropolitano e nel Tigullio (Bogliasco, Sori, Pieve Ligure, Camogli, Zoagli, Santa Margherita) e a ovest nel Ponente (Arenzano), abitata in certa parte da chi lavora a Genova e da una popolazione di rendita.

Fra le città medio-grandi della provincia, la prima per reddito medio è Chiavari, con 29.207 euro distribuiti su 21.505 contribuenti. Sopra la media provinciale anche Recco (29.062), Cogoleto (27.391) e Genova città, che con 27.192 euro per 469.207 contribuenti si attesta esattamente sul valore provinciale: il capoluogo, da solo, vale il 70% di tutta la base fiscale del Genovesato. Subito sotto la media si collocano Sestri Levante (26.379), Lavagna (26.353), Moneglia (26.146) e Rapallo, che con 22.817 contribuenti dichiara 25.924 euro di reddito medio, un dato più basso di quello che la sua collocazione costiera lascerebbe immaginare.

Le distanze più severe sono nell'entroterra del Tigullio. Fra i comuni della provincia con almeno mille contribuenti, in fondo alla classifica c'è Borzonasca con 20.501 euro, e troviamo anche enti meno popolosi come Ne (20.986), Moconesi (21.661), Cicagna (21.837), Mezzanego (21.839) e San Colombano Certenoli (21.958). È la fascia delle vallate dell'entroterra del Tigullio — Fontanabuona, val Graveglia, val Sturla e alta val d'Aveto — dove si concentrano i redditi più bassi della provincia. Anche l'entroterra immediato del capoluogo, da Bargagli a Torriglia a Davagna, viaggia su valori intorno ai 22-23 mila euro.

C'è poi un dato strutturale che riguarda il capoluogo regionale. A Genova, 6.607 contribuenti dichiarano oltre 120 mila euro l'anno: l'1,41% della popolazione fiscale, contro una media nazionale dello 0,87%. Una quota che colloca la Superba decisamente sopra la media italiana per presenza di redditi elevati, anche se molto distante dai comuni dell'hinterland milanese, dove la stessa percentuale supera spesso il quattro per cento.

Il quadro complessivo della composizione del reddito conferma i tratti strutturali della Liguria, in versione attenuata rispetto al Ponente. Nel Genovesato il reddito da lavoro dipendente vale il 50,3% del reddito complessivo dichiarato; quattro punti sotto la media italiana del 54,4%. Il reddito da pensione si ferma al 32,7%, contro il 30,2% nazionale: lo scarto è di due punti e mezzo, meno marcato che a Savona (34,7%) e Imperia (33,9%). Genova è ancora una provincia di lavoro dipendente, con un peso significativo ma non dominante delle pensioni.

Quello che il Mef restituisce è una provincia in cui il reddito segue con precisione la geografia della costa. Sui crinali del Tigullio costiero e nella cintura suburbana del capoluogo si concentrano i redditi più alti d'Italia dopo l'hinterland lombardo; nelle valli interne, a un'ora di macchina, si scende ai livelli del Mezzogiorno continentale. Il capoluogo, con i suoi 469 mila contribuenti, fa da media perfetta tra i due mondi.