Va avanti senza sosta il percorso giudiziario sulla strage del locale “Le Constellation” di Crans-Montana, costata la vita a 41 persone e che ha provocato 115 feriti nella notte di Capodanno. “Noi andiamo avanti. I nuovi interrogatori sono fissati a maggio, anche per i Moretti”, spiega all'Ansa, l’avvocato Alessandro Vaccaro, legale della famiglia di Emanuele Galeppini, il giovane diciassettenne campione di golf genovese tra le vittime. “Abbiamo visto le dichiarazioni del sindaco che sta scaricando le responsabilità ma sta alzando il tiro, chiamando in causa il Cantone. Questo per noi è importante anche in vista dei risarcimenti”.
Un passaggio chiave dell’inchiesta sarà rappresentato dalla visione, a partire dalla prossima settimana, del filmato choc realizzato dagli investigatori. Si tratta di una sequenza montata utilizzando le immagini delle telecamere interne del locale e di quelle presenti nelle strade circostanti. Nel video sono documentati gli otto minuti decisivi della tragedia, tra l’1:20 e l’1:28 del primo gennaio, quando il sistema di sorveglianza ha cessato di funzionare. L’origine dell’incendio sarebbe collocata pochi secondi dopo l’1:26, nel piano interrato del discobar. Alle parti civili e agli indagati saranno messe a disposizione anche le fotografie scattate durante i primi rilievi effettuati dalla polizia nella notte del rogo.
Parallelamente all’inchiesta giudiziaria, si apre un fronte sempre più teso tra Italia e Svizzera sul piano diplomatico. Al centro della disputa ci sono le spese mediche sostenute dall’ospedale di Sion per il ricovero di quattro giovani italiani feriti nell’incendio. Alle famiglie sono state inviate fatture per un totale di circa 108mila euro, con parcelle che arrivano fino a 66.810 franchi svizzeri per un solo giorno di degenza.
Il tema è stato al centro dell’incontro avvenuto a Martigny tra l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, e il presidente del Consiglio di Stato del Vallese, Mathias Reynard, che ha ribadito l’impossibilità, sul piano normativo, per il Cantone di farsi carico direttamente dei costi. La gestione passerà attraverso il sistema sanitario svizzero e l’istituzione LAMal, chiamata a stabilire la ripartizione tra le assicurazioni coinvolte, comprese quelle italiane. Eventuali coperture pubbliche resterebbero limitate a interventi residuali e subordinate a un coordinamento con Berna.
Durissima la reazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito “ignobile” l’eventuale richiesta di pagamento da parte delle autorità svizzere: “Se dovesse essere formalizzata, l’Italia la respingerà al mittente e non le darà alcun seguito”, ha scritto sui social, auspicando “senso di responsabilità” da parte di Berna.
Sul fronte sanitario, resta ancora pesante il bilancio delle conseguenze del rogo. Secondo gli ultimi aggiornamenti, 38 dei 115 feriti risultano ancora ricoverati tra Svizzera, Italia, Francia e Germania, mentre undici persone sono attualmente in strutture di riabilitazione.