La riforma dei porti italiani ha avuto il via libera della Ragioneria dello Stato e si discuterà in Parlamento. Ad annunciarlo è stato il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, intervenuto a margine dell'assemblea nazionale di Spediporto in corso a Genova.
Il via libera tecnico è arrivato negli ultimi giorni, sbloccando di fatto il documento verso il dibattito politico: "Venerdì scorso la Ragioneria Generale dello Stato ha bollinato il testo della riforma dei porti", ha dichiarato Rixi. Il provvedimento sarà ora immediatamente calendarizzato dal Parlamento per l'esame nelle commissioni competenti.
L'obiettivo del governo è duplice: preservare le specificità dei singoli scali e, al contempo, centralizzare la strategia per rispondere alle turbolenze internazionali. Secondo il viceministro, la riforma serve "per iniziare a creare nuovi strumenti che consentano di mantenere l'autonomia degli scali, ma per avere anche visione globale, in questo momento determinante per riuscire ad affrontare le crisi geopolitiche in maniera rapida ed efficace, ed evitare rincari sulle materie prime sulla nostra filiera logistica".
La nuova architettura portuale punterà su una maggiore collaborazione tra il pubblico e il comparto imprenditoriale. Rixi ha sottolineato come la competitività dell'Italia passi per una capacità di adattamento superiore al passato: "Quindi lavorare insieme agli operatori privati, individuare i nuovi mercati e andare a creare sistemi più flessibili è l'obiettivo che ci dobbiamo dare".
Durante l’assemblea, il presidente di Spediporto, Andrea Giachero, ha ribadito l’urgenza di completare le grandi opere infrastrutturali, con particolare riferimento al Terzo Valico, nodo cruciale per collegare i porti liguri al cuore dell'Europa.
Sul punto, Rixi ha confermato la linea del Ministero, pur non nascondendo le difficoltà legate alla congiuntura economica: "È giusto che gli operatori spingano sulle nuove opere e sul mantenimento dei cronoprogrammi, nonostante la situazione internazionale fa sì che l'aumento dei costi sulle lavorazioni impatta pesantemente su tutte le aziende coinvolte".