Attualità - 27 aprile 2026, 13:36

Aree industriali, c’è il piano di recupero per 30 siti: pronti incentivi e Puc flessibile

La sindaca Salis annuncia una delibera strategica: "Riutilizziamo spazi obsoleti tra Ponente e Vallate per attirare investimenti privati e creare lavoro a consumo di suolo zero”

Una mappatura precisa di trenta aree dismesse o sottoutilizzate, pronte a diventare il volano per nuovi insediamenti produttivi e logistici. Lo ha annunciato la sindaca di Genova, Silvia Salis, a margine dell’assemblea nazionale di Spediporto, indicando l'imminente approvazione di una delibera di giunta curata dall'assessora all'Urbanistica Francesca Coppola che punta a cambiare il volto industriale della città.

Il progetto si concentra su trenta siti identificati nel Ponente (in particolare Pra' e Sestri Ponente), in Valpolcevera e in Valbisagno. Si tratta di insediamenti industriali dismessi, aree edificabili non sfruttate e immobili pubblici inutilizzati che l'amministrazione intende restituire al mercato. “Si parla di rigenerazione urbana, di consumo suolo zero - ha spiegato la sindaca - tutti elementi che sono importanti negli obiettivi che ci dà l'Europa, ma qua sono essenziali perché lo spazio non c'è, quindi lo spazio va trovato”.

Per rendere appetibili queste aree, il Comune metterà in campo un pacchetto di agevolazioni burocratiche e fiscali. Gli strumenti principali saranno quelli della Zona Logistica Semplificata (ZLS), che prevede incentivi per gli insediamenti nel porto e nel retroporto, e la Legge Regionale 23 del 2018.

La vera novità risiede però nella flessibilità urbanistica: “Sono aree nelle quali useremo anche lo strumento di cambiamento di destinazione del Puc temporaneo, quindi per agevolare ed attirare l'insediamento di chi vuole riutilizzare l'area e rigenerarla”, ha precisato Salis. L’obiettivo è trasformare magazzini obsoleti in spazi moderni destinati allo stoccaggio e, auspicabilmente, al trattamento delle materie prime, garantendo una ricaduta occupazionale diretta sul territorio.

La strategia della giunta punta a risolvere la cronica carenza di spazi in una città compressa tra mare e monti, dove molti volumi non hanno più senso di esistere a causa del calo demografico e delle mutate esigenze produttive. “Un ottimo rapporto tra pubblico e privato può permettere ad aree che non sono più oggetto di investimento una nuova vita”, ha sottolineato la sindaca, evidenziando che si tratta di zone già infrastrutturate e collegate.

Il Comune intende così agire da facilitatore per quegli investimenti che l'amministrazione pubblica non potrebbe sostenere da sola, ma che risultano d'interesse per i privati in cerca di spazi logistici e operativi. Restano da definire i dettagli tecnici su eventuali bandi: “Nella delibera esprimeremo tutti i passaggi”, ha concluso Salis, rimandando alla prossima settimana per il testo definitivo del provvedimento.

Redazione


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